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Il Sole 24 Ore è nel Trust Project. Ecco gli indicatori del giornalismo di qualità

Sally Lehrman - Afp

4' di lettura

Far crescere la fiducia nell'informazione on line, far distinguere tra contenuti frutto di lavoro di ricerca e di analisi di una redazione e un'informazione approssimata se non fasulla. E' l'obbiettivo del Trust Project, un progetto che vede insieme alcuni tra i più importanti media internazionali e che ha come partner motori di ricerca e piattaforme social. Il risultato è l'identificazione e la presentazione agli utenti di precisi indicatori di fiducia.

A questo progetto, che va on line da martedì 9, aderisce anche Il Sole 24 Ore insieme ad un'altra ventina di testate giornalistiche internazionali che si sono inserite nel secondo round dell'iniziativa. E' dunque un grande sforzo congiunto contro la disinformazione in rete, che vede impegnati oltre 120 siti di informazione in tutto il mondo con una copertura globale di quasi 220 milioni di persone al mese. Molti altri editori si aggiungeranno nei prossimi mesi.

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Alla stregua delle etichette che tracciano i prodotti alimentari, gli indicatori di fiducia vengono proposti dalle redazioni per fornire chiarezza su chi e cosa c'è dietro una notizia, in modo tale che ognuno possa valutare se essa provenga da fonte credibile. Vanno dunque dalla tipologia del contenuto (servizio, analisi, inchieste, commenti, sono le categorie in questa prima fase scelte dal Sole 24ore.com, ma presto ne aggiungerà altre come recensioni, fact-checking etc) alla biografia degli autori, per proseguire con le linee guida sulle correzioni.

Ricerche sia sul campo che in via sperimentale dimostrano che gli indicatori di fiducia soddisfano le esigenze degli utenti. Attraverso due sondaggi, Reach Plc (Regno Unito) ha riscontrato un balzo dell'8% nella fiducia nella propria testata di punta, “The Mirror”, a seguito dell'inserimento degli indicatori sul suo sito. Un esperimento condotto al Center for Media Engagement della University of Texas di Austin ha rilevato valutazioni più alte nella reputazione di una testata giornalistica, comprese credibilità e affidabilità, in presenza di indicatori di fiducia. In entrambi gli studi, anche la fiducia nel singolo giornalista risultava più alta.

A dare maggior slancio al Trust Project sono i nuovi utilizzi degli indicatori da parte di partner del settore tecnologico. Google, Bing, Facebook, Nuzzel, PEN America e NewsGuard ne fanno uso per far emergere, presentare o inquadrare meglio il loro approccio al giornalismo sulle rispettive piattaforme.

Creato dalla pluripremiata giornalista Sally Lehrman, il Trust Project è ospitato dal Markkula Center for Applied Ethics della Santa Clara University ed è finanziato da Craig Newmark Philanthropies, Google, John S. and James L. Knight Foundation, Democracy Fund e Markkula Foundation.

«Gli indicatori di fiducia stanno prendendo piede quale standard di trasparenza del settore a livello globale e non solo all'interno delle redazioni», afferma Lehrman. «Le elezioni negli Stati Uniti hanno posto in evidenza una questione di rilevanza mondiale: la necessità improrogabile di avere informazioni credibili, imparziali e accurate. Grazie allo sviluppo del Trust Project, milioni di persone oggi possono utilizzare gli indicatori di fiducia ed essere sicure di poter riconoscere le notizie affidabili prodotte ogni giorno dai giornalisti».

Oltre a essere riconoscibile dagli utenti sulle pagine dei news partner del Progetto, ogni indicatore è incorporato anche all'interno dell'articolo e nel codice del sito, al fine di renderlo leggibile dalla macchina. In tal modo, viene fornito il primo linguaggio tecnico standardizzato in grado di offrire informazioni contestuali sugli impegni presi in tema di trasparenza da parte dei siti,

«Siamo lieti di vedere che centinaia di nuovi siti di informazione si stiano adoperando per adottare gli indicatori di fiducia. La trasparenza è importante per costruire fiducia, e la fiducia è importante per costruire impegno. È gratificante osservare quanto la ricerca condotta da Reach avvalori tali capisaldi», afferma Richard Gingras, vice presidente di Google News. «Gli indicatori di fiducia sono strumenti preziosi per valutare l'autorevolezza relativa delle testate giornalistiche e degli autori. Ci attendiamo di sviluppare nuove modalità di utilizzo degli indicatori».

Secondo Google, l'indicatore “Genere di articolo” costituisce uno strumento valido per valutare se un articolo pubblicato da un editore aderente al Trust Project venga mostrato come una notizia standard, un'opinione, un'analisi o un articolo esplicativo.

Quando Facebook ha lanciato il processo di indicizzazione delle pagine di informazione, ha collaborato con il Trust Project per semplificare l'aggiunta di informazioni facoltative sulla propria pagina da parte degli editori, quali i link alle politiche sul fact-checking, sull'etica e sulla rettifica, che fanno tutte parte dell'indicatore di fiducia “Migliori pratiche”.

«Abbiamo guardato all'iniziativa del Trust Project come a una risorsa utile a evidenziare il nostro approccio», spiega Mollie Vandor, product manager di Facebook. «La ricerca sugli indicatori di fiducia ci ha fornito una base solida da cui partire. Continueremo la nostra collaborazione con il Trust Project per poter esaminare le diverse modalità di presentazione di tali informazioni, in modo tale che ognuno possa avere una visione più chiara delle notizie che appaiono su Facebook».

I news partner che si aggiungano da martedì 9 – dopo un lungo lavoro sia editoriale che tecnico - rappresentano oltre il doppio del numero di testate giornalistiche che adottano oggi gli indicatori di fiducia. Negli Stati Uniti e in Canada, gli indicatori sono presenti su siti ospitati da Bay Area News Group, CBC News, Heavy.com, The Toronto Star, TEGNA, Voice of Orange County, Walrus e Wisconsin Watch; in Europa, oltre che sul sito del Sole 24 Ore, anche su quelli di Corriere della Sera (Italia), El Pais (Spagna), Kathimerini (Grecia), Orb Media (a livello internazionale), SciDev.Net (a livello internazionale), e SkyNews (Regno Unito).

Presto entreranno nel Trust anche Canadian Press, Frontline (Usa), El Mundo (Spagna), Star Tribune (USA) e Zeit Online (Germania). Dallo scorso anno ne fanno parte invece BBC (Regno Unito), Dpa (Germania), The Economist (Regno Unito), FourFourTwo (Regno Unito), Globe and Mail (Canada), Hearst Television, Independent Journal Review e Mic (USA), La Repubblica e La Stampa (Italia), Stuff (Regno Unito), Reach Plc (Regno Unito) e Washington Post (USA).

Gli indicatori di fiducia descrivono con chiarezza gli impegni di una testata in materia di etica, reportage di natura inclusiva, rettifica e altri standard, così come le competenze maturate dal giornalista e il modo in cui svolge il proprio lavoro. Gli indicatori, inoltre, indicano chiaramente anche il genere di informazioni che si sta leggendo: notizie, opinioni, analisi o contenuti promozionali da parte di inserzionisti.

Una descrizione di ciascuno degli indicatori di fiducia è disponibile sul sito del Trust Project.

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