la battaglia dei test sierologici

Il Tar contro la sanità lombarda sui test sierologici: «No all’affidamento diretto con Diasorin»

Secondo i giudici amministrativi l’azienda ha avuto un vantaggio illegittimo. Il fascicolo inviato alla Corte dei conti

di Sara Monaci

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(Afp)

Secondo i giudici amministrativi l’azienda ha avuto un vantaggio illegittimo. Il fascicolo inviato alla Corte dei conti


2' di lettura

Nello scontro in Lombardia sui test sierologici c’è un primo punto fermo: il Tar dà ragione alla società che ha fatto ricorso (e che ha anche presentato un esposto in Procura), la TechnoGenetics, secondo cui la scelta del Policlinico San Matteo di Pavia di affidarsi alla sola società Diasorin ha forzato le regole della concorrenza e dei contratti pubblici . L’accordo viene pertanto sospeso.

A seguito della decisione del San Matteo, che aveva ritenuto a fine marzo i test sierologici della Diasorin i più affidabili, la Regione Lombardia ha stretto con la società un contratto di affidamento diretto, senza passare da una gara pubblica, per una fornitura da 500mila pezzi, del valore di 2 milioni. La decisione definitiva della Regione è dell’11 aprile (la Diasorin ha ottenuto peraltro la certificazione il 17 aprile).

Poi la centrale acquisti della Lombardia è corso ai ripari con una manifestazione di interesse, e poi una gara vera e propria vinta pochi giorni fa da Roche. E secondo l’intenzione della Regione, i due test- Diasorin e Roche - avrebbero intanto potuto convivere.

Un pasticcio, probabilmente dettato anche dall’incertezza sull’affidabilità dei test sierologici spesso sottolineata dai vertici della Regione. Ma ora i giudici amministrativi fanno chiarezza. Per quanto la risposta arrivi a giugno, a emergenza superata.

Il fascicolo sarà adesso inviato alla Corte dei conti. Queste le regioni: «La Diasorin ha acquisito un illegittimo vantaggio competitivo rispetto agli operatori del medesimo settore, perché ha potuto contare in modo esclusivo sul determinante apporto di mezzi e strutture, laboratori e professionalità, tecnologie e conoscenze scientifiche messe a sua esclusiva disposizione dalla Fondazione».

Ricordiamo che la Regione Lombardia ha intanto deciso di sottoporre ai test sierologici prima i territori più colpiti (Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi), partendo da chi è stato sottoposto a quarantena e dagli operatori sanitari.

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