LISTA DI 9 PAESI

Il Tesoro Usa mette l’Italia tra i Paesi «sotto osservazione»

di Stefania Spatti

Rating e non solo, quattro mesi di fuoco per i conti pubblici


2' di lettura

Non solo Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud. Anche l'Italia è entrata a fare parte di un gruppo ora composto da un totale di nove partner commerciali degli Stati Uniti le cui politiche economiche e valutarie sono monitorate attentamente dall'amministrazione Trump per individuare pratiche «ingiuste» o squilibri eccessivi. Oltre al nostro Paese, le new entry sono Irlanda, Singapore, Malesia e Vietnam.

È quanto emerso dal rapporto semestrale diffuso dal Tesoro americano sulle politiche valutarie dei partner commerciali degli Usa, e nel quale la Cina non è stata tacciata di essere un manipolatore di valuta (cosa che evita una ulteriore escalation delle tensioni commerciali). Le pratiche valutarie di Pechino tuttavia sono fonte di preoccupazioni «significative» (lo yuan ha perso nell'ultimo anno l'8% contro il dollaro).

La fotografia che l'amministrazione Trump ha scattato del nostro Paese richiama a grandi linee quella del Fondo monetario internazionale. L'Italia «deve adottare riforme strutturali fondamentali per migliorare la crescita di lungo termine, ridurre la disoccupazione e il debito pubblico alti e per salvaguardare la sostenibilità fiscale ed esterna». E ancora: «L'Italia è alle prese con debolezze strutturali di lunga data che hanno contribuito a una crescita bassa».

HUWAEI FA CAUSA AL GOVERNO AMERICANO

Il Tesoro americano non manca di sottolineare che l'alto debito pubblico «è una fonte cruciale di vulnerabilità» e che i piani sulla legge di bilancio proposti «hanno aumentato le preoccupazioni sulla sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche». Il reddito di cittadinanza e le riforme pensionistiche (ossia quota 100, non citata esplicitamente) sono alla base di quelle che gli Usa vedono come voci di spesa destinate probabilmente a salire «portando incertezza nell'outlook fiscale e finanziario» del Paese.

Bce: lo spread aumenta con le tensioni tra Roma e Bruxelles
Anche la Banca centrale europea è tornata sul caso Italia. Lo spread che sale o scende a seconda delle tensioni con le istituzioni europee, mostra che è importante seguire le regole. Lo ha detto Luis De Guindos, vicepresidente della Bce, notando che ogni volta che le tensioni fra Roma e Bruxelles aumentano «gli spread salgono». Guindos ha aggiunto che il problema dell'Italia è la bassa crescita.

Il Rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato oggi dalla Bce nota inoltre che l'esposizione delle banche al debito sovrano nazionale è rimasta stabile in aggregato ma alcune banche sono vulnerabili a un possibile aggravamento dei timori legati al rischio sovrano. I portafogli delle banche di titoli di debito sovrano nazionale sono rimasti elevati o sono addirittura cresciuti dall'inizio del 2018 in alcuni paesi dell'Eurozona, inclusa l'Italia e il Portogallo. Nonostante una qualche moderazione della percezione del rischio sovrano nel corso degli ultimi mesi - prosegue la Review - le posizioni di capitale delle banche con significativi portafogli di bond sovrani «rimangono vulnerabili a un improvviso aumento dei premi di rischio».

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