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Il Sole 24Ore è il primo quotidiano per credibilità secondo il Reuters Institute

La decima edizione del Digital News Report certificata la qualità della nostra informazione online sul podio dietro Ansa e SkyTG24

2' di lettura

Il Sole 24Ore è il primo giornale per fiducia da parte dei lettori in Italia. La conferma arriva, ancora una volta, dal Digital News Report del Reuters Institute dell’Università di Oxford giunto alla decima edizione.

Al primo posto dell’indice di fiducia troviamo Ansa, seguita da Sky TG24 e poi appunto dal Sole 24 Ore. Subito dopo TGLa7, il Corriere della Sera e i giornali locali.

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Il report del Reuters Institute è curato da Amy Ross Arguedas, Sumitra Badrinathan, Camila Mont’Alverne, Benjamin Toff, Richard Fletcher e dal direttore Rasmus Nielsen. Fa parte del percorso Trust in News Project e quest’anno ha raggiunto la copertura di 46 mercati nazionali che rappresentano più della popolazione mondiale.

La ricerca sull’Italia mostra nel 2021 una fiducia nei media che torna a crescere, raggiungendo in assoluto il 40%, con una quota del 47% rispetto alla fiducia nei mezzi di informazione che si utilizzano. Più bassa la fiducia sulle informazioni trovate via Google, pari al 32%, e quella nei social che si ferma al 20%.

Contemporaneamente tocca quota 13% la percentuale di coloro che pagano abbonamenti per leggere le notizie e il 31% coloro che hanno ascoltato un podcast nell’ultimo mese.

Per Il Sole 24Ore, con la sua informazione digitale certificata anche dal Trust Project che ne riconosce i processi di verifica e la chiara definizione dei diversi tipi di contenuto, è ancora una volta un significativo apprezzamento da parte dei lettori italiani. Un riconoscimento anche ai nuovi formati digitali e linguaggi con i quali l’informazione viene prodotta e distribuita.

I risultati di quest’anno, come scrive nell’introduzione del report Rasmus Kleis Nielsen, mostrano come la pandemia ha esacerbato molte delle tendenze a lungo termine documentato dall’istituto negli ultimi dieci anni, “in particolare il passaggio a un ambiente informativo sempre più digitale, mobile e dominato dalle piattaforme”.

L’ultimo anno ha prodotto un’ulteriore pressione sui modelli di business di molti media tradizionali, ma ha anche fatto rilevare a “parti del pubblico l’importanza e il valore di notizie affidabili prodotte da testate giornalistiche indipendenti”.

Il report 2021 mostra come alcuni marchi editoriali abbiano beneficiato del desiderio di informazioni affidabili sulla pandemia, sia in termini di maggiore traffico, maggiore fiducia e maggiori abbonati paganti. “Sebbene gli effetti siano irregolari, non si applicano a tutti marchi o in tutti i paesi, e potrebbero non durare dopo la fine della crisi, questi sono risultati positivi dal punto di vista degli editori”.

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