Mercato dell arte

Il Surrealismo da riscoprire

Tra il sogno e la veglia del movimento molte artiste tracceranno un segno rivoluzionario

di Marilena Pirrelli


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Meret Oppenheim, «Ritratto con tatuaggio» 1980, sagoma con spray su fotografia edit. di 50, 29,5 x 21 cm, prezzo 40.000 (Iva esclusa) - Courtesy Karma International Zurich

4' di lettura

Una distanza siderale ancora separa gli uomini del Surrealismo dalle donne che in quegli stessi anni non furono solo muse, modelle, mogli e amanti. Furono artiste. La critica ha fatto la sua parte, tant’è che la programmazione dei prossimi due anni nei più importanti musei al mondo proporrà mostre su di loro. Il mercato poi è restato spesso un passo indietro, con qualche eccezione, aspettando una consacrazione più decisa e, forse, che anche la moda e il gusto si accorgesse di loro. Ma ora è il politically correct a dettare l’agenda e i musei si adeguano. Sono tante le artiste già note al grande pubblico come Frida Kahlo, Georgia O’Keeffe, Dora Maar, ma vi sono figure rivoluzionare come Meret Oppenheim, Leonora Carrington, Remedios Varo, Dorothea Tanning non ancora così note e apprezzate. Ma andiamo con ordine.

Il MoMA dedicherà a Meret Oppenheim (1913-1985) una retrospettiva nel 2022 e altre mostre sono in programma alla Menil Collection a Hudson, alla Schirn Kunsthalle di Francoforte e alla Kunsthalle di Berna. In anticipo si muovono le grandi gallerie: Barbara Gladstone la esporrà a New York. Sebbene le opere di Oppenheim siano presenti nei principali musei, risultato di riconoscimenti istituzionali ricevuti già in vita (nel 1936 da Alfred H. Barr acquistò per il MoMA «Colazione in pelliccia») e il catalogo redatto da Bice Curiger nel 1989 «Meret Oppenheim: Defiance in the Face of Freedom», in collaborazione con l’artista abbia riacceso l’attenzione sulle sue opere, presenti anche in Biennali e Documenta, in asta i valori continuano ad essere modesti. Sia perché vi sono molti multipli (gran parte del suo lavoro è su carta), sia perché è sottovalutata rispetto al peso della sua figura e alle quotazioni dei colleghi surrealisti: «La Condition Humaine», olio su tela del 1973 battuto per 246.650 $ da Sotheby’s Londra nel 2016 nell’asta della collezione di David Bowie è il suo top lot e solo un altro suo dipinto, «Two birds» ha superato la soglia dei 100.000 dollari a quota 106.474 $. Tra i collezionisti un’altra gallerista, Ursula Hauser, che ha esposto «Fur Gloves with Wooden Fingers», 1936 lo scorso maggio in una mostra non-selling in galleria.

Dall’Europa all’America il Surrealismo ha visto le sue protagonisti viaggiare e contaminare terre. Remedios Varo (1908-1963) ha avuto visibilità nel 1971 grazie alla retrospettiva «Obra de Remedios Varo 1908-1963», organizzata dal museo di Arte Moderna di Città del Messico (MAM), ma solo nel 2010 l’artista ispano-messicana riceve finalmente attenzione dalla critica e dal pubblico con mostre personali e collettive. Il successo è suggellato dalle acquisizioni del MoMA e del MALBA di Buenos Aires. Segue l’attenzione commerciale con numerosi scambi in asta, anche da Sotheby’s e Christie’s (due dipinti a maggio e novembre scorso sono passate oltre il milione) e fiere come Art Basel Miami e Tefaf New York. Il top lot arriva nel novembre 2014 con «Hacia la Torre» del 1960 venduto per 4.309.000 $ da Sotheby’s New York, un anno dopo Christie’s a battere il suo iconico «Vampiros vegetarianos» per 3.301.000 $.

La riscoperta del movimento surrealista e femminista si concentra anche sull’opera di Leonora Carrington (1917-2011) che insieme a Frida Kahlo, è tra le artiste più ricercate dai collezionisti di arte surrealista. Nel 2020 sarà protagonista della mostra «Leonora Carrington: tu país» in programma alla Fondaciòn Mapfre di Madrid e al Museo Picasso di Malaga. Al suo attivo tre i cataloghi ragionati, curati dall’artista, e una Fondacion Lonora Carrington. «Il mercato della Carrington si mantiene solido – spiega Marysol Nieves del dipartimento di arte latino-americana di Christie’s New York –. Naturalmente, come per tante donne artiste, i suoi prezzi sono inferiori a quelli degli artisti surrealisti. Ora sembra esserci un cambiamento globale nel mercato e nel mondo accademico, che guarda in direzione di queste artiste, tradizionalmente sottovalutate e sottostimate».

Come quasi tutte le surrealiste anche Dorothea Tanning (1910-2012) arriva alla pittura per cercare libertà di sogno e di pensiero. Il 30 agosto scorso, la National Galleries of Scotland hanno acquistato «Tableau Vivant (Living Picture)», olio su tela realizzato nel 1954. «Eravamo alla ricerca di un’importante opera di Tanning da molti anni e questa rappresenta un’aggiunta straordinaria alla nostra collezione» dichiara Simon Groom, direttore del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea della National Galleries of Scotland. L’opera custodita per 60 anni nella casa newyorkese dell’artista, che aveva chiesto venisse venduta esclusivamente a un museo, è stata acquistata dalla Alison Jacques Gallery di Londra per 205.000 £ grazie al supporto dell’Art Fund (60.000 £) ed Henry and Sula Walton Fund (75.000 £).L’artista non si è mai voluta identificare con il Surrealismo per essere libera di esplorare linguaggi molto differenti, come sottolinea anche dalla Dorothea Tanning Foundation. Il suo record d’asta è «The Temptation of St. Anthony del 1945-46, su cui si cimenta come la Carrington, acquistato nel 2018 per 1.152.500 $ da Christie’s New York, raddoppiando la stima, ma è un’eccezione e siamo ancora distanti dai valori del marito Max Ernst.

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