Arredo-design - Una scommessa vinta

Il Supersalone convince Milano Al lavoro per l’edizione 2022

di Giovanna Mancini

In fiera. Oltre 60mila visitatori per l'edizione speciale del Salone del Mobile di Milano

2' di lettura

Un piccolo miracolo. È stato questo il Supersalone (l’edizione speciale del salone del Mobile che si è tenuta dal 5 al 10 settembre in Fiera di Milano) per i suoi organizzatori. Così lo ha definito Claudio Feltrin, il presidente di FederlegnoArredo, all’inaugurazione, davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella. Così lo ha definito, nel giorno della sua conclusione, anche Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, eletta appena due mesi fa, mentre la macchina della manifestazione era già in corsa. E non solo, o non tanto, per i numeri che ha fatto registrare: oltre 60mila visitatori (per oltre la metà dall’estero e sempre oltre il 50% operatori professionali) e quasi 200mila in città, in visita agli showroom delle aziende, ma anche alle mostre, alle gallerie e agli eventi del Fuorisalone, che del Salone è ormai un compagno di viaggio irrinunciabile. Ma soprattutto per la «prova di coesione» dimostrata da tutti, dice ancora Maria Porro: le imprese, le istituzioni, gli stessi organizzatori, le istituzioni locali e nazionali, la comunità del design.

Milano ci ha creduto e ha fatto bene: da tempo le strade del capoluogo lombardo non erano così gremite di persone e gli alberghi così pieni (sebbene il tasso medio di occupazione sia stato al 45%, secondo la Confcommercio). Da tempo non si respiravano il clima di fiducia e l’energia innescata dalla manifestazione, di cui hanno beneficiato non soltanto le aziende produttrici, ma anche i rivenditori dell’arredo, come testimoniano le parole del presidente di Federmobili, Mauro Mamoli: «Un Salone del Mobile che per questa edizione straordinaria si è trasformato in ”Super”. e super lo è stato davvero», ha commentato.

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Soddisfatti gli organizzatori, soddisfatto il curatore, l’architetto Stefano Boeri, che assieme alla squadra internazionale di progettisti da lui coordinata ha ideato una formula apprezzata da tutti (espositori, visitatori, designer) anche dai più scettici: con lunghe pareti in sostituzione dei tradizionali stand; sostenibile; democratica (aperta al pubblico tutti i giorni e con spazi simili per tutti i 425 brand esposti); agile e funzionale per i visitatori; arricchita con spazi dedicati al food, all’arte e ai dibattiti. Una formula inedita, straordinaria come i tempi che stiamo vivendo, ma che qualcosa lascerà. Proprio da qui, ora, dovranno ripartire gli organizzatori della manifestazione, da tempo già al lavoro per l’edizione numero 60, in programma ad aprile 2022. «Qualcosa di questa esperienza porteremo con noi anche in futuro – dice ancora Feltrin – senza abbandonare il modello del Salone del Mobile, un modello unico che ne ha fatto l’appuntamento internazionale più importante del design, ma arricchendolo con ciò che di buono abbiamo imparato». La sostenibilità, ad esempio, tema su cui insiste molto Maria Porro, ma anche l’integrazione tra dimensione fisica e digitale. Stefano Boeri ha indicato una strada: compenetrazione tra livello B2B e B2C della fiera, una maggiore sinergia tra Salone e Fuorisalone, polo fieristico e centro città. Il dibattito è aperto.

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