Prodotti petroliferi

Il «sistema» della frode Iva. In Toscana evasione da 30 milioni

Gli oltre 128mila interveniti ispettivi sul fronte dell’evasione fiscale sono destinati ad aumentare. Controlli più mirati in materia di accise, che hanno già registrato - in un anno e mezzo - 5mila 247 interventi

di Ivan Cimmarusti


Iva: Italia ancora prima in Ue per evasione, perde 33mld

2' di lettura

Tutto ruotava attorno a false «dichiarazioni di intento» per evadere l’Iva sull’acquisto di prodotti petroliferi provenienti dalla Slovenia. La maxi truffa da 30 milioni di euro è stata svelata dalla Guardia di finanza a Pistoia, ma segna anche l’incremento delle verifiche sul fronte dell’evasione fiscale. Una battaglia a tutto campo che emerge anche dalle direttive diramate dal Corpo, per mettere a punto strategie sempre più mirate per incastrare gli evasori.

IL NUOVO MECCANISMO FRAUDOLENTO.

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Gli oltre 128mila interventi ispettivi svolti nell’ultimo anno e mezzo da Guardia di finanza e Agenzia dell’Entrate sul fronte della lotta all’evasione, dunque, sono destinati ad aumentare. Un piano di contrasto che non potrà prescindere dal controllo economico del territorio, che riguarderà il trasporto merci e di prodotti sottoposti ad accise. Su questo fronte, infatti, è prevista una nuova marcia investigativa. Si punta a ispezioni più incisive, attraverso valutazioni dell’applicativo Muv Web dell’Anagrafe tributaria. I dati passati della Guardia di finanza hanno fatto luce su 5mila 247 interventi nel settore delle accise, che hanno portato al sequestro di oltre 6mila 200 tonnellate di prodotto oggetto di frode, cui si aggiunge un consumato in frode di oltre 301mila 346 tonnellate.

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L’inchiesta di Pistoia ha svelato l’esistenza di una presunta «associazione a delinquere - si legge negli atti giudiziari - finalizzata al falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, alla truffa ai danni dell’Amministrazione finanziaria alle dichiarazioni di imposta fraudolenta e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti». In manette sono finite 17 persone, legate al presunto sodalizio. Sotto sequestro, invece, sono finiti circa 20 milioni di euro . Tutto ruotava attorno alla figura di Massimo Angeli, personaggio noto nell’ambiente, ritenuto «promotore, organizzatore e finanziatore dell’associazione», che operava attraverso le società Angeli srl (commercio carburanti), Ml srl (trasporto merci su strada) e Ms Petroli srl.

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Ed è attraverso queste aziende che gestiva una presunta «frode», messa a punto attraverso la «creazione e/o interposizione» di una serie di società risultate essere delle scatole vuote: Almi Power srl, Stranissimo Energy srl, Tuscany Petroli di Lavuri Riccardo, Romano Petrolium srl, General Insurance group srl, Nti srls, Denise’s Plast di Felice Penna e Medialabel srl.

I dati della Guardia di finanza fanno luce su 5mila 247 interventi nel settore delle accise, che hanno portato al sequestro di oltre 6mila 200 tonnellate di prodotto petrolifero oggetto di frode

Attraverso una rete di «associati» alla cricca, importava prodotti petroliferi dalla Slovenia e li rivendeva, senza Iva, a società inesistenti che dichiaravano, attraverso una lettera di intento, di avere lo status di esportatore abituale. Tutto era falso.

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Angeli srl, soggetto economico promotore della frode, vendeva gasolio senza applicare l’Iva a società «cartiere» che non possedevano il prescritto «status di esportatore abituale». Pertanto, seguendo il classico meccanismo della frode dell’Iva, l’utile era determinato dall’imposta riscossa, ma non versata all’Erario. Il passaggio innovativo sta nella modalità di spartizione dell’utile della frode. La società cartiera, infatti, restituiva alla società Angeli srl parte dell’Iva sottratta; la Angeli srl, invece, recuperava il suo utile gonfiando il prezzo di vendita all’interposta cartiera.

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