Attualità

Coronavirus oggi. Puglia in area gialla dopo rettifica dati. Merkel: no riaperture prima di marzo

● Nel programma di Draghi priorità a vaccini e scuola
● Ministero blocca Lombardia: piano vaccini è nazionale
● Iss, variante inglese non infetta particolarmente i bambini
● In Russia 15mila nuovi casi e 530 decessi
●Aggiornamento Piano vaccini, 6 categorie nella II fase
● Nuova mutazione individuata dall'Università di Milano
● Sos varianti, Gb impone triplo test viaggiatori
● Da vaccino in gravidanza possibile protezione a bimbo
● Meno esami e visite, crolla spesa farmaci ospedali
● Commissione Ue pubblica contratto con Sanofi-GSK
● I dati di lunedì 8 febbraio
● La Newsletter settimanale che fa il punto sul contagio
● Studio: “Variante inglese a Parigi sfiora quota 38%”

Covid19, a Napoli riapre l'antico "Caffé Gambrinus"
  • Ministero, Regione Puglia in area gialla dopo rettifica dati

    Sulla base dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia riunitasi a seguito della rettifica dei dati da parte della Regione Puglia, il Ministro della Salute firmerà un'ordinanza in serata che porta in area gialla la Puglia a partire dall'11 febbraio. Lo rende noto il ministero.

  • Morto a San Paolo il decano dei senatori brasiliani

    Il senatore brasiliano Jose' Maranhao è morto di Covid in un ospedale di San Paolo. Maranhao, originario dello stato settentrionale di Paraiba, aveva 87 anni ed era il decano dei senatori brasiliani. Il presidente del Senato, Rodrigo Pacheco, ha decretato un giorno di lutto per la morte di Maranhao, secondo parlamentare brasiliano morto per le conseguenze del Covid-19 dopo Arolde de Oliveira, deceduto lo scorso ottobre.

  • Ricercatore, Manaus problema per la salute mondiale

    L'assenza di un isolamento sociale in Amazzonia potrebbe creare le condizioni favorevoli per far emergere altre varianti del coronavirus, secondo il ricercatore brasiliano Lucas Ferrante, biologo dell'Istituto nazionale di ricerca dell'Amazzonia (Inpa). “La circolazione del virus in Amazzonia è altissima e ciò potrebbe propiziare nuove mutazioni che potrebbero risultare resistenti ai vaccini”, ha detto Ferrante, secondo il quale “il caso Manaus potrebbe diventare un problema di salute pubblica mondiale”. Lo scorso 21 gennaio, il ricercatore ha suggerito al sindaco di Manaus, David Almeida, di imporre un lockdown estensivo. La richiesta non è stata pero' recepita per non colpire la già fragile economia locale ma Ferrante sostiene che la mancanza di isolamento avra' ripercussioni economiche ancora peggiori nel medio termine. “Dobbiamo fermare l'avanzata della pandemia, perché se dovesse insorgere una variante resistente ai vaccini oggi, nel 2021, vi sarebbero problemi a livello mondiale”, ha detto il ricercatore.

  • Regioni,piano vaccini difficile da realizzare, mancano le dosi

    L'integrazione del Piano vaccini anti-covid proposta dal Ministero della Salute presenta “alcune criticità” e risulta “in questa fase di difficile applicazione per la carenza delle dosi di vaccino disponibili e per l' indeterminatezza di alcune indicazioni”. E' questa la posizione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che in un documento muove una serie di rilievi rispetto ai target da vaccinare, suggerisce la possibilità di usare Astrazeneca anche per gli over 55 senza patologie e di verificare la disponibilità sul mercato di ulteriori vaccini.

  • La Francia supera gli 80.000 morti

    La Francia ha superato oggi gli 80.000 morti dall'inizio della pandemia: lo ha comunicato il ministero della Salute, aggiungendo ai decessi altre 724 vittime, 436 negli ospedali e 288 negli ultimi 4 giorni in ospizi e istituti per disabili. Il totale sale a 80.147. In diminuzione i contagi, a 18.870 (rispetto agli oltre 23.000 di una settimana fa), i ricoveri (-360, a 27.677) e i pazienti in rianimazione (meno 21, a 3.342).

  • Gli italiani bloccati in Brasile scrivono al Papa

    Dopo la lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gli italiani o residenti in Italia bloccati in Brasile dal 16 gennaio, a causa dell'ordinanza che vieta l'ingresso sul territorio italiano a chi proviene dal Paese sudamericano nell'ambito delle misure anti-Covid, scrivono ora anche a papa Francesco per far conoscere “la situazione umanitaria disperata di queste persone”. “Sua Santità Papa Francesco, Ci appelliamo a Lei in quanto cittadini italiani e residenti in Italia bloccati in Brasile da ormai 25 giorni”, si legge. “A più di 1500 persone è stato impedito di tornare nella propria casa e adesso si trovano, molte di queste, in situazioni gravi: ci sono persone senza soldi, bambini che rischiano di perdere l'anno scolastico, adulti che hanno già perso o che rischiano di perdere il lavoro, persone che hanno bisogno di cure mediche ma soprattutto tante famiglie divise”, scrivono gli italiani, che si sono riuniti anche in un gruppo facebook per scambiarsi informazioni utili e fare pressione per poter rientrare. “Nessun altro Paese al mondo ha abbandonato i suoi cittadini in questo modo e lasciare queste persone, alcune in situazione di disagio, in un Paese ad alto rischio contagio è un abbandono crudele. Nonostante le diverse richieste fatte dal gruppo alle autorità italiane, nessuna risposta finora è arrivata. Le chiediamo umilmente - è l'appello rivolto al Papa - di pregare per noi, le chiediamo di pregare perché i politici italiani possano guardare verso questi suoi cittadini che sono stati dimenticati e ci facciano tornare a casa il prima possibile, seguendo tutti i protocolli di sicurezza imposti in tutto il resto del mondo”.

  • Toti, su estremo ponente ligure incidenza doppia di Covid

    “Sul territorio dell'estremo ponente ligure si conferma una maggiore pressione del Covid-19. Sappiamo il motivo, che è la contiguità con la frontiera francese e con il dipartimento della Provenza e Costa Azzurra fino a Montecarlo, che è il territorio francese a maggiore incidenza del virus e dove lavorano molti nostri concittadini frontalieri. Stiamo valutando una serie di possibili misure che possano raffreddare la presenza del virus: vedremo se e quali assumere nelle prossime ore, d'intesa con Alisa, Asl1 e ovviamente sentiti i sindaci interessati”. Lo ha detto il governatore ligure Giovanni Toti stasera durante il quotidiano punto su pandemia e vaccinazioni. “Cerchiamo di valutare la situazione giorno per giorno: dai dati di oggi emerge un'incidenza doppia rispetto a resto della Liguria - ha detto ancora -, ma la pressione sugli ospedali è lievemente diminuita. Le prossime ore ci diranno se siamo di fronte a una escalation o a un progressivo raffreddamento che potrà confortarci”.

  • Vaccini: Toscana, 7700 prenotazioni in un'ora per Astrazeneca

    In meno di un'ora sono state 7.781 le prenotazioni del vaccino anti-Covid Astrazeneca effettuate sulla piattaforma della Regione Toscana. Lo si apprende da fonti regionali. Le prenotazioni, come previsto, si sono aperte alle 18 di oggi per il personale scolastico e universitario. Qualche ritardo, invece, per la categoria delle forze armate e di polizia per problemi tecnici legati ai diversi codici di prenotazione. Questa prima fornitura di vaccini Astrazeneca è riservata ai lavoratori di alcune categorie prioritarie tra i 18 e i 55 anni.

  • Vaccini, Napoli; da sabato via a dosi per anziani over 80

    Parte sabato la campagna vaccinale per i cittadini di oltre 80 anni a Napoli. E' quanto apprende l'ANSA dopo la riunione per il punto sui vaccini che si è tenuta oggi in Regione alla presenza del presidente della regione Campania Vincenzo De Luca. L'Asl Napoli 1 chiuderà nei prossimi tre giorni la vaccinazione dei sanitari, facendo i richiami a circa 6.000 appartenenti al settore anche grazie a un prestito di vassoi di vaccini da parte di altre province che hanno già chiuso i propri sanitari, che erano in numero inferiore. Entro venerdì, quindi, l'Asl Napoli 1 chiuderà la pratica per circa 25.000 sanitari. Da sabato verranno convocati, probabilmente per sms, gli anziani di Napoli, Capri e Anacapri, nell'ordine in cui si sono prenotati sula piattaforma regionale e a cui verranno somministrate le circa 1600 dosi di vaccino Moderna a disposizione dell'Asl, saranno circa 1000 a Napoli e 600 sull'isola. Dalla prossima settimana si proseguirà con i vaccini che arriveranno, sia Moderna che Pfizer, mentre si mette in moto anche la somministrazione delle dosi di Astrazeneca che possono essere inoculate a persone dai 18 ai 55 anni. La Asl partenopea sta quindi definendo gli elenchi e con questo tipo di vaccino immunizzerà dal covid il personale scolastico al di sotto dei 55 anni. Per ora la vaccinazione alla popolazione a Napoli si svolgerà alla Mostra d'Oltremare, in seguito verranno aperti gli altri hub come Fagianeria a Capodimonte e Stazione Marittima.

  • Vaccino AstraZeneca contro nuove varianti forse nel terzo trimestre

    Un vaccino contro le nuove varianti potrebbe essere disponibile nel terzo trimestre dell’anno. A dirlo è Shabir Madhi, responsabile della ricerca e della sperimentazione di Astrazeneca in Sud Africa.

  • Pubblicato contratto Ue-Sanofi/GSK, ragionevoli sforzi per garantire vaccini

    "Sanofi e GSK faranno faranno i migliori ragionevoli sforzi per garantire la fornitura dei volumi indicati e (rispettare) il programma di consegna, i volumi e i programmi previsti sono puramente indicativi e si fondano" sulle ipotesi di produzione al momento del contratto. È quanto scritto nel testo del contratto firmato dalla Commissione con Sanofi/GSK per l’ordinazione/acquisto del vaccino, pubblicato oggi dalla Commissione Europea. Anche questo documento è oscurato in alcuni punti tra il calendario delle condegne, i prezzi e gli importi anticipati dalla UE. Le due società non sono ritenute responsabili in caso di cause di terzi, conseguenze negative o effetti collaterali derivanti dall'uso dei vaccini: del risarcimento e dei costi della difesa delle società si faranno carico gli Stati eccetto in alcuni casi il riferimento ai quali è stato reso illeggibile nel documento pubblicato. Sanofi e GSK assicurano inoltre di "adoperarsi" per fornire "almeno 200 milioni di dosi" per un'iniziativa internazionale per rifornire i paesi più vulnerabili. La Commissione ha firmato questo contratto con la francese Sanofi e la britannica GSK a metà settembre per riservare fino a 300 milioni di dosi del loro vaccino in fase di sviluppo. Il loro vaccino è in ritardo e potrebbe arrivare a fine anno. Il contratto con Sanofi/GSK è il terzo pubblicato dopo quelli con CureVac e AstraZeneca.

  • Sindaco Tel Aviv, fiero per vaccinazione migranti

    Soddisfazione per l'inizio della vaccinazione di migliaia di persone in cerca di asilo in Israele è stata espressa dal sindaco di Tel Aviv Ron Huldai. “Sono fiero degli sforzi che abbiamo compiuto, che hanno fatto di Israele uno dei primi Paesi che vaccinano persone prive di uno status ed in cerca di asilo”. In particolare Huldai (un ex dirigente laburista) ha ringraziato il ministero della sanità ed il centro medico Ichilov di Tel Aviv “che stanno realizzando - ha aggiunto - questa importante iniziativa”. Da stamane, per le prossime due settimane, in un'area pubblica di Tel Aviv, migranti e lavoratori stranieri occasionali di oltre 16 anni possono vaccinarsi, esibendo il passaporto o un permesso di soggiorno. Per loro sono state predisposte 3.000 dosi che saranno aumentate se vi fosse richiesta. Istruzioni sono impartite loro con cartelli scritti in lingue diverse fra cui ebraico, inglese, arabo, russo e anche nell'idioma tigrino dell'Eritrea. Secondo il sito Ynet, la Giordania ha preceduto Israele in questo campo, avendo già avviato la vaccinazione di profughi siriani che si trovano sul suo territorio

  • Vaccini:Draghi a partiti, piattaforma digitale e call center

    Sul fronte dei vaccini, l'Unione europea sta risolvendo il problema della quantità delle dosi. Ora però tocca a noi agire sulla logistica avendo più personale, facendo le vaccinazioni nelle scuole. E' necessario implementare una piattaforma digitale nazionale e call center. Questo, a quanto apprende l'ANSA, il ragionamento sui vaccini che avrebbe fatto il Presidente incaricato Mario Draghi nel corso delle consultazioni di oggi.

  • Speranza, ora vaccino AstraZeneca da scuole a università

    “Oggi in tutte le Regioni italiane arrivano le prime dosi del vaccino Astrazeneca. Saranno somministrate alla popolazione tra i 18 e i 55 anni. Potremo iniziare a proteggere chi lavora nelle scuole, nelle università, le forze dell'ordine e le altre categorie esposte. Questo ci consentirà di accelerare la campagna di vaccinazione ed essere più forti nella lotta contro il Covid-19”. Lo annuncia il ministro della Salute Roberto Speranza in una nota.

  • Vaccini: Musumeci, quello russo Sputnik? No a ideologie

    “Il vaccino russo Sputnik? No a ideologie, la vita innanzitutto”. Così ha risposto il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, ai cronisti in conferenza stampa, a Palermo.

  • Piemonte, 619 positivi 35 morti 804 guariti

    Sono 619 i nuovi di persone positive al Covid comunicati dall'Unità di crisi della Regione Piemonte. I tamponi processati 19.175 (di cui 11.436 antigenici), l'esito positivo riguarda il 3.2%, la quota di asintomatici è del 50.1%. Invariato, rispetto a ieri, il numero dei ricoverati in terapia intensiva, 148, lieve incremento (+4) negli altri reparti dove il totale è ora di 2040 pazienti. I morti sono 35 (2 relativi a oggi), l persone in isolamento domiciliare 9866, i guariti +804.

  • Iss, variante inglese non infetta in modo particolare i bambini

    “Ci sono ancora molti studi in corso, ma al momento non sembra che la variante inglese abbia come target specifico i bambini, ovvero non li infetta in maniera particolare rispetto agli altri”. Mentre per quanto riguarda le altre varianti “i dati non sono ancora sufficienti a formulare ipotesi”. A dirlo sono gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) in un aggiornamento delle Faq sulle Varianti del Sars-Cov-2. Rispondendo alla domanda “Le varianti colpiscono in maniera particolare i bambini?”, gli esperti scrivono: “finora le varianti più preoccupanti non sembrano causare sintomi più gravi in nessuna fascia di età”. La malattia Covid, si legge, “si presenta con le stesse caratteristiche e i sintomi sono gli stessi di tutte le altre varianti del virus. In termini di trasmissibilità la variante 'inglese' manifesta un aumento per tutte le fasce di età, compresi i bambini”. Nella sezione “Speciale COVID-19: Varianti del virus”, l'Iss risponde a molte domande dei cittadini in materia, dal funzionamento del monitoraggio delle mutazioni in Italia alla capacità di protezione dei vaccini sulle varianti, fino a quali sono i test oggi utilizzati per individuarle.

  • Musumeci, Sicilia gialla? Vediamo,assenza governo pesa

    “Sicilia in zona gialla? Vedremo, aspettiamo i dati di venerdì prossimo. Per cambiare colore dovremmo avere la metà dei contagi di oggi. Inoltre, l'assenza di un governo che abbia una prospettiva di gestione dell'emergenza rende più difficile la programmazione per le Regioni, in ogni caso dobbiamo completare questa settimana”. Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, rispondendo ai cronisti in conferenza stampa, a Palazzo d'Orleans.

  • Dpa, Merkel contraria a riaperture prima di marzo

    Angela Merkel è contraria a concedere qualsiasi apertura prima del 1 marzo in Germania. Lo riferisce la Dpa, in vista della riunione con i Laender di domani. Per la cancelliera tedesca, sarebbe decisivo utilizzare il tempo, in cui la cosiddetta variante britannica non ha ancora preso il sopravvento, per portare i numeri del contagio al minimo possibile. Merkel ha espresso la sua posizione durante una riunione virtuale del gruppo parlamentare della Cdu.

    Una scuola chiusa a Berlino durante il lockdown nazionale

  • Nuove misure in arrivo in Alto Adige

    “A fronte di una situazione di contagio diffuso da coronavirus e della presenza delle mutazioni del virus, si rendono necessarie ulteriori misure”. Lo ha annunciato il presidente della Provincia di Bolzano. Le disposizioni si aggiungono a quelle previste nell'ordinanza n. 6/2021, entrata in vigore ieri. Innanzi tutto, con le parti sociali è stato concordato di sottoporre gli addetti dei settori produttivi con attività ammesse (industria, artigianato e cantieri) a test regolari per individuare eventuali casi positivi. “Puntiamo in tal modo a tenere sotto controllo l'andamento dell'infezione in un ulteriore ambito”, ha spiegato Kompatscher. A breve, inoltre, sarà reso obbligatorio l'uso delle mascherine Ffp2 in determinati ambiti, in particolare nei luoghi chiusi in cui sostano più persone. L'amministrazione pubblica con l'aiuto della protezione civile metterà a disposizione delle persone meno abbienti le mascherine Fffp2. Le eccezioni riferite alle attività di commercio previste nel codice Ateco saranno riviste, ha precisato ancora Kompatscher. “L'obiettivo - ha detto - deve essere che gli esercizi che restano aperti siano effettivamente quelli ammessi alla vendita di beni di consumo quotidiano oltre che gli alimentari”. La relativa regolamentazione sarà definita nel dettaglio e dovrebbe essere in vigore dalla prossima settimana. Sono stati, infine, annunciati controlli più severi soprattutto sull'attività di asporto di alimenti e bevande. “Il divieto di consumare gli alimenti e le bevande da asporto all'aperto in luoghi pubblici vige già da settimane, al fine di evitare assembramenti di persone”, ha ricordato Kompatscher, sottolineando che “dal momento che in tutta la provincia si ripetono casi di assembramenti, ora l'attività di controllo sarà intensificata”. “Il lockdown da solo non serve a nulla, se non modifichiamo il nostro comportamento. Chiudere le attività non è sufficiente per abbassare i dati delle infezioni. C'è bisogno di adeguata disciplina da parte dei cittadini e di ulteriori misure di protezione per non vanificare gli sforzi fatti finora”, ha concluso il presidente della Provincia

  • Sindaci di Riccione e Jesolo, garantire estate di lavoro

    Un protocollo di sicurezza per le discoteche unico per l'Italia a partire dalla costa veneta e quella romagnola. Ne hanno parlato, al telefono, la sindaca di Riccione, Renata Tosi e il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia: un tema - spiega l'Amministrazione riccionese - riproposto anche in una video riunione del G20 spiagge, che riunisce le principali località balneari italiane. “Condivido con il collega e con gli altri sindaci di località balneari la necessità di dover predisporre al meglio i luoghi di intrattenimento in vista della prossima stagione balneare - osserva Tosi in una nota -: è impensabile protrarre all'infinito, la chiusura delle discoteche o dei locali d'intrattenimento serale a tempo indeterminato. Così come non si può affrontare un'estate con la mobilità tra regioni ancora bloccata e il coprifuoco notturno”. A giudizio della sindaca romagnola, “le città come Riccione e Jesolo debbono fare la loro parte in quella che sta diventando una battaglia di libertà per il lavoro” Cose come “le discoteche chiuse, i bar e ristoranti fermi alle 18, nessuna possibilità di spostarsi per motivi di vacanza - argomenta ancora Tosi - devono avere una data di scadenza. Dobbiamo poter immaginare una data in cui, con le massime misure di sicurezza alle quali molti gestori stanno già pensando, tutte le attività possano riaprire. Ho colto con favore la telefonata del collega Zoggia - conclude la sindaca di Riccione - perché le due coste, quella veneta e quella romagnola, possono e devono fare squadra viste le tante caratteristiche comuni”.

  • Bild, fine lockdown in Germania non ancora in vista

    “Un lockdown senza fine”. Bild spara questo titolo, dopo aver visionato le carte dell'accordo su cui lavorano il governo tedesco e le regioni in vista dell'incontro di domani sulle misure anti-Covid. La fine del lockdown (il cui regime è stato irrigidito il 16 dicembre scorso) “non è in vista”, scrive il tabloid. Citando il testo, Bild svela che infatti non è ancora affatto chiara la data: “Le misure dovranno essere prolungate fino a3 marzo”.

  • Vaccini: Emilia Romagna pronta a sondare acquisti in autonomia

    L'Emilia-Romagna è pronta a sondare, assieme ad altre Regioni, opportunità autonome di acquisto di dosi vaccinali contro il Covid-19. Sempre nel rispetto delle regole e della prassi, che prevede che ogni fornitura di vaccini sia validata da Aifa, e nell'ambito del confronto istituzionale tra Governo e Regioni. Lo afferma l'assessore alla Salute, Raffaele Donini, nell'informativa in Commissione assembleare, dove ha ricordato come la strada dell'approvvigionamento di forniture extra sia stata percorsa con efficacia anche per le 200mila dosi di vaccino antinfluenzale acquistate dalla Regione quando la disponibilità era scarsa.

    “Siamo tra le Regioni che, insieme ad altre, hanno maggiori relazioni con i mercati internazionali nell'ambito farmaceutico, e lo abbiamo già dimostrato con la campagna antinfluenzale - ha sottolineato Donini - E proprio oggi abbiamo dato la disponibilità ad altre Regioni, tra cui il Veneto, di sondare insieme eventuali opportunità di forniture per vaccini anti Covid che dovessero essere disponibili; peraltro, con il Veneto abbiamo fatto nel recente passato un'unica gara per l'acquisizione e la fornitura di tamponi rapidi antigenici, andata a buon fine. Se necessario, l'esperienza si potrà quindi ripetere: siamo tra i più attenti a valutare cosa si muove sul mercato internazionale e lo facciamo insieme ad altri”. “Per noi - ha ribadito l'assessore - è comunque indispensabile che ogni fornitura di vaccini sia validata da Aifa, che vi sia un confronto fra Governo e Regioni per percorrere la strada più utile e proficua per il Paese e, condizione imprescindibile, che eventuali approvvigionamenti autonomi sui mercati internazionali non comportino la decurtazione delle dosi che spettano alle Regioni interessate secondo il piano vaccinale nazionale”.

  • Ministero Salute, piano vaccini è nazionale. Fontana: incredibile

    Il piano vaccini “ha valenza nazionale” e dunque “ogni atto delle singole Regioni diretto a intervenire sulla materia può essere valutato dal ministro della Salute in ragione della necessità di azioni coordinate ed omogenee su tutto il territorio nazionale”. Lo scrive il capo di gabinetto del ministero della Salute in una lettera inviata al Cts in merito al piano della Lombardia, sottolineando la necessità di un “raccordo” tra le iniziative delle Regioni con le prescrizioni nazionali. Da parte del ministero ci sarà comunque un esame “rapido e costruttivo” del piano, “purché in linea con le indicazioni del piano nazionale”.

    «Trovo incredibile che il ministero della Salute abbia deciso di bloccare la valutazione, prevista per oggi da parte del Cts, del piano vaccinale di massa della Lombardia»: così è sbottato il governatore Attilio Fontana dopo che è saltata la presa in esame del piano messo a punto da Guido Bertolaso.

  • Spagna prolunga restrizioni sugli arrivi da Gb

    Il governo spagnolo ha annunciato che le restrizioni sui voli dal Regno Unito, Brasile e Sudafrica saranno estese fino al 2 marzo. Lo ha spiegato il nuovo ministro della Salute, Carolina Darias. Come altri paesi, la Spagna ha sospeso gli arrivi di passeggeri dal Regno Unito alla fine di dicembre, ad eccezione di spagnoli o residenti in Spagna, a causa dell'espansione del ceppo britannico di coronavirus, più contagioso.

  • Commissione Ue pubblica contratto con Sanofi-GSK

    Le case farmaceutiche Sanofi e GSK hanno accettato di pubblicare il contratto firmato con la Commissione Ue lo scorso 18 settembre per la produzione del vaccino anti Covid-19. Lo rende noto l'esecutivo comunitario. Nel documento, visibile online sul sito della Commissione Ue, sono contenuti alcuni omissis relativi a informazioni riservate, in maniera analoga a quanto accaduto con la società anglo-svedese AstraZeneca. Il contratto con Sanofi-GSK è il terzo ad essere pubblicato da Bruxelles, dopo quelli con CureVac e AstraZeneca. «La Commissione - si legge in una nota - sta collaborando con tutte le aziende al fine di pubblicare nel prossimo futuro tutti i contratti» stipulati per la fornitura dei vaccini.

  • Meno esami e visite, crolla spesa farmaci ospedali

    Calo significativo dell'accesso alle diagnosi e alle cure per le patologie respiratorie e cardiometaboliche nei primi dieci mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: sono state rilevate 2 milioni e 415 mila richieste di esami in meno sul 2019, pari a -22%. Un milione e mezzo in meno di visite specialistiche, -30%; nuove diagnosi -521.000, pari a un calo del 12%; calo del dieci per cento dell'inizio di nuovi trattamenti (-277.000). I dati emergono da uno studio di Iqvia (provider globale di dati e analisi, in ambito farmaceutico) con il contributo non condizionante di Farmindustria. «Il primo indicatore dell'impatto sull'accesso alle cure è la contrazione dell'intero settore farmaceutico. Per la prima volta anche la spesa farmaceutica ospedaliera ha subito una contrazione a valori del 4,1% nei dodici mesi terminanti a settembre 2020», ha spiegato Sergio Liberatore, Ad di Iqvia Italia. «Il calo della spesa farmaceutica ospedaliera a volumi è ancora più elevato (-10,1%). Molti pazienti hanno deciso di non andare in ospedale per paura del contagio e ospedali e ambulatori hanno temporaneamente rimandato visite e interventi meno urgenti. Tutto questo ha impattato sul consumo di farmaci, anche salvavita». L'analisi sarà aggiornata ogni tre mesi per monitorare l'impatto della pandemia sull'accesso alle diagnosi e alle cure. I dati sui servizi indicano un numero decisamente più basso di diagnosi e trattamenti anche per la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l'asma: «Il calo evidenziato durante il primo lockdown si è mantenuto anche nel periodo successivo». Così come per fibrillazione atriale e scompenso cardiaco (diagnosi fibrillazione atriale -18.000, scompenso cardiaco -44.000); dei nuovi trattamenti (-4.000, -29.000), e degli invii al cardiologo (-81.000, -248.000). Anche in ambito oncologico si è osservata una contrazione di accesso alle diagnosi e alle cure: nel periodo del primo lockdown si stimano circa 18.000 diagnosi posticipate. «Il parziale recupero nei mesi estivi non ha compensato il calo: a ottobre complessivamente sono state fatte 30.000 diagnosi di tumore in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente».

  • Salta in Cts discussione su allungamento quarantena

    E' saltata nella riunione del Comitato tecnico scientifico la discussione sulla possibilità di allungare la quarantena oltre i 21 giorni nelle aree dove circolano le varianti del Covid. La questione dovrebbe essere affrontata nella riunione di venerdì. Attualmente la normativa prevede che la quarantena termina dopo 21 giorni se la persona che ha contratto il virus non ha sintomi mentre l'ipotesi sostenuta dal ministero della Salute e dell'Istituto superiore di Sanità è quella di legare, nelle zone dove circolano le varianti del virus, l'uscita della quarantena all'esito di un tampone negativo.

  • Da vaccino in gravidanza possibile protezione a bimbo

    Il vaccino per il Covid-19 in gravidanza potrebbe proteggere il nascituro. Lo suggerisce un caso, descritto dai ricercatori della Florida Atlantic University in un articolo ancora in preprint, ossia non ancora sottoposto alla revisione della comunità scientifica, che descrive la scoperta di anticorpi contro il virus SarsCoV2 nel sangue del cordone ombelicale. Lo studio riguarda un'operatrice sanitaria che ha ricevuto la prima dose del vaccino Moderna tre settimane prima del parto. La bimba, che è nata sana e a termine, aveva gli anticorpi del tipo IgG nel sangue del cordone ombelicale, e questo, secondo i ricercatori, “suggerisce che c'è il potenziale per una protezione e una riduzione del rischio di infezione dalla vaccinazione materna”. Prima di trarre conclusioni, precisano gli autori della ricerca, servono studi ulteriori per capire sia quale potrebbe essere il momento ideale per la vaccinazione, sia l'effettiva efficacia degli anticorpi. La questione della vaccinazione anti Covid in gravidanza è ancora oggetto di dibattito, dovuto al fatto che le donne incinte non sono state incluse negli studi clinici. “In Italia - sottolinea un documento pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) - si offre alle donne in gravidanza e allattamento la possibilità di scegliere, con il supporto dei professionisti sanitari, se sottoporsi o meno alla vaccinazione dopo una valutazione individuale del profilo rischio/beneficio. La scelta di non escludere la vaccinazione in gravidanza riguarda le donne che presentano un alto rischio di esposizione al virus SARS-CoV-2 e/o hanno condizioni di salute che le espongono a un rischio di grave morbosità materna e/o feto/neonatale a seguito dell'infezione. In questi casi selezionati le donne sono invitate a discutere individualmente i potenziali benefici e rischi con i professionisti sanitari che le assistono, al fine di prendere una decisione informata e consapevole”.

  • Pechino, nessuna area a medio e alto rischio

    Pechino ha contenuto la diffusione di Covid-19 in tutte le aree che erano a medio e alto rischio di infezione. È quanto dichiarato a una conferenza stampa, dopo che oggi la comunità residenziale di Ronghui è stata declassata ad area a basso rischio. Attualmente, tutte le aree di Pechino sono a basso rischio di contagio da Covid-19. Han Xinxing, vice capo del distretto di Daxing, ha detto in conferenza stampa che il distretto di Pechino ha iniziato a rimuovere il lockdown imposto in cinque comunità tra cui Ronghui. Secondo Wang Hongcun, funzionario dell'Ufficio Municipale del Commercio di Pechino, gli ultimi dati di monitoraggio mostrano che l'attuale fornitura di beni di prima necessità a Pechino è sufficiente e stabile. «Il governo ha anche messo da parte delle riserve e ha messo a punto dei piani di emergenza per garantire la fornitura di beni di prima necessità», ha detto Wang.(

  • Netanyahu, 97% dei morti a gennaio non erano vaccinati

    In un ulteriore tentativo di esortare gli israeliani a vaccinarsi il premier Benyamin Netanyahu si è recato oggi in un ambulatorio del villaggio beduino di Zarzir (Galilea) e là ha detto ai reporter che dei 1.536 israeliani morti a gennaio di coronavirus, il 97 per cento non erano vaccinati. “Solo il tre per cento delle vittime erano state vaccinate” ha esclamato, respingendo così una volta di più le tesi di quanti in Israele esprimono ancora scetticismo sull' efficacia dei vaccini Pfizer. “Non date retta alle fake news”. Netanyahu ha anche mobilitato la propria pagina Facebook per ribadire i medesimi concetti. Ha mostrato le foto delle vaccinazioni dei figli Yair (29) e Avner (26) e ha esortato anche i più giovani a seguirne l'esempio. “Di 440 malati ricoverati all'ospedale Ichilov di Tel Aviv, solo il 2 per cento hanno ricevuto le due dosi di Pfizer”. Il ministero della Sanità ha intanto precisato, correggendo informazioni riduttive apparse sulla stampa, che ieri 58.704 israeliani hanno ricevuto una prima dose di Pfizer, e altri 63.764 hanno avuto la seconda.

  • Stretta Gb sui viaggi, multe ma anche carcere

    Non solo mega multe, ma anche conseguenze penali in Gb a partire dalla settimana prossima per eventuali violazioni recidive delle nuove norme rafforzate anti Covid imposte a chi viaggia nel Paese in modo da limitare il rischio d'importazione di varianti del coronavirus. Lo ha annunciato il ministro Matt Hancock, evocando sanzioni pecuniarie da 500 a 10.000 sterline per i trasgressori e fino a 10 anni di carcere per i recidivi. Ai viaggiatori in arrivo da 33 Paesi (Italia esclusa) tenuti a isolarsi in hotel sorvegliati, e non in casa, saranno inoltre addebitati costi pari a 1750 sterline per vitto, alloggio, trasporto e test.

  • Usa, ieri 86mila nuovi casi e 1.400 morti, numero ricoverati in calo

    Ieri, per il secondo giorno consecutivo, gli Stati Uniti hanno registrato meno di 100.000 nuovi casi di coronavirus; continua, poi, a calare il numero dei ricoverati. I nuovi casi, ieri, sono stati circa 86.000, secondo i dati della Johns Hopkins University, che potrebbero essere aggiornati nel corso della giornata; in tutto, quasi 27,1 milioni di persone sono risultate positive negli Stati Uniti dall'inizio della pandemia, ovvero più di un quarto del totale registrato in tutto il mondo. I ricoverati, ieri, erano 80.055, secondo il Covid Tracking Project: si è trattato del ventisettesimo calo consecutivo e del quinto giorno sotto i 90.000; in terapia intensiva, c'erano ieri 16.174, il numero più basso dal 20 novembre. Ieri, registrati poco più di 1.400 morti, per un totale di oltre 465.000. Di positivo c'è anche il ritmo con cui gli Stati Uniti stanno procedendo con le vaccinazioni: circa il 10% della popolazione statunitense ha ricevuto almeno una dose, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention; in media, sono state somministrate 1,1 milioni di dosi al giorno nella settimana terminata il 6 febbraio, ovvero più del doppio di quanto fatto un mese prima e in linea con le promesse del presidente Joe Biden.

  • Sos varianti, Gb impone triplo test viaggiatori

    Il governo di Boris Johnson ha formalizzato l'attesa nuova stretta ai confini per cercare di scongiurare l'importazione di nuove varianti del Covid dall'estero. Lo ha confermato alla Camera dei Comuni il ministro della Sanità Matt Hancock, illustrando l'introduzione di misure che da lunedì prevedono l'obbligo di altri 2 tamponi (dopo 2 e 8 giorni dall'ingresso), oltre a quello in partenza, per chiunque sia autorizzato a viaggiare o rientrare nel Regno Unito da ogni Paese al mondo, in hotel o a casa, durante la già prevista quarantena di 10 giorni: quarantena che non sarà più possibile dimezzare a 5 giorni con un primo test negativo.

  • Vaccini, Zaia: questione giorni per prima risposta acquisti autonomi

    Sulla possibilità di acquisto autonomo di vaccini in Veneto “è come la lettera dal fronte, 'si zappa tanto e si vanga poco', cioè abbiamo più avanzato che arretrato”. Lo ha detto ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia. “Si è fatto un passo in avanti - ha aggiunto Zaia - e ci dà responsabilità sul piano della legalità, della sostenibilità e delle autorizzazioni. Il direttore generale Flor ha un mandato chiaro, il percorso deve essere tracciato nella limpidezza e nella legalità”. Zaia ha quindi reso noto che “oggettivamente, in una delle due interlocuzioni più solide la corrispondenza comincia a essere importante. Se questo si traduca in un camion di vaccini, non sono in grado di rispondere. Ma non accetto che qualcuno dica che è una farsa”, ha concluso.

    Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia (foto Ansa/Ufficio stampa Regione Veneto)

  • Variante inglese in scuole Marche, al via tamponi a tappeto

    Tamponi molecolari a tappeto nelle scuole, di vario grado, interessate da casi di variante inglese di Covid-19 nelle Marche a Tolentino, Pollenza (Macerata) e Castelfidardo. “Stiamo facendo il tampone a tutti i ragazzi, - riferisce l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini - stamattina prosegue l'opera di tamponamento con i molecolari. Domani continueremo nelle scuole di Tolentino con i salivari”. “Stiamo affrontando questo focolaio in modo congruo e appropriato - aggiunge - per accertare fino in fondo il radicamento e l'estensione del Covid-19 variante inglese”.

    “I tamponi richiedono un processo di due giorni - ricorda - e avremo i risultati domani mattina, intanto abbiamo testato circa 2mila persone quindi vediamo cosa uscirà”. “Stiamo cercando di circoscrivere questi focolai, - dice ancora Saltamartini - appena abbiamo avuto notizia che nelle scuole di Pollenza, Tolentino, Castelfidardo c'erano questi problemi, siamo intervenuti immediatamente perché siamo in grado di verificare se il focolaio è capace di estendersi. Dobbiamo prevenire nella nostra regione problemi che possono derivare dall'estensione di questa variante inglese che, a quanto pare, è molto contagiosa e molto pericolosa”.

    Quanto ai rischi di 'perdere' la zona gialla, l'assessore ricorda che per la valutazione delle zone vengono valutati, non solo l'indice Rt, ma anche “21 indici di pericolosità tra i quali il numero di focolai accesi. È evidente che se il focolaio è accesso in una scuola materna, - conclude -, è probabile che vi sia un'estensione ai nuclei familiari, ai posti di lavoro dei genitori di questi bambini, di questi ragazzi e così via”.

  • Veneto: +701 contagi e 65 decessi in 24 ore

    Il Veneto registra 701 nuovi contagi Covid nelle ultime 24 ore, e 65 decessi. Numeri che portano i totale degli infetti da inizio epidemia a 317.979, quello delle vittime a 9.364. Lo riferisce il bollettino della Regione. Negli ospedali prosegue la discesa dei ricoveri di pazienti colpiti dal virus: nei reparti non critici si trovano 1.590 persone (-46), nelle terapie intensive i malati sono 181 (-7). I soggetti attualmente positivi in Veneto sono 26.330 (-600).

  • Grecia affronta terza ondata, dice ministro della Salute

    La Grecia sta affrontando una terza ondata di contagi da Coronavirus: lo ha detto il ministro della Salute ellenico Vassilis Kikilias, mentre esperti e governo si riuniscono per valutare la possibilità di nuove, più restrittive misure per il contenimento dell'epidemia. “Le analisi che sto ricevendo dagli esperti mostrano che la terza ondata sta arrivando nel nostro paese”, ha detto Kikilias parlando a Open TV poco prima di una riunione d'emergenza dei ministri sulla pandemia.

    Nell'area metropolitana di Atene il 71% dei letti in terapia intensiva sono al momento occupati, mentre in tutta la Grecia sono 270 le persone in gravi condizioni in ospedale. Il Paese conta al momento quasi 6.000 vittime da Covid-19. Circa 420mila greci - su una popolazione di circa 11 milioni - hanno finora ricevuto almeno la prima dose del vaccino. La Grecia è in lockdown nazionale da novembre, con divieti di muoversi tra regioni ed autocertificazioni via sms per uscire di casa. Le restrizioni sono state allentate per le feste di fine anno, e i contagi hanno iniziato a risalire subito dopo.

  • Nuova mutazione individuata dall'Università di Milano

    In uno studio appena pubblicato sulla rivista Emerging Microbes & Infections (Temi), i ricercatori dei laboratori di virologia dell'Università Statale di Milano, coordinati da Pasquale Ferrante, Serena Delbue e Elena Pariani, in collaborazione con l'Istituto Clinico di Città Studi, hanno identificato una nuova mutazione del Sars-CoV-2, presente nel gene codificante per la proteina accessoria Orf-6. Tale mutazione porta alla produzione della proteina virale Orf-6 troncata mancante di 6 aminoacidi. L'analisi della sequenza dei diversi isolati del virus Sars-CoV-2 ha evidenziato la notevole importanza delle mutazioni, che il virus introduce casualmente durante la sua replicazione e che, talvolta, gli conferiscono vantaggi replicativi e di evasione del sistema immunitario.

    Nella maggior parte dei casi, le mutazioni segnalate come determinanti per l'infettività virale si trovano sulla proteina Spike, la parte più esterna del virus che funge da recettore e da target del sistema immunitario. Nel caso studiato dai ricercatori dell'Università di Milano la significativa alterazione della proteina accessoria Orf-6 non riguarda direttamente le capacità infettanti del virus, ma può essere un fattore in grado di alterare i meccanismi patogenetici della malattia Covid-19. Dal momento che il ruolo di questa proteina nel corso della replicazione virale è quello di modulare la risposta immunitaria dell'ospite, interferendo con la produzione degli interferoni, la sua modificazione potrebbe avere conseguenze sulla diffusione del virus nell'organismo umano infettato e sull'evoluzione clinica della malattia.

  • 4 Paesi Ue riaprono gradualmente le scuole

    Nei Paesi Bassi, la prevista riapertura delle sole scuole primarie - chiuse per quasi otto settimane nell'ambito del lockdown nazionale - è stata gravemente ostacolata dal clima invernale estremamente rigido, che ha causato diversi problemi sulle strade e alle ferrovie del Paese. Se alcune scuole primarie hanno già riaperto, quelle nelle aree densamente popolate come Amsterdam e Rotterdam sono rimaste chiuse ieri e probabilmente lo saranno anche oggi. Il più ambizioso progetto di riapertura scolastica in Europa è andato in scena in Romania, dove secondo i media locali ieri sono tornati a scuola 2,13 milioni di bambini in età prescolare e di studenti su un totale di 2,918 milioni. Tre mesi fa, le autorità romene avevano chiuso tutte le scuole e diviso il Paese in zone verdi, gialle e rosse a seconda della gravità della situazione epidemica in una particolare area per controllare la diffusione del coronavirus. Secondo un'ordinanza congiunta emanata dai Ministeri romeni dell'Istruzione e della Salute, la riapertura delle scuole in Romania prevederà l'uso obbligatorio delle mascherine da parte di tutto il personale scolastico e degli studenti, ad eccezione dei bambini in età prescolare.

  • Marocco: vaccino Sinopharm efficace negli anziani

    Il vaccino della cinese Sinopharm è efficace nelle persone anziane e il Marocco continuerà ad usarlo per vaccinare la popolazione di età pari o superiore a 60 anni. Lo hanno detto ieri le autorità del Paese nordafricano. In una nota il ministero della Salute marocchino spiega che i dati disponibili della campagna di vaccinazione nel Paese non hanno mostrato alcun aumento degli effetti negativi sulle persone vaccinate dai 60 anni in su rispetto agli altri gruppi che hanno ricevuto il vaccino di Sinopharm. Il ministero sostiene anche che finora solo otto persone in questa fascia d'età hanno riportato effetti avversi minori dopo aver ricevuto dosi del vaccino Sinopharm, pari a 2,2 casi su 10.000.

    La nota aggiunge poi che la sperimentazione clinica di fase 3 del vaccino di Sinopharm, in parte condotta in Marocco, ha incluso persone di età pari o superiore a 60 anni e ha evidenziato una buona tolleranza in questa popolazione, oltre a mostrare un'efficacia generale dell'86% e una buona sicurezza. Il 29 gennaio il Marocco ha lanciato una campagna di vaccinazione a livello nazionale in 3.000 località dopo essersi assicurato 66 milioni di dosi di vaccini contro Covid-19 dalla cinese Sinopharm e dalle britanniche Oxford University e AstraZeneca.

    Covid, continua la campagna vaccinale di massa in Cina
  • Oms: dati raccolti a Wuhan portano a origine animale virus, improbabile ipotesi di una fuga da laboratorio

    “Tutti i dati che abbiamo raccolto sin qui ci portano a concludere che l'origine del coronavirus è animale”. Lo ha detto il capo della missione dell'Oms a Wuhan, Peter Ben Embarek, in una conferenza stampa nella città cinese, primo focolaio del coronavirus. “Il lavoro sul campo su quello che è successo all'inizio della pandemia di coronavirus non ha stravolto le convinzioni che avevamo prima di cominciare”, ha detto ancora il ricercatore. «I dati puntano verso i pipistrelli, ma è improbabile che questi animali si trovassero a Wuhan», ha detto ancora il capo della missione dell'Oms. “Non è ancora possibile individuare l'intermediario animale per il Covid”, ha sottolineato il ricercatore durante la conferenza stampa: “L'ipotesi della fuga dal laboratorio del coronavirus è estremamente improbabile”.

  • Esperto cinese: virus avrebbe potuto circolare in altre regioni prima di essere identificato a Wuhan

    Il virus che causa il Covid-19 avrebbe potuto circolare in altre regioni prima di essere identificato nella città cinese di Wuhan alla fine del 2019. A dirlo è uno dei massimi esperti dell'Autorità sanitaria cinese, Liang Wannian, nel corso di una conferenza stampa al termine del sopralluogo a Wuhan, durato oltre un mese, da parte di un team guidato dall'Organizzazione mondiale della sanità.

  • Galli: serve sistema “sentinella” per trovare le varianti

    Intercettare le mutazioni del Sars-Cov-2 prima ancora che si crei un focolaio, facendo una mappatura efficace attraverso un “sistema sentinella”. A suggerirlo è Massimo Galli, direttore di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, durante la trasmissione Agorà su Raitre. La situazione delle mutazioni, ha sottolineato, “non si può negare che sia preoccupante, perché a quanto pare la risposta al vaccino di alcune di queste varianti sarebbe meno valida di quanto auspichiamo e quindi dovremmo far sì che non si diffondano nel Paese. Per questo serve individuarle attraverso un sistema di efficiente di valutazione, un sistema 'sentinella', che permetta di avere una campionatura di quanto avviene nel paese e mobilitarsi quando si individua qualcosa”. Tuttavia, ha precisato Galli, “se ti mobiliti sulla base dei focolai ti mobiliti su un fatto avvenuto e su una diffusione già in atto. Mentre se riesci a vederlo prima, facendo controlli a campione, le possibilità di intervento sono più tempestive”.

    Il prof. Massimo Galli, infettivologo dell ospedale Sacco di Milano (foto Ansa/Canali)

  • Aggiornamento Piano vaccini, 6 categorie nella seconda fase

    Sono 6 le categorie che verranno vaccinate prioritariamente nella seconda fase della campagna vaccinale anti-Covid. La prima sarà quella dei soggetti “estremamente vulnerabili” per particolari patologie, indipendentemente dall'età. Lo prevede l'aggiornamento del piano nazionale vaccinazioni per SarsCov2. Seguono, le persone tra 75 e 79 anni; tra 70 e 74 anni; persone con particolare rischio clinico dai 16 ai 69 anni; persone tra 55 e 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico; persone tra 18 e 54 anni senza aumentato rischio clinico. Alle prime 5 categorie andranno i vaccini a mRna, alla sesta quello AstraZeneca.

    Nell'aggiornamento del Piano nazionale vaccinazioni per SarsCov2 - che l 'Ansa ha potuto visionare - si indicano le priorità per la seconda fase della campagna anche in ragione dei vaccini disponibili. Il documento di aggiornamento delle categorie e dell'ordine di priorità per la vaccinazione ('Priorità per l'attuazione della seconda fase del piano nazionale vaccini covid-19') è stato elaborato dal ministero della Salute in collaborazione con Aifa, Iss e Agenas, tenendo conto della riduzione dei vaccini disponibili nella prima fase della campagna di immunizzazione. Il documento è stato oggetto di confronto con il Comitato nazionale di bioetica. Verrà ora discusso in Conferenza Stato-Regioni.

  • Nessun nuovo caso locale in Cina

    Fino all'8 febbraio, la Cina continentale aveva registrato un totale di 89.720 casi confermati di contagio, compresi 1.057 pazienti ancora in cura, di cui 18 in gravi condizioni. Un totale di 84.027 persone erano state dimesse alla data di ieri da vari ospedali dopo essersi riprese, mentre i decessi Covid-19 correlati restano sempre fermi a quota 4.636 in Cina continentale. Al momento si segnalano due casi sospetti di contagio in Cina continentale mentre alla data di ieri 21.376 persone entrate a stretto contatto con i contagiati si trovavano ancora in osservazione medica. Altri 15 contagiati asintomatici, di cui 14 provenienti dall'estero, sono stati segnalati ieri in Cina continentale. Uno di questi è stato riclassificato nelle stesse ore come caso confermato. Almeno 593 asintomatici, compresi 292 arrivati dall'estero, si trovano ancora sotto osservazione medica in Cina continentale.

  • Tracciamento Covid, Cina: l'origine è animale ma non sappiamo quale

    Le ricerche effettuate sul coronavirus sin qui suggeriscono che abbia un'origine “animale” ma non è chiaro quale sia l'esemplare “ospite”. Lo ha detto in una conferenza stampa a Wuhan il professor Lian Wannian, a capo della delegazione di 17 esperti cinesi che ha affiancato la missione dell'Oms. “Pipistrelli e pangolini sono i più probabili candidati alla trasmissione, ma i campioni di coronavirus trovati in quelle specie non sono identici al Sars-Covid 2”, ha aggiunto. Secondo Wannian, “non ci sono tracce sostanziali della diffusione del coronavirus in Cina prima della fine del 2019. E non ci sono prove che circolasse a Wuhan prima del dicembre del 2019”.

  • Tracciamento Covid, esperti cinesi: qui il lavoro è finito, ora sta al resto del mondo

    Il lavoro congiunto in Cina del team di esperti dell'Oms e di Pechino “è terminato” e ora il lavoro di tracciamento dell'origine del Covid-19 procederà nel resto del mondo e “non sarà vincolato ad alcuna località”. È quanto ha affermato nelle prime battute della conferenza stampa conclusiva della missione Oms a Wuhan, Lian Wannian, a capo della delegazione di 17 esperti cinesi che ha affiancato quella di 17 scienziati internazionali dell'Oms, provenienti da 10 Paesi diversi. Lian ha anche aggiunto che la Cina sosteniene “il lavoro e l'azione dell'Oms”.

  • L’Etiopia si assicura 9 mln di dosi e avvia vaccinazioni

    L'Etiopia si è assicurata nove milioni di dosi di vaccini Covid-19 fino ad aprile, ha detto oggi il suo ministro della Salute, aggiungendo che spera di inoculare almeno un quinto dei 110 milioni di abitanti del paese (il 70% dei quali sotto i 25 anni) entro la fine dell’anno. “Per ora fino ad aprile ci sono state assegnate quasi nove milioni di dosi”, ha detto Lia Tadesse. “Entro quest'anno vogliamo essere sicuri di ottenere almeno il 20% della popolazione”, ha detto, aggiungendo che l'Etiopia era aperta a possibili donazioni di vaccini ma non stava effettuando alcun approvvigionamento di dosi in modo indipendente ma solo attraverso la struttura Covax.

  • Studio: “Variante inglese a Parigi sfiora quota 38%”

    La variante inglese rappresenta il 37,7% dei casi positivi di coronavirus nell'Ile-de-France, la regione di Parigi: è quanto sostiene la direttrice del laboratorio Bigroup di Neuilly-sur-Seine, Caroline Gutsmuth, citando uno studio realizzato su 7.000 test. Un dato al momento assolutamente non ufficiale. Secondo l'ultimo dato fornito dalle autorità francesi, la quota delle varianti è al 14% del totale dei casi riscontrati in Francia. “Purtroppo - dice Caroline Gutsmuth - 37%, è l'evoluzione prevista da diverse persone. A inizio marzo, penso che sarà il ceppo maggioritario in Francia. Va velocissimo”.

  • L’Iran avvia la vaccinazione del personale sanitario

    L'Iran ha lanciato oggi campagna di vaccinazione contro il Covid-19, concentrandosi inizialmente sul personale ospedaliero di terapia intensiva perchè il paese più colpito dalla pandemia del Medio Oriente attende abbastanza vaccini per una campagna di vaccinazione rivolta al totale della popolazione. La televisione di Stato ha mostrato Parsa Namaki, figlio del ministro della Salute Saeed Namaki, mentre riceveva la prima dose, in un apparente sforzo dei funzionari per aumentare la fiducia del pubblico nel vaccino Sputnik V russo.

    L'Iran ha ricevuto 10mila dei 2 milioni di dosi di Sputnik V ordinate, e prevede di vaccinare circa 1,3 milioni di persone entro il 20 marzo, ha spiegato l’emittente. Il paese prevede inoltre di ricevere più di 4 milioni di dosi di AstraZeneca. La massima autorità iraniana, la guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha vietato al ministero della Salute di importare vaccini fabbricati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, considerandoli inaffidabili e rischiosi. Fino ad oggi l'Iran ha registrato quasi 1,5 milioni di casi di Covid-19 e 58.536 decessi.

    Un operatore sanitario iraniano riceve il primo vaccino Sputnik V Covid-19 presso l'ospedale Imam Khomeini di Teheran (foto Epa/ Taherkenareh)

  • Francia: “Superata l’Italia per numero di vaccini somministrati”

    “Ieri, la Francia ha superato Paesi come la Germania, la Spagna e l'Italia nel numero di prime dosi di vaccino iniettate”: lo ha detto stamattina ai microfoni di France Info il ministro della Salute francese, Olivier Véran, aggiungendo che “sulle seconde dosi soffriamo ancora i ritardi dell'inizio della campagna”. Ieri, il governo ha annunciato che 2.216.000 dosi sono state somministrate, mentre 296.265 francesi hanno ricevuto anche la seconda dose. “Siamo in grado di mantenere gli impegni e il ritmo - ha aggiunto Véran - alla fine di febbraio saremo fra 3,5 e 4 milioni di francesi che avranno ricevuto una prima dose”.

  • Magrini (Aifa): da Pasqua vaccinazioni per 10 mln di cittadini al mese

    “Quando partirà la vaccinazione di massa? Da Pasqua in avanti potremmo essere in grado di vaccinare 10 milioni di cittadini e più al mese. Ci aspettiamo che non tardi il vaccino di Johnson&Johnson il cui dossier è in corso di valutazione presso Ema”. È la previsione di Nicola Magrini, direttore dell'Agenzia italiana del farmaco, intervistato dal Corriere della Sera. Al giornalista che gli chiede perché da noi il vaccino AstraZeneca sia indicato sotto i 55 anni mentre altri Paesi hanno posto il limite dei 65, Magrini risponde: “In Italia è prevalso il parere di Aifa per cui a partire dal dossier dell' Agenzia europea per i medicinali si è visto che i dati di efficacia stimabili erano limitati agli under 55. Nella fascia 55-65 anni i dati erano” troppo “pochi”. Il direttore dell'Aifa sottolinea, comunque, che “AstraZeneca è comunque registrato per tutti” e che “non bisogna essere diffidenti”.

    Nicola Magrini, direttore generale dellÃ’Aifa (foto Ansa/Antimiani)

  • Recovery Fund, Dombrovskis: gli Stati ratifichino al più presto

    “L'appoggio del Parlamento europeo all'accordo” sul Recovery Fund “oggi è importante. Gli Stati membri dovranno anche ratificare il più velocemente possibile la decisione sulle Risorse proprie in modo che la Commissione Ue possa iniziare con le operazioni di finanziamento”. Così il vicepresidente dell'esecutivo comunitario, Valdis Dombrovskis, alla plenaria del Parlamento europeo, dove oggi, con l'approvazione del Recovery e Resilience Facility si compie l'ultimo passaggio della procedura legislativa a livello europeo.

  • In Italia 1.178.838 vaccinazioni completate su 2.630.102 somministrazioni

    Sono 1.178.838 le persone che hanno completato la vaccinazione anti Covid (con due dosi assunte) in Italia, a fronte di 2.630.102 dosi somministrate, pari al 91% delle 2.891550 dosi consegnate alle Regioni. In testa alla classifica la Valle d'Aosta con il 105,8% di dosi consegnate (sei per fiala e non cinque come inizialmente indicato) sulle 7.730 ricevute, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (100,2% di 41.305 dosi) e dalle Marche (99,6% di 57.610 dosi). In coda la Liguria con il 71,1% di 95.620 dosi consegnate, subito sopra la Calabria con il 76,1% di 79.990 dosi di vaccino ricevute e al terz'ultimo posto la Basilicata con il 79,7% di 27.225 dosi. Le dosi per categoria: 1.851.499 gli operatori sanitari e sociosanitari che hanno ricevuto almeno una dose, mentre sono 475.096 gli appartenenti al personale non sanitario, 273.510 gli ospiti delle Rsa e 29.997 gli “over 80”.

    Per approfondire: i vaccini in tempo reale

  • In Russia 15mila nuovi casi e 530 decessi

    La Russia segnala oggi 15.019 nuovi casi di Covid-19, di cui 1.584 a Mosca, portando il conteggio nazionale a 3.998.216 dall'inizio della pandemia. Le autorità hanno anche segnalato 530 morti nelle ultime 24 ore, il che ha spinto il bilancio delle vittime a 77.598.

  • Von der Leyen: rafforzamento Protezione civile Ue utile al contrasto del Covid-19

    Secondo la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen il rafforzamento del meccanismo di Protezione civile europeo aiuterebbe l’Europa nella sua lotta contro Covid-19, in aree come quelle dell'approvvigionamento di attrezzature mediche. “Accolgo con favore l'accordo sul rafforzamento del meccanismo di Protezione civile Ue. Per la prima volta l'Europa sarà in grado di procurarsi direttamente ciò che è necessario per affrontare una crisi, comprese le attrezzature mediche”, ha scritto sul suo account Twitter. “Dobbiamo avere gli strumenti per sostenere rapidamente gli Stati membri quando arriva una crisi!”.

    La presidente della Commissione Uej Ursula von Der Leyen (foto Geron/Pool/Afp)

  • Verso doppio tampone per chi arriva nel Regno Unito

    A partire da oggi chiunque entrerà nel Regno Unito dovrà essere testato per Covid-19 il secondo e l'ottavo giorno dopo l'arrivo, ha detto su Twitter il giornalista di ITV Paul Brand, senza citare fonti. La misura riguarderebbe “non sono solo quelli che arrivano dai Paesi della zona rossa diretti alla quarantena alberghiera, ma anche quelli che si isolano a casa”.

  • Argentina, quasi 50mila morti e due milioni di contagi

    La pandemia da coronavirus ha causato in Argentina quasi 50.000 morti e due milioni di contagiati, secondo quanto emerge dall'ultimo rapporto del ministero della Salute di Buenos Aires diramato ieri sera. Tenendo conto che nelle ultime 24 ore sono stati registrati 227 decessi e 5.154 nuovi casi di contagio, il bilancio aggiornato della pandemia è salito a 49.398 morti e 1.985.501 contagiati. Nelle unità di rianimazione sono ricoverati attualmente 3.526 persone, occupando il 54,5% dei posti letto a livello nazionale e il 60,2% nell'area metropolitana di Buenos Aires.

    Intanto il ministro dell'Istruzione, Nicolás Trotta, in una intervista a El Destape Radio ha annunciato che le lezioni con presenza in aula degli studenti riprenderanno il 17 febbraio a Buenos Aires e in altri distretti del Paese, nell'ambito di un processo che sarà accompagnato da rigorosi protocolli sanitari e che si estenderà progressivamente ad altre città e distretti in marzo.

  • Australia, certificati vaccinazione sul cellulare

    Gli australiani vaccinati contro il Coronavirus riceveranno il relativo certificato sui loro telefoni cellulari, attraverso app del governo già esistenti. Lo ha annunciato il ministro per i Servizi governativi, Stuart Robert, confermando che la campagna nazionale di vaccinazione partirà verso fine mese. La registrazione della vaccinazione sarà eseguita contestualmente alla somministrazione della dose da parte di un medico di base o di un farmacista, che riporteranno i dati della persona sull'esistente registro elettronico nazionale delle immunizzazioni. I certificati potrebbero essere obbligatori per entrare in luoghi ad alto rischio, come le strutture di assistenza agli anziani.

  • Il Sudafrica ferma le vaccinazioni AstraZeneca

    Il Sudafrica ferma le vaccinazioni con AstraZeneca a pochi giorni dall'inizio della campagna sugli operatori sanitari, tra le categorie più colpite nel Paese africano che più ha sofferto per la pandemia di coronavirus, e ora punta su Johnson&Johnson. La decisione del ministero sudafricano della Sanità si basa su uno studio dell'università Witwatersrand di Johannesburg che ha rivelato un'efficacia di AstraZeneca del 10% contro la variante locale del Covid-19, una mutazione particolarmente aggressiva e contagiosa del virus che rappresenta al momento oltre il 90% dei casi in Sudafrica. Un risultato contestato dal colosso anglo-svedese che sottolinea come nessuno dei 2.000 partecipanti alla sperimentazione abbia manifestato sintomi gravi. Il governo, già sotto attacco per la gestione della prima e della seconda ondata della pandemia, ha comunque assicurato che l'inizio delle vaccinazioni è confermato per la prossima settimana, solo che agli operatori sanitari sarà somministrato il vaccino Johnson & Johnson.

    L'obiettivo del Sudafrica è ambizioso: vaccinare entro il 2021 il 67% della popolazione, circa 40 milioni di persone, così da raggiungere l'immunità di gregge. Al momento non è stata iniettata neanche una dose. “L'inizio della campagna di vaccinazioni resta fissato tra una settimana, questo non cambierà”, ha assicurato il co-presidente del comitato tecnico-scientifico, il professor Salim Abdool Karim, intervenuto al consueto briefing dell'Oms sul coronavirus.

    Glenda Gray, presidente del Consiglio sudafricano di ricerca medica e massima esperta sudafricana del Johnson & Johnson, ha spiegato che questo tipo di vaccino è simile a quelli che sono stati sviluppati per l'Ebola, per il virus Zika e ad alcuni di quelli utilizzati in alcune sperimentazioni contro l'Hiv in Sudafrica. Secondo la ricercatrice, il vaccino J&J è in grado di proteggere da forme gravi e morte in caso di contagio da variante sudafricana. Inoltre di questo tipo di vaccino si può somministrare una sola dose e può essere conservato in un normale frigorifero.

    Quanto al milione di dosi di AstraZeneca già arrivate nel Paese e in scadenza ad aprile, il governo dovrà trovare una soluzione. Il professor Karim garantisce che “non saranno rispedite indietro” e che quel vaccino verrà comunque somministrato “a tappe” per “valutare passo dopo passo” la sua efficacia nel prevenire le forme più gravi di coronavirus.

  • In Umbria “zona rossa” 500 ricoverati

    Allarme in Umbria, 500 i ricoverati per Covid. Gli ospedali sospendono fino al 21 gli interventi chirurgici non urgenti.

  • Il programma di Draghi: dalla scuola ai vaccini

    Rimodulare il calendario scolastico, per recuperare i tanti giorni persi; evitare cattedre vacanti e ritardi a settembre; accelerare la campagna di vaccinazione, valutando gli aspetti della logistica e della produzione. Sono alcuni dei punti principali del programma del nuovo governo che Draghi ha presentato ai partiti all'avvio del secondo giro di consultazioni. Resta da stabilire se la squadra sarà di ministri tecnici o politici. La Lega, con il capogruppo alla Camera Molinari, non esclude anche Salvini. Gli iscritti M5s voteranno su Rousseau il 10 e 11 febbraio.

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