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Il Tesoro «graziato» da Fitch torna sul mercato: in asta fino a 13,5 miliardi

di Andrea Franceschi

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2' di lettura

La decisione di Fitch di “graziare” l’Italia mantenendo invariato il rating ha dato la spinta ai titoli di Stato italiani sui mercati secondari. Lo spread tra Bund e BTp, che nella seduta di venerdì aveva toccato quota 278 punti, è sceso lunedì fino a quota 262. I rendimenti dei titoli italiani sono scesi in maniera marcata su tutte le scadenze. Su quella a 10 anni il calo rispetto ai livelli della chiusura di venerdì scorso (2,87%) è stato di quasi 10 punti. Lo spread è sceso anche perché gli investitori sono tornati a vendere Bund tedeschi. Il rendimento del decennale tedesco, che nella seduta di venerì era sceso sotto la soglia di 0,9%, è tornato oltre 0,12 per cento.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Il ritorno della propensione al rischio e la decisione dell’agenzia di mantenere invariato il merito di credito sono stati fattori determinanti per allentare la pressione sui titoli di Stato italiani che, dopo la tregua di dicembre e gennaio, erano di recente tornati sotto pressione dopo una serie di dati macroeconomici molto negativi.

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L’allentamento della tensione sul rischio sovrano avviene con tempismo favorevole per il Tesoro che proprio questa settimana torna a collocare titoli sul mercato primario con una serie di aste di titoli a varia scadenza per un controvalore massimo di 13 miliardi e 250 milioni di euro. Si inizia oggi con i BoT a 6 mesi che oggi il Tesoro ha collocato per un controvalore di 6 miliardi di euro registrando una domanda pari a 9,9 miliardi di euro. Il rendimento è rimasto negativo (-0,007%) seppur in leggero aumento rispetto all'asta del mese precedente.

Domani invece è atteso il test più importante con emissioni a scadenze più lunghe come il nuovo BTp a 10 anni, da cui il Tesoro punta a raccogliere fino a un massimo di 4 miliardi di euro, la riapertura del BTp con cedola al 2,45% e scadenza ottobre 2023 (fino a 3 miliardi di euro l’ammontare in asta) e il CCTeu con scadenza gennaio 2025 da cui si punta a raccogliere un miliardo e 250 milioni.

La riuscita del collocamento dovrebbe essere favorita dallo scampato pericolo della bocciatura di Fitch ma anche - segnala Unicredit - dal fatto che venerdì il Tesoro rimborserà 23,86 miliardi di titoli e distribuirà 9,77 miliardi di cedole.

Al netto dello scampato pericolo bocciatura da parte di Fitch Ralf Preusser - strategist per il reddito fisso di BofA Merrill Lynch - consiglia di trattare con prudenza i BTp «alla luce del significativo deterioramento del quadro macroeconomico e del rischio di sviluppi negativi sul fronte politico».

Il peggioramento della congiuntura e l’incognita politica restano due fattori che giocano contro i BTp in un contesto che resta tutto sommato favorevole per i titoli di Stato dei Paesi periferici per via di una serie di fattori: la forte propensione al rischio sui mercati; la caccia al rendimento favorita dall’orientamento espansivo delle politiche monetarie; la probabile decisione della Bce di rinnovare il piano di finanziamenti agevolati alle banche (Tltro).

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    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

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