mecenatismo milionario

Il sostegno ai tesori della città

Trinità dei Monti, i marmi Torlonia, il Maxxi Prize: si punta su storia e presente

di Chiara Beghelli


2' di lettura

«È il nostro investimento più importante finora»: così lo scorso 18 ottobre Jean-Christophe Babin definiva il sostegno finanziario erogato da Bulgari per il restauro di parte della Collezione di marmi Torlonia, la più importante raccolta privata di arte antica al mondo, che a marzo saranno esposti in una mostra ai Musei Capitolini dopo aver passato oltre 40 anni in un deposito. L’investimento più importante, che anche se non esattamente quantificato ammonterebbe a diversi milioni di euro, e anche il più recente di una lista che dal 2014 non ha smesso di estendersi: a cinque anni fa, infatti, risale l’annuncio del restauro della Scalinata di Trinità dei Monti, finanziato con 1,5 milioni di euro, al quale è seguito nel 2015 l’intervento sui mosaici delle Terme di Caracalla. Lo scorso febbraio, invece, è stato presentato il piano di restauro dell’Area Sacra di Largo Argentina, dove i lavori inizieranno nel 2020 e che beneficerà di circa un milione di fondi. Sempre in ottobre, Bulgari ha annunciato il rinnovo della partnership con il museo Maxxi per il Maxxi Bulgari Prize, dedicato ai giovani artisti: «Ci interessa contribuire sia alla Roma antica sia alla Roma di oggi», nota Babin.

Ma è proprio la città contemporanea che, a suo parere, dovrebbe migliorare la sua attrattività: «Quello che oggi manca a Roma è questo ponte fra passato molto noto e presente sconosciuto, che però esiste ed è vivace. Molte città hanno saputo valorizzarlo, come Milano o New York, dove infatti si torna più spesso. I turisti che vengono a Roma, invece, dopo aver visitato i suoi monumenti principali non tornano più. La chiamerei “sindrome di Giza”: le piramidi si visitano una volta sola, perché intorno non c’è altro. Bisogna anche lavorare sull’accoglienza dei turisti, anche se molto è stato fatto: penso all’aeroporto di Fiumicino, incredibilmente migliorato negli ultimi 10 anni. Parlando dei turisti alto spendenti, però, oggi Roma offre loro ancora pochi hotel a cinque stelle, rispetto ad altre città (anche se da tempo si attende l’annuncio di un hotel Bulgari anche a Roma, ndr). Servirebbe anche organizzare grandi eventi a cadenza regolare, come la Biennale a Venezia, la settimana della moda di Milano o Art Basel a Basilea, capaci di attrarre persone e invitarle a tornare, innescando un circolo virtuoso anche per le altre attività commerciali della città».

Anche in questo caso, “fare sistema” sembra la via maestra da percorrere: «Quello che abbiamo fatto noi, ma anche Tod’s per il Colosseo o Fendi per le fontane della città è molto importante. Ma forse è tempo di agire non più come singoli, ma come una sorta di consorzio, senza alcun interesse commerciale - prosegue Babin -. Su alcuni progetti potremmo essere più efficienti e convincenti, e ne potremmo proporre alcuni di respiro ancora più ampio».

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