ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl decreto Aiuti in Cdm

Superbonus e una tantum 200 euro, la maggioranza tratta. Ecco come potrebbero cambiare

Si va verso l'ennesimo ritocco alla disciplina sulla cessione dei crediti d’imposta

Draghi: non siamo d'accordo con superbonus 110%

5' di lettura

Sempre più al centro del braccio di ferro tutto politico all’interno della maggioranza, e sempre più oggetto del pressing delle imprese dell’edilizia, che chiedono di superare difficoltà normative e incertezze soprattutto sul fronte della cessione del credito di imposta. È il Superbonus 110%, l’agevolazione fiscale prevista dal decreto Rilancio (dl 34/2020, approvato dal governo Conte II), che consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1 luglio 2020 per la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici. Secondo i dati forniti dall’Enea, a fine aprile il totale degli investimenti ammessi alla detrazione del 110% ammontava a 27,4 miliardi di euro, con detrazioni a carico dello Stato previste a fine lavori per oltre 30 miliardi.

Il decreto Aiuti torna sul tavolo del Cdm: ritocchi alle regole sulla cessione dei crediti

Il testo del decreto Aiuti da 14 miliardi, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è tornato sul tavolo del Consiglio dei ministri per un affinamento delle tante norme che non sono riuscite a trovare un assetto definitivo in tempo per il primo via libera di lunedì scorso, 2 maggio. L’escutivo ha passato in rassegna le modifiche apportate al Dl, senza votare il testo, essendo solo una «verifica tecnica». Il restyling si concentra in particolare su alcune misure. Tra queste, anche il Superbonus, con l’ennesimo ritocco alla disciplina sulla cessione dei crediti d’imposta. Si delinea la possibilità di una quarta cessione del credito (le banche potranno cedere i crediti ad altri clienti anche senza che prima ci sia un passaggio tra gli stessi istituti di credito) e del frazionamento dell’importo in più operazioni. La bozza del dl dà alle banche la possibilità di cedere “sempre” (e non più quindi in numero limitato) crediti ai clienti professionali privati che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, o con la banca capogruppo, senza facoltà di ulteriore cessione.

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Sostegno da 200 euro a luglio, anche a autonomi

Sono ritocchi ma significativi quelli che una nuova riunione del Consiglio dei ministri ha apportato al decreto. Non cambia la distribuzione dei 14 miliardi stanziati per sostenere famiglie e aziende alle prese con i contraccolpi della guerra in Ucraina, ma cambiano alcune misure chiave come il bonus da 200 euro per lavoratori, pensionati e disoccupati che ora si allarga anche ai percettori del reddito di cittadinanza, ai lavoratori stagionali e agli autonomi. E anche i collaboratori domestici riceveranno il bonus di 200 euro voluto dal governo come “aiuto” a lavoratori e pensionati contro l’inflazione. L’esclusione, prevista da una prima bozza, è stata modificata, secondo quanto si apprende da fonti concordanti, durante il confronto in Consiglio dei ministri.

Verso buono da 60 euro per trasporti pubblici

Nella nuova bozza del provvedimento discussa nel pomeriggio viene inoltre previsto che, per mitigare l’impatto del caro-energia soprattutto su studenti e lavoratori con un reddito sotto i 35mila euro, venga istituito un fondo da 100 milioni di euro presso il ministero del Lavoro che erogherà un buono fino a 60 euro per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

La sonora bocciatura di Draghi: prezzi triplicati. La protesta dei Cinque Stelle

Negli ultimi giorni il Superbonus 110% è finito al centro di un confronto politico, che ha determinato l’ennesima fibrillazione del Governo. Sulla sua «validità non siamo d’accordo», ha sottolineato il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione di un recentissimo intervento alla plenaria del parlamento europeo a Strasburgo, in replica alla Cinque Stelle Tiziana Beghin e al verde Philippe Lamberts che proponevano di diffondere questa soluzione tra i Paesi Ue. «Il costo di efficientamento - ha aggiunto il capo del Governo - è più che triplicato grazie al 110 per cento, i prezzi degli investimenti necessari per attuare le ristrutturazioni sono più che triplicati perché il 110% di per sè toglie l’incentivo alla trattativa sul prezzo». Parole che sono giunte a stretto giro dallo strappo sul termovalorizzatore di Roma, con i Cinque Stelle che hanno deciso di astenersi nel momento in cui si è trattato di dare via libera al decreto Aiuti. E che hanno determinato la reazione M5s. «Mi ha meravigliato che proprio di fronte al Parlamento europeo (Draghi, ndr) abbia trovato modo di parlare male di una misura che sta facendo correre il Paese e che gli ha consentito di fare il giro dell’Europa e fregiarsi dell’aumento del 6% del Pil», ha attaccato il leader Giuseppe Conte, rassicurando al tempo stesso sul fatto che il M5s è sempre stato disponibile a migliorie anti-frodi: «Siamo ragionevolmente disposti a migliorare le misure per contrastarle».

Il ministro Franco: «Una tra le più grandi truffe che la Repubblica abbia mai visto»

Non è la prima volta che il Superbonus finisce al centro dello scontro interno alla maggioranza. Fin dall’autunno scorso è stato considerato dal Governo Draghi il mezzo con cui, secondo le parole del ministro dell’Economia Daniele Franco, si è organizzata «una tra le più grandi truffe che la Repubblica abbia mai visto (che l’Agenzia delle Entrate ha quantificato nella cifra monstre di 4,4 miliardi di euro, ndr)». Con il dl Sostegni ter è giunto il blocco delle cessioni multiple dei crediti fiscali incamerati dalle banche. Una decisione che ha portato alla progressiva chiusura dei rubinetti da parte degli istituti di credito, e poi di Poste e Cdp, che avendo acquisito già troppi crediti non accettavano nuove richieste. Anche questo “effetto collaterale” è stato successivamente affrontato, consentendo fino a due ulteriori cessioni a istituti bancari.

I costruttori: incertezza pesa su lavoro

Ma sull’incentivo edilizio che attira sempre di più, grazie anche l’allargamento dei termini per le villette previsto dal decreto Aiuti di recente approvato dall’esecutivo, pesano le polemiche che alimentano il “clima di incertezza” denunciato dai costruttori. «Cittadini e imprese sono preoccupati per questo clima di incertezza che regna intorno al Superbonus 110 e che rischia di bloccare migliaia di lavori già partiti o in procinto di partire, creare enormi contenziosi e di far fallire centinaia di operatori», ha detto il presidente dell’Ance Gabriele Buia, secondo cui «non è possibile rimettere continuamente in discussione norme già in vigore». Buia ha chiesto «un chiarimento e un intervento da parte del Governo per evitare il caos».

Mims, per autotrasporto credito imposta su carburanti

Le risorse del Fondo per l’autotrasporto di 500 milioni di euro (già istituito con un precedente decreto-legge per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina) vengano utilizzate dagli operatori del settore come credito di imposta del 28% sulla spesa sostenuta per gli acquisti di carburante effettuati nel primo trimestre del 2022. Il credito di imposta è riconosciuto alle imprese di autotrasporto merci che effettuano le attività con mezzi più ecologici superiori a 7,5 tonnellate, cioè quelli appartenenti alle classi Euro 5 ed Euro 6. È quanto previsto nel decreto aiuti tra le disposizioni di competenza del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mims), come fa sapere lo stesso ministero. Inoltre, per i trasporti eccezionali viene prorogato al 30 giugno 2022 il termine per l’adozione del decreto ministeriale riguardante le linee guida sul trasporto eccezionale e i trasporti in condizioni di eccezionalità. La proroga del termine, sottolinea il Mims, «è volta ad evitare interruzioni dei transiti, con conseguenti blocchi delle filiere e dei cicli industriali alimentati dai manufatti trasportati. Al contempo, si prevede l’applicazione graduale della nuova disciplina per consentire agli enti proprietari o ai gestori delle strade di disporre del tempo necessario per effettuare le verifiche senza rallentamenti o ritardi nel rilascio delle autorizzazioni».

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