Rigenerazione urbana

Il sindaco: «Prioritario lo sviluppo e l’occupazione»

Ex Fornace Danesi

di Enrico Netti

2' di lettura

«Abbiamo preso spunto dalle novità della legislazione regionale lombarda per definire, con una delibera del Consiglio comunale del luglio 2020, le aree di rigenerazione urbana. Il loro sviluppo, in particolare con progetti attenti all’ambiente, alle emissioni e alla riduzione dei consumi di energia, permette di usufruire di importanti sgravi sugli oneri di urbanizzazione. Abbiamo ritenuto che sia prioritario lo sviluppo e l’occupazione rispetto ad un incasso one shot. Il primo progetto importante che è stato autorizzato è il recupero dell’area dell’ex fornace Danesi», racconta Leonardo Tartara, sindaco di Casei Gerola sul cui territorio sta sorgendo il polo logistico che Invesco ha affidato a Services for Real Estate (Sfre).

Rinasce così a nuova vita un’area industriale dismessa che nei decenni passati ospitava fornaci per produrre laterizi che nel secondo dopoguerra sono arrivate ad impiegare migliaia di persone tra fissi e stagionali.

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«Abbiamo trovato collaborazione e attenzione degli enti superiori, a partire dall’amministrazione provinciale, per un progetto ben fatto e attento alle persone e all’ambiente che mira ad una certificazione Esg di livello alto, mi si dice il primo caso in Italia nella logistica - continua il primo cittadino -. Ci aspettiamo posti di lavoro diretti e uno stimolo all’indotto dei servizi di varia natura, quindi nuova linfa per un territorio di grande potenzialità ma un po’ in stallo».

Con i contributi incassati con il permesso di costruire il comune provvederà alla manutenzione straordinaria delle scuole elementari, la realizzazione di un tratto di pista ciclabile verso il parco delle Folaghe, creare una nuova piazza urbana nell’area dell’ex casello autostradale e di asfaltare un po’ di vie cittadine compresa quella di accesso al polo logistico.

Il comune di Casei Gerola dispone complessivamente di quasi un milione di metri quadri di aree dismesse, che ospitavano fornaci e lo zuccherificio di Italia Zuccheri (ex Cavarzere). «Aree che sono a disposizione per progetti di logistica e rilocazione industriale che siamo pronti a considerare» sottolinea Leonardo Tartara. La zona con le cave d’argilla ormai dismesse ospita un parco, una zona umida molto importante per la biodiversità e per gli uccelli migratori oltre ad essere un'area dove praticare attività sportive.

L’economia locale oggi si fonda sull’agricoltura, l’artigianato e la piccola industria meccanica, della plastica e dell’economia circolare. In un’area di cava si è insediato un poligono di tiro dinamico che è già un riferimento per la nostra regione. Molto importanti sono i servizi: ristorazione e alberghiero, sanità, piattaforma di servizi e noleggio auto, servizi per la logistica del fresco e corrieri.

«Siamo soddisfatti e pronti a nuove sfide, c’è ancora tanto da fare», conclude il primo cittadino di Casei Gerola.

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