Riqualificazioni

Il superbonus 110% stoppa oltre 3mila tonnellate di Co2

Compagnia Valdostana delle Acque ha in portafoglio 120 interventi di efficientamento. Coinvolte 70 imprese e 77 professionisti. Il ceo de Girolamo: pesa però l'aumento dei prezzi del 35%

di Carlo Andrea Finotto

L'iniziativa. Un anno fa Compagnia Valdostana delle Acque scendeva in campo come general contractor per le operazioni relative al superbonus 110%

3' di lettura

Circa un anno fa Compagnia Valdostana delle Acque scendeva in campo nell’ambito del superbonus al 110% per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico degli edifici. In Valle d’Aosta, ma non solo.

Una iniziativa nata soprattutto, come spiega l’amministratore delegato della società Enrico De Girolamo, «per consentire alla filiera di piccole e medie imprese della regione di partecipare agli interventi di ristrutturazione usufruendo dell’ “ombrello” di una realtà strutturata in qualità di general contractor».

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Enrico De Girolamo. Amministratore delegato di Compagnia Valdostana delle Acque

Il complesso iter progettuale e autorizzativo previsto per il superbonus 110%, infatti, avrebbe potuto essere un ostacolo non indifferente (per non dire insormontabile) per la maggior parte delle piccole o piccolissime aziende del comparto edilizia-costruzioni.

Dopo quasi 12 mesi il bilancio può essere definito positivo. E a confermarlo ci sono i dati degli interventi fin qui avviati e che vedono Cva come capofila.

«Al momento è stato terminato un intervento tra quelli programmati in Valle d’Aosta – spiega De Girolamo – ma complessivamente abbiamo contrattualizzato circa 120 interventi tra i quali ci sono 80 condomini (73 sono situati in regione e altri 7 fuori) e 40 case private». A beneficiare dei lavori sono circa 2.500 alloggi privati.

Si tratta, dunque, di un cospicuo pacchetto di operazioni di ristrutturazione che presentano un controvalore di circa 85 milioni di euro e che stanno coinvolgendo settanta imprese valdostane e 77 professionisti tra progettisti e certificatori autorizzati.

Come sottolinea l’amministratore delegato di Compagnia Valdostana delle Acque, queste operazioni si stanno rivelando significative anche dal punto di vista dell’impatto ambientale e del risparmio energetico, come del resto è nello spirito del superbonus.

«Il miglioramento di classe energetica spesso è stato anche superiore al salto di due classi richiesto dalla misura per poter usufruire dell’incentivo» spiega Enrico De Girolamo. «In alcuni casi ci saranno anche passaggi dalla classe F alla classe A». Un risultato reso possibile anche dal fatto che quelle messe in atto sugli edifici sono spesso operazioni di ristrutturazione complete che comprendono dalla posa del cappotto alla sostituzione degli infissi all’installazione dei pannelli fotovoltaici.

Secondo il manager, insomma, il superbonus 110% è una iniziativa più che mai opportuna per il miglioramento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio in Valle d’Aosta. E anche in questo caso a definire l’impatto della misura arrivano in soccorso i numeri. Secondo i calcoli di Cva le ristrutturazioni contrattualizzate porteranno a evitare emissioni per circa 1.100 tep all’anno (tonnellate equivalenti di petrolio, ndr) corrispondenti a circa 3.250 tonnellate di CO2 non disperse in ambiente.

Fin qui gli effetti positivi generati dal provvedimento che mette l’importante incentivo a disposizione dei privati. Ma non mancano anche delle “macro criticità” che ancora non sono state superate.

La prima è la difficoltà di reperimento dei materiali: riscontrata sia per i pannelli fotovoltaici, sia per i cappotti e, in alcuni casi, addirittura per i ponteggi. A causare questi problemi sono da un lato l’elevato numero di cantieri connesso al picco di domanda, dall’altro un effetto collaterale della pandemia, che ha coinvolto numerosi settori produttivi in buona parte del mondo con la carenza di forniture e di disponibilità di materie prime. Oltre al rischio di inevitabili ritardi nei lavori, questo scenario trascina una inevitabile ulteriore conseguenza: «L’aumento dei prezzi dei materiali – conferma De Girolamo –. Aumento che arriva a toccare anche il 35%. L’alta concentrazione di interventi in un tempo molto ristretto, la dilatata tempistica per l’approvvigionamento dei materiali per l’esecuzione delle opere, l’assenza di certezza dei prezzi all’ordine a causa dei continui aumenti sono complicazioni importanti con le quali dobbiamo confrontarci quotidianamente» sottolinea l’amministratore delegato di Cva.

La seconda criticità incontrata da committenti e imprese e, quindi, anche da general contractor come Compagnia Valdostana delle Acque, è legata all’incertezza legislativa che ha accompagnato il provvedimento nell’arco di questi mesi e che ancora non sembra completamente superata. Non tutti i nodi legati alle tempistiche e alle proroghe o all’apertura dell’incentivo a ulteriori categorie di interventi sono stati infatti sciolti definitivamente.

A Cva le richieste di intervento non sono pervenute solo dalla Valle d’Aosta (anche se queste sono la stragrande maggioranza), ma anche da Piemonte, nell’hinterland torinese, in Emilia Romagna e in Lombardia. A fronte del grande interesse suscitato dalla misura statale Compagnia Valdostana delle Acque e Confindustria (ma non solo) si sono attrezzate anche sul versante della formazione sia per quanto riguarda la figura dei cappottisti (con una serie di corsi che hanno coinvolto decine di lavoratori), sia per l’accreditamente delle stesse imprese locali della filiera e dei professionisti autorizzati.

Secondo Enrico De Girolamo, alla luce del successo riscosso, una iniziativa come quella del superbonus 110% «potrebbe essere replicata in altri ambiti dell’efficientamento energetico, quali impianti di trigenerazione e transizione energetica».

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