MILANO E hinterland

Il sistema tiene tra food e farmaci

Dall’e-commerce alla Gdo l’area resta attraente per gli investitori esteri

di Laura Cavestri

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Dall’e-commerce alla Gdo l’area resta attraente per gli investitori esteri


2' di lettura

«Quando Codogno e il basso lodigiano sono entrati in zona rossa per il Covid-19, oltre 1 mese fa, la prima domanda dei nostri clienti è stata:trovateci nuovi spazi prontamente disponibili per stoccare le merci. Tutt’altro che facile in una regione che, se si parla di magazzini di qualità, ha percentuali di vacancy che rasentano lo 0 per cento».

Come spiega Alessandro Petruzzi, Head of Logistics & Industrial di Cbre Italia, nonostante il rapido sviluppo del mercato della logistica italiano, l’attività degli investitori istituzionali rimane ancora circoscritta al triangolo compreso tra la Via Emilia e l’A4 (con propaggini a Novara e Vercelli) fino al loro punto di congiunzione costituito dalla regione logistica milanese, responsabile da sola per oltre il 40% degli investimenti e quasi il 50% del take-up del 2019. Questo rimane l’hub logistico della Pianura Padana. E non è un caso che, secondo il report sulla logistica di World Capital, nei prossimi 3 anni, il 42% degli investimenti sarà in Lombardia.

Lo si vede anche nei canoni. Benchè inferiori, in certi casi, del 15-20% rispetto ai picchi del 2007, si assestano in media intorno ai 52,7 euro al mq annuo al Nord, 51,8 al Centro e 45,4 nel Sud e Isole. Ma a Milano arrivano anche intorno ai 60 euro nella fascia più alta della forchetta. oltre il 90% degli investitori in logistica, in Italia, sono internazionali. Hanno liquidità.

Uno degli ultimi deal lo ha chiuso solo il 20 marzo Cbre, acquistando un portafoglio logistico da 120mila mq in Lombardia. Il 4 marzo, Nuveen aveva acquisito due hub, nel bresciano (per il food) e nel veronese, per 80 milioni.

«Forte, intensa, inaspettata ma non sistemica – spiega ancora Petruzzi –. Questa crisi, nonostante lo shock forte e improvviso, non mette in discussione le “regole del gioco” o i modelli di business come nel 2008. Lo stop c’è. Ma i consumatori non hanno smesso di acquistare. La logistica lavora a pieno ritmo per tutta la Gdo e la catena alimentare, che riguarda sia la spesa online sia la necessità di rifornire i grandi supermercati e i piccoli negozi di prossimità nei paesi. La farmaceutica ha incrementato la domanda di stoccaggio . Così come la catena dei surgelati. L’e-commerce cresce ancora. Certo, alcuni segmenti stanno soffrendo ora. Ma molti brand della Gdo ci stanno chiedendo spazi per lo store della spesa online che tanti italiani hanno scoperto con la crisi ma che continueranno a fare anche dopo».

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