Naimoli tech

Il tessile al carbonio fa rotta per la Corea

Prima commessa per i coprimaterassi hi tech prodotti in Val Seriana


2' di lettura

Entro fine anno la prima spedizione, destinazione Seul. Non male per una start-up avviata da appena due anni, già in grado di passare dal prototipo al prodotto finito e di portare sul mercato la propria innovazione. Che nel caso della bergamasca Naimoli Tech è un tessuto integrato da filati conduttivi in carbonio disposti nella trama, grazie ai quali è possibile realizzare un coprimaterasso riscaldato a bassissimo voltaggio, tra i 5 e i 20 volt.

«Il vantaggio principale - spiega il fondatore Mario Naimoli - è l’assenza del cavo elettrico all’interno della coperta, presente invece nella maggioranza dei prodotti concorrenti, con effetti evidenti sulla sicurezza ma anche sul comfort». Prodotti che per ciascun mercato di sbocco devono anzitutto ottenere una certificazione ad hoc, ed è il motivo per cui in Corea, dove l’iter è alle battute conclusive, l’azienda inizierà ad esportare. «Siamo già in produzione - spiega Naimoli - e per il 2020, soltanto in Corea pensiamo di vendere 20mila pezzi. Partiamo da lì perché in quel paese la termocoperta è vissuta come un oggetto portatore di benessere per il corpo, non come uno strumento di emergenza, utilizzabile in situazioni particolari. Abbiamo però trattative aperte anche nel Nord Europa, in Cina, Giappone e Stati Uniti. Il che ci porta a stimare per il prossimo anno due milioni di euro di ricavi». Percorso lineare solo in apparenza, con i finanziamenti a rappresentare il cruccio principale. «Possiamo partire solo perché il cliente coreano ha accettato di pagare il 50% in anticipo. Le banche? Chiedono sempre garanzie, guardano le start-up con diffidenza, in generale non ci hanno sostenuto come mi sarei aspettato. Eppure, anche se con difficoltà, andiamo avanti».

A breve Naimoli Tech attiverà un equity crowdfuding, con l’obiettivo di raccogliere 2-300 mila euro, mentre in parallelo sono già stati avviati contatti per la ricerca di potenziali investitori di lungo termine per sostenere la crescita. «In un paio d’anni - spiega Naimoli - pensiamo di poter avviare una nostra tessitura. Oggi siamo cinque e se tutto procede secondo i piani a breve inseriremo in azienda almeno altre due persone».

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