professioni sanitarie

Il super Ordine apre a chi ha vecchi titoli formativi

di Rosanna Magnano


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3' di lettura

Sono finalmente fuori dal limbo i circa 20mila professionisti sanitari che rischiavano di incorrere nel paradossale esercizio abusivo della loro stessa professione (e di essere licenziati, se dipendenti) perché in possesso di titoli formativi “datati” che oggi non consentono loro l’iscrizione obbligatoria a uno degli Albi del nuovo maxi-Ordine istituito con la legge Lorenzin (la 3/2018).

Fuori dal limbo

Il “salvataggio” è arrivato con il decreto del ministero della Salute 9 agosto 2019 - che attua la legge di Bilancio 2019 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 settembre scorso - con il quale vengono istituiti «presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione» gli elenchi speciali ad esaurimento riservati a quei professionisti che già lavorano – si tratta in prevalenza tecnici di laboratorio, educatori professionali e tecnici della prevenzione - ma che sono impossibilitati ad accedere al nuovo super-Albo.

Gli interessati dovranno iscriversi entro il 31 dicembre 2019, ognuno secondo la propria professione sanitaria di riferimento, fatta salva la possibilità di avvalersi delle procedure per il riconoscimento dell’equivalenza dei titoli del pregresso ordinamento alle lauree delle professioni sanitarie.

A chi è rivolto questo provvedimento? Potranno e dovranno iscriversi ai relativi elenchi speciali a esaurimento - il portale dell’Ordine è pronto dal primo ottobre scorso - coloro che svolgono o abbiano svolto un’attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi dieci anni.

Per legge, l’iscrizione agli elenchi speciali e quindi all’Ordine «non produce alcun effetto sulla posizione funzionale rivestita e sulle mansioni esercitate, in ragione del titolo, nei rapporti di lavoro già instaurati». E da un punto di vista professionale, non ci sarà alcuna distinzione tra iscritti al super-Albo e iscritti all’elenco speciale.

Data l’assoluta novità della cosa, restano da definire le modalità di partecipazione ad alcuni aspetti della vita ordinistica, per esempio l’elettorato attivo e passivo, che attualmente la norma lo riserva ai soli iscritti agli Albi.

Non è una sanatoria

In ogni caso, non si tratta di una sanatoria, come sostenuto da chi si è opposto all’iniziativa dell’ex ministra della Salute, Giulia Grillo. «Sono professionisti – spiega il presidente del nuovo Ordine Alessandro Beux – che quando sono stati inseriti nel sistema sanitario avevano un titolo che gli consentiva di entrare in maniera regolare e trasparente, anche partecipando a concorsi pubblici. Poi è cambiata la normativa e ora non tutti hanno un titolo che gli permette di iscriversi all’Albo. E proprio perché sono entrati in modo regolare e trasparente non li si può allontanare. Anzi, se il Servizio sanitario nazionale garantisce un alto livello di prestazioni e assistenza lo si deve anche a questi professionisti».

Si è insomma verificato un mero problema formale, risolto con l’istituzione degli elenchi speciali ad esaurimento. «Si tratta di professionisti d’esperienza - continua Beux - e il numero degli iscritti agli elenchi speciali andrà nel tempo a ridursi per l’arrivo dell’età pensionabile, ma anche perché, per esempio, alcuni di loro potrebbero decidere, quando saranno riaperti i bandi per il riconoscimento dell’equivalenza dei titoli, di partecipare. Quindi parlare di sanatoria è profondamente scorretto».

La strada dell’equivalenza

I bandi per l’equivalenza, come deciso dall’ultima conferenza dei servizi dello scorso settembre, saranno riaperti nei prossimi mesi, partendo dagli educatori professionali. «È volontà condivisa - chiarisce Beux - di avviare le procedure quanto prima. In accordo col ministero della Salute e del Miur, le regioni e le province autonome apriranno i bandi per il riconoscimento dell'equivalenza per gli educatori, che partiranno per primi perché sono gli unici che non hanno avuto questa possibilità nel 2012, quando l'opportunità è stata data a tutti gli altri profili».

Intanto continua il popolamento del nuovo Albo e i professionisti sanitari procedono con le iscrizioni. Su 192mila operatori stimati nel 2018, appartenenti ai 17 profili da censire - dall’ortottista al logopedista, dal fisioterapista al podologo, dall’igienista dentale all’audiometrista – si sono registrati al portale dell’Ordine in 155mila e gli iscritti veri e propri, che hanno terminato la pratica, al 24 settembre sono 120mila.

IL CANTIERE DEGLI INGRESSI

Le richieste di iscrizione al super Albo registrate sul portale dell’Ordine

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