RINNOVABILI

Il sistema solare di Tozzi Green porta l’energia nel Perù rurale

La holding di Mezzano (Ravenna) ha raddoppiato nel 2018 il fatturato a 127 milioni. In Madagascar 800milioni di Kw di idroelettrico e il lancio delle più vaste colture di mais dell’isola

di Ilaria Vesentini


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Fotovoltaico domestico. I piccoli impianti installati da Tozzi Green nei villaggi del Perù non collegate alla rete elettrica nazionale

3' di lettura

C’è un filo verde che unisce le mega pale eoliche sulle coste pugliesi, i microsistemi solari nei villaggi peruviani, le centrali idroelettriche in Madagascar e la Rugby Academy Ihorombe e che riconduce a Mezzano, nella periferia ravennate, dove Tozzi Green ha iniziato oltre trent’anni fa a scrivere il futuro delle energie rinnovabili e dell’economia etica e sostenibile. Staccando la propria storia da quella del più grande distretto italiano dell’oil&gas, cui è legato il nome della famiglia Tozzi sin dal secondo Dopoguerra.

«Io sono entrato in azienda nel momento della diversificazione, negli anni Novanta, quando la liberalizzazione dell’energia elettrica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili spinse mio padre a separare la propria strada da quella del nonno e del fratello – racconta Andrea Tozzi, amministratore delegato di Tozzi Green – e in questi tre decenni ci siamo costruiti competenze nelle rinnovabili che fanno del nostro gruppo un unicum rispetto ai competitors perché abbiamo la gestione completa e trasversale dell’intera filiera, dallo sviluppo greenfield del progetto alla costruzione degli impianti fino alla manutenzione, per tutte le tipologie di fonti (idroelettrico, fotovoltaico, eolico, biomasse e biogas). L’esperienza nelle fonti fossili più che competenze ci ha trasmesso la capacità di lavorare in giro per il mondo».

Ed è infatti a più di 13mila chilometri da casa, in Perù, che Tozzi Green sta completando il più grande progetto internazionale di elettrificazione rurale, per portare energia nelle aree più remote del Paese latino-americano non collegate alla rete elettrica nazionale, progettando, costruendo e installando 215mila piccoli sistemi solari domestici: un kit composto da un impianto fotovoltaico (da meno di 1 Kw) montato sul tetto o in prossimità della casa e da una batteria per l’accumulo dell’energia prodotta che garantisce 4-5 ore di corrente al giorno a ogni famiglia. «Siamo oggi a 178mila impianti installati, lavoriamo al ritmo di 8mila sistemi al mese con una squadra di 800 persone sparse in tutto il Perù. A gennaio 2020 finiremo, come da cronoprogramma. È un progetto che funziona – spiega Tozzi – e che i Paesi confinanti (Bolivia, Ecuador, Colombia) stanno studiando per replicarlo, perché ci facciamo carico anche della manutenzione e del funzionamento per i prossimi 15 anni». Dopodiché gli impianti passeranno di proprietà al Governo di Lima, che ha lanciato nel 2015 il bando di gara internazionale vinto dalla holding Tozzi Green, un project financing da 222 milioni di dollari, finanziato con un green bond.

È proprio grazie all’elettrificazione rurale in Perù che l’azienda romagnola ha raddoppiato lo scorso anno il proprio fatturato, da 68 a 127 milioni di euro (con un Ebitda del 38%) e ha assunto altre 300 persone (oggi i dipendenti sono 770). Mentre è in Madagascar, dove Tozzi Green è sbarcato dieci anni fa e oggi gestisce 800 milioni di Kw idroelettrici, che il gruppo sta portando avanti i progetti di sviluppo sostenibile più avanzati, abbinando alla produzione di energia pulita attività agricole sull’altopiano dell’Ihrombe, tra i più difficili da coltivare e mai esplorato prima da operatori agroindustriali. Qui Tozzi Green ha dato il via alle più vaste colture di mais dell’isola, nonché alla produzione di oli essenziali per profumeria, di spezie e piante oleose, generando un indotto di oltre 1.500 posti di lavoro e, sulla scia, ha finanziato la costruzione di un ospedale, di una scuola, di un asilo e sostenuto lo sviluppo dell’istruzione e dell'educazione attraverso la pratica del rugby.

«La nostra terra è l’Italia – conclude Tozzi - e il nostro obiettivo non è crescere solo in Sudamerica e Africa ma anche qui in patria, dopo 30 anni difficili, perché abbiamo aspettato fino a 18 anni per un impianto che poi si costruisce in 12 mesi. Se davvero questo è l’anno della svolta green per il Paese e l’obiettivo di installare più di 30 Gw di rinnovabili entro il 2030 non è solo un proclama, noi siamo pronti. Abbiamo più di 700 Mw di potenza installata tra le varie fonti e altri 200 Mw di eolico sono in attesa di autorizzazione al Consiglio dei ministri. Serve solo la volontà politica per far sì che la nostra pipeline dei 1.000 Mw di energie pulite si concretizzi». E intanto Tozzi ha sempre un occhio su possibili acquisizioni di impianti, dopo aver ceduto tre settimane fa agli americani di G&W Electric l’asset non core delle apparecchiature elettriche (la foggiana Tozzi Electrical Equipment) e l’altro occhio all’apertura del capitale alla Borsa o a fondi di investimento per sostenere i piani di sviluppo.

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