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Il talento di Nicolaes Maes alla National Gallery

La mostra dedicata al maestro olandese è aperta fino al 31 maggio

di Nicol Degli Innocenti

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Young Woman sewing. Nicolaes Maes, 1655. © Guildhall Art Gallery, City of London

La mostra dedicata al maestro olandese è aperta fino al 31 maggio


3' di lettura

Tra i numerosi allievi di Rembrandt, Nicolaes Maes è stato quello che ha dimostrato più talento e più versatilità al punto da deviare volutamente dalla strada tracciata dal grande maestro.

La prima retrospettiva internazionale dedicata al pittore olandese, che ha appena aperto alla National Gallery di Londra in arrivo dal Mauritshuis, segue l'iter artistico di Maes, così variegato che molti esperti hanno pensato i suoi quadri fossero opera di due artisti diversi con lo stesso nome.

All'inizio il giovane allievo ha seguito l'esempio del maestro dipingendo episodi della Bibbia e scene storiche. Nel 1866 il museo londinese acquistò il suo “Cristo che benedice i bambini” nella convinzione che fosse un autentico Rembrandt. Il quadro è nella prima sala accanto ad altri della fase iniziale di Maes che mostrano l'influenza del maestro, soprattutto nell'uso della luce, ma rivelano già l'individualità del suo talento.

Maes si è poi lasciato alle spalle il genere storico, scegliendo la realtà contemporanea. Lasciata A msterdam e tornato nella sua città natale di Dordrecht, l'artista è diventato un pioniere del realismo domestico, creando alcuni dei quadri genre più noti e apprezzati. La sua “Giovane donna con una culla” è una copia rivista e corretta della “Sacra Famiglia” di Rembrandt, trasformata in una scena interamente laica e intima.

Nicolaes Maes alla National Gallery

Nicolaes Maes alla National Gallery

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Un'intera serie è dedicata alle donne, vecchie e giovani – la merlettaia, la serva, la sarta, la contabile, la ricamatrice, la lattaia – ritratte in interni e assorte nel loro lavoro. Maes spesso inserisce una tenda in un angolo, che in parte rivela e in parte nasconde, creando un senso di teatralità temperato dall'intimità della scena.

L'artista instaura un dialogo con lo spettatore, invitandolo nei quadri, come nella celebre serie sulle “Ficcanaso” – in ognuno dei quali la padrona di casa origlia alla porta, ascoltando la conversazione tra la sua serva e il suo amante, e guardando direttamente verso di noi sorridendo si mette il dito sulle labbra, invitandoci al silenzio e rendendoci complici della sua indiscrezione.

Maes non predica, non condanna e non fa la morale, ma presenta scene di vita quotidiana con un delicato senso dell'umorismo. Quando la padrona di casa lascia gli ospiti per andare in cucina a vedere che succede scopre la sua serva addormentata sullo sgabello, con i piatti sporchi abbandonati per terra e un gatto che ne approfitta per rubare il pollo pronto per essere servito in tavola. La signora non si arrabbia ma ci guarda e sorride con indulgenza, indicando con la mano “La serva pigra” che da' il titolo al quadro.

Le scene domestiche di Maes, con i loro interni complessi e minutamente osservati, hanno aperto la strada a Vermeer e de Hooch.
Dopo il 1660 l'artista ha poi di nuovo cambiato radicalmente genere. Tornato a Amsterdam, ha dedicato gli ultimi trent'anni della sua vita a ritrarre i ricchi e potenti mercanti dell'Olanda dell'epoca, dando loro abiti sontuosi e una dignità degna dell'aristocrazia. L'ultima sala della mostra raccoglie alcuni dei 900 ritratti dipinti da Maes al culmine del successo.
Sono riuniti per l'occasione quattro ritratti della stessa famiglia finiti in collezioni e musei diversi, che hanno ancora le cornici originali in legno di noce con decorazioni dorate.
I ritratti dei fratelli Simon e Dirck van Alphen, della sorella Maria Magdalena e della nipote di cinque anni Beatrix in abiti eleganti nella cornice di un parco, mostrano Maes all'apice della sua carriera. Un artista ricco, celebre e celebrato, lontano anni luce dal ragazzo apprendista nello studio di Rembrandt.

Nicolaes Maes, Dutch Master of the Golden Age, National Gallery, Londra, fino al 31 maggio 2020

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