Auto

Il suv Porsche che diventa una supercar

Prova su strada. La variante Turbo GT di Cayenne con 640 cv esprime performance da gran turismo

di Massimo Mambretti

2' di lettura

Ecco il primo hyper-suv firmato Porsche. Si chiama Cayenne Turbo Gt ed è un modello che deriva versione Coupé e può essere concettualmente paragonato alle 911 più prestazionali, cioè la Gt3 e la Rs.

Infatti, la Turbo Gt è spinta dal più potente V8 biturbo di 4 litri non elettrificato mai realizzato dalla Porsche, che eroga 640 cavalli. La scuderia supera di 90 cavalli quella racchiusa nell’analoga unità della Cayenne Coupé Turbo. Qualcuno potrà obiettare che non è sufficiente per surclassare quella di 680 cavalli della Turbo S E-Hybrid ma, in quel caso, è frutto dell’aiutino elettrico e non è finalizzata alle prestazioni pure. Infatti, la Turbo Gt è stata sviluppata per muoversi con uguale spigliatezza tanto tra i cordoli di una pista quanto sulle strade normali.

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Per questo motivi la Cayenne si pone in un ambito particolare fra gli hyper-suv, differente anche da quello in cui si collocano modelli di potenza analoga e prezzo simile di altri brand del gruppo Volkswagen, come l’Audi Rs Q8 e la Lamborghini Urus. Una connotazione certificata anche dall’irrinunciabile record, assoluto per la categoria suv, agguantato da questa Porsche al Nurburgring.

L’indole della nuova primatista risalta, soprattutto, guardando il suo lato B da cui sbucano i due grossi terminali centrali dell’impianto di scarico in titanio, poiché gli altri ingredienti che la differenziano da qualsiasi altra Cayenne Coupé s’inseriscono armoniosamente nella linea. Infatti, non stupiscono i cerchi da 22” che integrano l’assetto ribassato di 17 mm rispetto a quello della versione Turbo ravvisabile solo da un occhio ben allenato, che portano con sé anche un leggero allargamento dei passaruota, e nemmeno le sottili appendici aerodinamiche e le finiture in carbonio disseminate nella carrozzeria. Non si notano nemmeno il padiglione in carbonio e, quando la Turbo Gt è ferma, lo spoiler attivo posteriore di dimensioni maggiorate per attaccarla meglio al suolo alle velocità più alte. L’essenza di motorsport, invisibile ma consistente, è frutto di un affinamento incisivo tanto di ogni componente meccania quanto dell’elettronica, alla quale è affidato il compito di gestire la Turbo Gt nella maniera più consona al settaggio impostato sia quando fa la tranquilla sia quando deve scatenarsi. Sgombriamo subito il campo da possibili dubbi: dal posto guida le due anime tanto differenti di questa Cayenne soddisfano in ugual misura. Sono raccordate dall’ineguagliabile tonalità del V8 che entra nell’abitacolo, configurato a quattro posti e nel quale debutta la sesta generazione del sistema d’infotainment Porsche, ma ovviamente non dal volume con cui si manifesta.

Il più fragoroso è prodotto dalla determinazione con cui prende giri il V8 quando è sollecitato sino a quasi quota 7.000 per imprimere progressioni poderose. Ovviamente, il rendimento esalta il coinvolgimento di chi guida, come constatato nella scorribanda sulla pista dell’isola svedese di Gotland, dove gli effetti della cura ricostituente sono emersi pienamente tanto a livello di prestazioni pure quanto di dinamismo e anche di affidabilità. Questo fattori formano un quadro che non solo non riserva inattese sorprese, ma capace di sorprendere a tutto tondo perché quando la Turbo Gt diventa fast and furious asseconda la naturalezza della guida (quasi) come alle normali andature quotidiane.

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