Domenico Angotti (Open Fiber)

Il sistema ha retto all’urto del traffico boom a tutte le ore

di Andrea Biondi

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(ANSA)


2' di lettura

«Siamo dinanzi a un fenomeno senza precedenti. E nelle prossime settimane l’evoluzione del traffico dovrà essere attentamente monitorata».

Domenico Angotti è responsabile ingegneria di Open Fiber: la controllata di Enel e Cdp che ha inglobato la vecchia Metroweb – con la sua fibra fino a casa nelle aree più evolute del Paese, le cosiddette “aree nere” dove agisce più di un operatore – ed è impegnata anche in un piano di rollout nelle aree bianche, quelle più disagiate del Paese. «La nostra – dice Angotti – è la visuale di un operatore wholesale-only, dove è l’operatore a veicolare il traffico dei suoi clienti finali. In alcuni casi forniamo un servizio attivo Ftth condividendo, quando richiesto, apparati di tlc per accesso e trasporto». Ebbene in riferimento alle ultime settimane, quelle dell’emergenza coronavirus, fra smartworking, didattica a distanza e divieti di uscire, «abbiamo notato una crescita esponenziale del traffico residenziale, ma che la rete è in grado di sostenere».

In grado di sostenerla ora o anche in prospettiva?
Quello che accadrà nelle prossime settimane sarà molto indicativo in tal senso. Ciò che abbiamo visto in questi giorni è un cambio della curva dei consumi che per il periodo diurno ha registrato un boom, livellandosi comunque ai picchi dei momenti serali.

Quindi una curva che è diventata più omogenea?
In un certo senso sì, passando da essere “piccata”, caratterizzata da picchi la sera, a un consumo più uniforme livellato verso l’alto, verso quelle fasi delle 24 ore in cui l’utilizzo di giochi o di video on demand porta, appunto, al boom di consumi. Ci sono comunque i trend di base che non vanno dimenticati.

A cosa fa riferimento?
Esistono vari studi e ricerche indicativi di come ci sia da attendersi una fame di dati crescente. Cisco, ad esempio, nell'ultimo report Cisco Vni 2018-23 mostra una serie di indicatori in virtù dei quali video in particolare 4k, realtà aumentata, realtà virtuale, gaming online saranno sempre più presenti nelle nostre abitudini aumentando consumi e velocità media. E in questo senso, lo dico anche in virtù del percorso e delle scelte strategiche di Open Fiber, la fibra è l’elemento che può far quadrare il cerchio. Parlo di fibra fino a casa. Quella mista fibra-rame nell’ultimo miglio non può assicurare certi risultati.

La rete d’accesso però, con l’ultimo miglio in fibra o rame, è usata in modo esclusivo dalla singola abitazione. E quindi l’aumento del traffico non ha impatto. Il problema è più legato alla rete core: quella a monte, da potenziare.
Non condivido questa valutazione. L’ultimo miglio in rame presenta una degradazione del segnale in condizioni di alto traffico che non è indifferente. Per questo l’attivazione di certi servizi ha necessità di una fibra in toto.

Che però è più difficile da realizzare dell’Fttc e anche in confronto con l’Fwa che, altri operatori ne hanno fatto una scelta strategica, permette di coprire più velocemente le aree bianche.
L’Fwa è un’opzione tecnologica. Noi riteniamo possa servire solo nelle aree a bassa densità di traffico. È comunque una soluzione complementare all’Ftth che stiamo utilizzando nell’ambito del piano nelle aree bianche.

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