L’analisi

Il software è il telaio dell’auto futura

di Mario Cianflone

Luca de Meo. Il ceo di Renault

2' di lettura

Dalle piattaforme di acciaio a quelle di bit, dai motori a scoppio alle righe di codice degli algoritmi. L’evoluzione dell’automotive è in gran parte nel software.

E le grandi case ne sono consapevoli: lo considerano strategico dopo averlo trascurato per troppo tempo. Renault va oltre e crea Software République, ecosistema per l’innovazione nella mobilità intelligente chiamando a raccolta l’hi-tech francese. Infatti, nel consorzio, macro incubatore di idee e start-up per immaginare l’auto e la mobilità di domani, partecipano mostri sacri dell’industria It transalpina: Atos specialista in servizi Ict e software, una delle poche a competere con i big americani, Dassault Systèmes, numero uno nella progettazione 3D e St, gigante italo francese dei chip e dei sensori, fiore all'occhiello europeo nell’industria dei semiconduttori. In Software République c’è anche Thales, grande attore dell’elettronica aerospaziale. L’organizzazione, voluta dal ceo della casa francese, l’italiano Luca De Meo, avrà sede a Guyancourt e agirà su campi quali intelligenza artificiale, mobilità connessa, sistemi di simulazione, sviluppo degli ecosistemi per la ricarica di e-car e cybersecurity allo scopo di sviluppare «soluzioni - ha detto Luca De Meo - all’avanguardia per una mobilità a basse emissioni , condivisa e responsabile, made in Europe».

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L’auto, intesa come oggetto hardware, passa in secondo piano perché Renault punta a trasformarsi in fornitore di software e servizi, emulando il percorso antico di grandi hi-tech company come Ibm. Con Software République dovranno fare i conti Volkswagen group, Stellantis e Toyota. Il software è elemento portante, anzi il telaio dell’auto del futuro e della mobilità. Finora le case hanno fatto affidamento su fornitori esterni, come se l’hardware, i chip e il software fossero un corpo estraneo e per troppo tempo hanno considerato l’Information technology un elemento da gestire e da integrare ma non da governare e possedere. E la sfida si gioca soprattutto con Google sempre più presente con Android Automotive.

Le cose sono cambiate con sistemi di guida automatizzata l’elettrificazione e la condivisone. Insomma, il mondo dell’auto descritto dalla sigla C.A.S.E. (Connected autonomous shared, electric) ha fame di software. Lo hanno capito Vw e Mercedes che hanno da poco deciso di potenziare le attività su questo fronte. Difficile dire se sarà la strada giusta perché se le case hanno fame di software e si trasformano in aziende hi-tech, dall’altra ci sono colossi tech che puntano sull’auto. Apple deve evolvere oltre l’iPhone e potrebbe tra realtà e storytelling, entrare nell’automotive, mentre Xiaomi, colosso del digitale cinese, vuole costruire smart car.

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