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Il «sogno» del Suv a idrogeno è realtà con il progetto di Namx con Pininfarina

Presentata a Cambiamo (Torino), la Concept car sarà sul mercato nel 2025 - HUV ha 800 km di autonomia ed è alimantato da un sistema con serbatoio fisso e sei capsule rimovibili

di Filomena Greco

2' di lettura

Ha il tratto “italiano” di Pininfarina e l’ambizione di sovvertire i paradigmi della green mobility. Si tratta del prototipo di un Suv alimentato a idrogeno presentato dalla società Nmax e sviluppato insieme alla società piemontese. Si chiama HUV – Hydrogen Utility Vehicle – ha una linea decisa e guarda al futuro dell’automotive grazie ad un sistema brevettato di alimentazione a fuel cell a idrogeno, costituito da un serbatoio fisso e da sei capsule rimovibili, che garantiscono una autonomia totale di 800 chilometri.

La “chiave” tecnologica del sistema di alimentazione è il serbatoio in cui l’idrogeno è immagazzinato a 800 atmosfere e non a 400, oltre al sistema di capsule estraibili e ricaricabili. Una risposta innovativa, dunque, ai nodi del powertrain elettrico: autonomia limitata, tempi di ricarica e emissioni legate a ciclo produttivo, alimentazione e batterie. Con l’obiettivo di preservare l’ideale di una libertà di movimento senza danneggiare il pianeta.

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I numeri del progetto sono stati presentati in anteprima nella sede storica di Pininfarina, a Cambiano, alle porte di Torino: investimento da 700 milioni di euro, produzione al 2025 e obiettivo di vendita a quota 15mila esemplari nel 2026 con break-even fissato a 100mila unità, in un mercato potenziale di quasi 1,5 miliardi di veicoli privati da sostituire entro il 2050, in nome della rivoluzione verde.

La linea del suv nasce dalla visione di Thomas de Lussac, fondatore insieme a Faouzi Annajah della Namx, e dalla creatività di Kevin Rice, Chief Creative Officer di Pininfarina. Guarda al design americano degli anni ’50 e ’60, all’eleganza del marchio italiano con senso delle proporzioni e cura dei dettagli, fino alla X del marchio incisa sulle porte a linee continue, ripetuta sul frontale.

L’HUV sarà commercializzato in due versioni: una base a trazione posteriore da 300 CV, per una velocità massima limitata a 200 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi e poi una versione GTH a trazione integrale da 550 CV, per una velocità massima limitata a 250 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi. Sarà commercializzato a partire dall’ultimo trimestre del 2025, con una fascia di prezzo compresa tra i 65 e i 95mila euro.

Il progetto nasce a cavallo di Europa e Africa, il management sta valutando l’opzione di impiantare il suo stabilimento di produzione in Marocco. Fondatori e management team sono supportati da Ibrahima Sissoko, fondatore di quasi 30 aziende in tre continenti, Pierre-Yves Geels, ex VP Strategy di Matra automotive, Alain Diboine, ex direttore della divisione R&D di Renault, Mustapha Mokass, esperto finanziario di energia pulita e carbonio, e Raphaël Schoetgen, ex presidente di Hydrogen Europe ed esperto internazionale di idrogeno.

Il Namx HUV sarà prentato al pubblico il prossimo autunno durante il Salone dell’automobile di Parigi.

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