Manifattura

Il sistema moda sfiora i livelli pre Covid e prepara le fashion week del 2022

Fatturato annuo atteso a circa 83 miliardi, in crescita del 20,5% sull’annus horribilis, il 2020

di Giulia Crivelli

2' di lettura

Una ripresa a V, quella del sistema moda italiano, auspicata e superiore alle attese e alle speranze fin dai primi mesi dell’anno. Una ripresa ora certificata dai numeri elaborati dalla Camera della moda, l’associazione dei più importanti marchi del settore, che organizza, tra le molte cose, le fashion week di Milano. Il fatturato atteso per il 2021 del sistema moda “allargato” (tessile, pelle, pelletteria, abbigliamento, calzature, gioielli, bigiotteria, cosmesi e occhiali) sfiora gli 83 miliardi, in crescita del 20,5% sull’anno precedente, l’annus horribilis, il 2020, che si chiuse con un calo di oltre il 25% per l’industria della moda, tra i settori più colpiti, insieme al turismo, dalla pandemia.

Saldo commerciale positivo, oltre il 2019

L’export è arrivato a 68 miliardi (+21% rispetto al 2020) e il saldo commerciale (33,2 miliardi contro 32,2) ha già superato il dato del 2019. Nel solo terzo trimestre i numeri sono molto vicini a quelli pre Covid, anche se nei nove mesi presi in considerazione dalle rilevazioni Istat, restano inferiori di qualche punto percentuale rispetto al 2019. Nel periodo luglio-settembre i record di crescita spettano all’export verso la Cina (+55,2%), gli Stati Uniti (+31,2%) e la Russia (+20,6%).

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Le settimane della moda con più eventi

In questo clima di cauto ottimismo, la Camera della moda ha presentato le novità della fashion week dedicata all’uomo, che si terrà dal 14 al 18 gennaio 2022, raccogliendo il testimone dal Pitti Uomo (11-13 gennaio), confermando quell’asse tra Milano e Firenze che, in particolare per la moda maschile, rende l’offerta italiana unica al mondo. La fashion week, ha spiegato Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, conferma un ritorno agli eventi fisici, con un calendario di 23 sfilate, 24 presentazioni, 9 eventi digitali e 12 eventi fisici speciali, per un totale di 47 brand e 68 appuntamenti. Ad aprire la tornata dedicata alle collezioni autunno-inverno 2022-23 sarà Zegna e saranno sei i brand presenti per la prima volta nel calendario sfilate, tra i quali spicca JW Anderson (che è anche direttore creativo di Loewe e ha collaborato negli ultimi mesi con Moncler e Uniqlo).

Accelera il cambiamento sostenibile

«Milano sta diventando sempre di più un hub di riferimento per grandi brand, i nuovi talenti e i creativi indipendenti – ha sottolineato Capasa –. Desideriamo contribuire ad accelerare il cambiamento sostenibile nella filiera della moda e ad accelerare l’evoluzione multiculturale del nostro Paese in un’ottica di diversità e inclusione». Milano moda uomo di gennaio sarà la prima fashion week da assessora per Alessia Cappello, che nella giunta Sala segue lo Sviluppo economico e Politiche del lavoro, con delega alla Moda: « La creatività italiana e il made in Italy sono un asset strategico per Milano e per il Paese. La loro promozione, diffusa per la città, è da sempre un’opportunità straordinaria per il territorio, in particolare per i giovani designer che di Milano fanno la propria meta professionale», ha detto Alessia Cappello.

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