La fotografia

Il Terzo settore cresce nonostante il Covid: 375.000 istituzioni, +25% in dieci anni

Il valore della produzione è stimato in 80 miliardi di euro e sfiora il 5% del Prodotto interno lordo. Gli addetti sono 900.000 (70% donne), ai quali si aggiungono 4 milioni di volontari

di Andrea Carli

(ARochau - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il terzo settore cresce nonostante la pandemia coronavirus. Un universo che conta 375.000 istituzioni tra associazioni, fondazioni e cooperative sociali, in aumento del 25% rispetto a 10 anni fa. Gli italiani che partecipano ad attività associative sono 10,5 milioni, vale a dire 1 su 5 tra chi ha più di 14 anni. Il valore della produzione è stimato in 80 miliardi di euro e sfiora il 5% del Prodotto interno lordo. Gli addetti sono 900.000 (70% donne), ai quali si aggiungono 4 milioni di volontari.

La ricerca

A scattare la fotografia del settore è una ricerca condotta da Cnel, Fondazione Astrid e Fondazione per la Sussidiarietà. Le conclusioni dell’indagine saranno illustrate in occasione della presentazione del volume “Una società di persone?” sul ruolo dei corpi intermedi, in programma a Roma venerdì 28 maggio presso la sede del Cnel.

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In Italia un’associazione ogni 160 abitanti

La ricerca conferma che l’Italia è uno dei Paesi con più “vitalità sussidiaria” in Europa, con un'associazione ogni 160 abitanti. Circa l'85% delle istituzioni del terzo settore è rappresentato da associazioni, il restante 15% sono cooperative sociali, fondazioni, sindacati o enti. Due terzi delle istituzioni non profit (65%) operano in cultura, sport e ricreazione; seguono l'assistenza sociale e la protezione civile (9%), le relazioni sindacali e imprenditoriali (6%), la religione (5%), l'istruzione e ricerca (40%) e la sanità (4%).

Oltre sei milioni sopra i 14 anni versano contributi

Gli italiani sopra i 14 anni che versano contributi al terzo settore sono oltre 6,7 milioni, pari a 13 su 100. I “sostenitori” sono più diffusi al nord. Il record va al Trentino Alto Adige, dove il 27% degli over 14 contribuisce al terzo settore, seguito da Friuli Venezia Giulia (21%) e Valle d'Aosta (20%). In coda Sicilia (6,1%), Campania (7,4%) e Calabria (7,5%). La maggiore concentrazione di “supporter” del non profit è nei piccoli Comuni, fino a 2.000 abitanti con il 14,8% degli over 14 e nelle zone centrali delle grandi città metropolitane (14,6%).

Vittadini: il terzo settore ha affiancato l’intervento pubblico in settori chiave

«La pandemia - osserva Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà - ha esaltato il ruolo del terzo settore che ha affiancato l'intervento pubblico in settori chiave come l'assistenza e la salute». Tanto che il presidente del Cnel Tiziano Treu non dubita che questo «vasto mondo avrà un ruolo strategico anche nell'attuazione del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr)». Secondo Franco Bassanini, presidente della Fondazione Astrid, questa ricerca fa emergere «il ruolo cruciale delle comunità intermedie in un mondo in rapida trasformazione. Nel quale la globalizzazione e le tecnologie digitali, e ora la pandemia, producono frammentazione e atomizzazione».

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