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Il suono e i profumi della natura secondo Olafur Eliasson

La mostra intitolata «In Real Life» è aperta fino al 5 gennaio 2020. Le opere vanno guardate, toccate, ma anche annusate e assaggiate, all’insegna della gioia di vivere

di Nicol Degli Innocenti


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3' di lettura

Per il suo grande ritorno a Tate Modern l'artista danese Olafur Eliasson ha creato un'esperienza multisensoriale che coinvolge tutti e cinque i sensi.

Le opere in mostra vanno guardate ma anche toccate, come il muro di 20 metri coperto di soffice muschio scandinavo o la scultura di bronzo creata intorno a un iceberg ormai sciolto, dal titolo “The presence of absence”.

Vanno ascoltate, come la pioggia sulla finestra o la cascata di oltre 11 metri creata apposta per la mostra. Vanno annusate, come il fumo dolce che riempie il tunnel di “Din blinde passenger”, disorientando il “passeggero” che lo attraversa, o l'odore di nebbia di “Beauty”, dove pioggia artificiale e luci creano un arcobaleno dopo l'altro.

Vanno vissute, camminando attraverso il caleidoscopio gigante di “Your spiral view” che riflette mille immagini o vedendo la propria immagine ingrandita e moltiplicata a colori sul muro in “Your uncertain shadow”, che si interseca con i riflessi delle altre persone intorno. Vanno perfino assaggiate: Eliasson ha creato infatti uno speciale menù vegetariano e sostenibile per il Terrace Bar della Tate, al piano sotto la mostra.

Il titolo della mostra, “In Real Life”, rispecchia l'interesse per la natura dell'artista e la semplice gioia di vivere che le sue opere riescono a trasmettere. Quando nel 2003 aveva ospitato il “Weather Project” di Eliasson il successo era stato travolgente. Ogni giorno migliaia di persone avevano affollato quella che un tempo era la sala delle macchine dell'ex centrale elettrica per sedersi o sdaiarsi di fronte al sole gigante creato dall'artista. Un'opera di arte contemporanea era diventata un fenomeno sociale, ipnotizzando persone di tutte le età.

Da allora la fama di Eliasson, un pioniere della sostenibilità, è cresciuta in modo esponenziale, ma le sue opere parlano ancora a tutti. Possono far sorridere i bambini, intrigare i giovani, interessare gli adulti e affascinare gli anziani. Il percorso creato dall'artista inizia ancora prima di entrare alla mostra, con la cascata installata fuori dalla Tate che porta lo scrosciare dell'acqua, il suono della natura, in un contesto decisamente urbano.

Viaggio nella natura con Eliasson

Viaggio nella natura con Eliasson

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Una volta entrati poi si è trasportati nel mondo nordico di Eliasson, in una full immersion senza struttura. I visitatori sono invitati a entrare e uscire dalle sale nell'ordine che preferiscono, perché non esiste un percorso prefissato ma solo l'esperienza personale e la preferenza individuale.
Ci sono tre temi fondamentali, tre leit-motiv dell'arte di Eliasson fin dall'inizio, spiega Mark Godfrey, curator della mostra: «Uno è la geometria, l'interesse a studiare le forme e misurare il mondo; l'altro è la nostra percezione del mondo e come cambia con la luce e il colore; il terzo è la natura e l'amore per l'ambiente».

Una serie di foto dei ghiacciai islandesi, scattate nel 1999, è in mostra. In questo periodo sta facendo un'altra serie di foto esattamente negli stessi luoghi, che in autunno aggiungerà alla prima serie per vedere fino a che punto è cambiato il paesaggio dopo vent'anni di riscaldamento globale.
Cresciuto in Islanda, Eliasson ama l'acqua in tutte le sue forme, liquida, gassosa o ghiacciata, e riesce a utilizzarla anche in una straordinaria mutevole opera, “Big bang fountain”, una fontana in una sala buia, illuminata da un lampo di luce intermittente, che per una frazione di secondo assume l'aspetto illusorio di una scultura.

Eliasson usa una gamma ricchissima di materiali e sperimenta con molte tecniche diverse: ci sono disegni, acquarelli, foto, installazioni e sculture realizzate con specchi, metalli, legno, carta, cera, pietra, fumo, ma soprattutto acqua. Gli altri due ingredienti fondamentali sono la luce e il colore – soprattutto il giallo solare che trasforma la nostra percezione e ha un effetto benefico e gioioso sulla psiche.

Due sale della mostra danno un'idea dell'immenso lavoro dietro le quinte per realizzare queste opere che all'apparenza sembrano create in un attimo con una bacchetta magica. All'ingresso un'enorme teca contiene 450 modellini di sculture e prototipi di lavori, alcuni realizzati e altri no, un compendio di trent'anni di lavoro. All'uscita una sala ricrea il vero studio di Eliasson a Berlino, un luogo dove si creano oggetti e si discutono teorie, con disegni, progetti e scritte su un muro, video e un tavolo dove si può sperimentare.

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