I numeri

Il tessile moda si rialza: nel primo semestre fatturato a +24%

Il rimbalzo del tessile moda confermato dalla crescita del 24% nel primo semestre 2021, che lo riporta prima del previsto ai livelli pre Covid

di Giulia Crivelli

(Sergey Ryzhov - stock.adobe.com)

3' di lettura

Digitale, torna al tuo posto, perché questo è il mio: se la settimana della moda donna che inizia oggi a Milano potesse parlare, esordirebbe con queste parole. La colonizzazione – forzata dal Covid – degli spazi fisici da parte della tecnologia, in molteplici forme, era iniziata nel febbraio 2020: alla fine di quella fashion week la pandemia irruppe sulla scena mondiale e gli ultimi tre eventi in programma (le sfilate di Armani e Biagiotti e la presentazione di Moncler) si svolsero a porte chiuse. Il resto è storia: settimane della moda spostate nell’universo digitale, negozi chiusi, persone tappate in casa. Fino a oggi, potremmo dire, sfidando ogni rituale scaramantico: la fine del tunnel sembra davvero arrivata e Milano guida questa nuova fase. Dietro ai numeri degli appuntamenti (173) c’è la ripresa del tessile-moda-accessorio (+24% nel primo semestre), che lo sta riportando più velocemente del previsto ai livelli pre Covid.

Certo, mancheranno molti buyer dall’Asia, ma il SuperSalone del mobile ha dimostrato che la città è tornata a essere attrattiva, the place to be, per la moda e il design. In passerella e nei circa 200 showroom di Milano vedremo le collezioni primavera-estate 2022, ma nei negozi sono arrivate da tempo le novità per l’autunno-inverno che sta per iniziare. I numeri inducono a un cauto ottimismo, quelli dell’Istat, del Centro studi di Confindustria Moda e, last but not least, quelli della pandemia e del piano vaccinale, ma cosa ci racconta la moda?

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Tre cose, volendo riassumere: l’intera filiera ha accelerato il percorso verso la sostenibilità sociale e ambientale, con il supporto delle istituzioni – Camera della moda in primis – e grazie alle energie dei giovani stilisti. Mai così tante le iniziative per loro a Milano da oggi al 27 settembre, per incoraggiare non solo il talento, ma anche diversità e inclusione. Il secondo tema è il nuovo equilibrio tra mondo fisico e digitale: la pandemia ha accelerato processi già in atto, portando però ad alcuni eccessi (si pensi allo sfilacciamento delle relazioni sociali, legate anche al ricorso allo smartworking). Il ritorno agli eventi in presenza, nella moda, nel design e non solo, sta riequilibrando la situazione e l’auspicio è che si arrivi un punto in cui reale e virtuale si completino a vicenda. Vale per la vita privata, quella lavorativa, i processi aziendali e, per restare alla moda, al modo in cui compriamo, usando sia l’e-commerce sia il retail fisico. È il terzo punto però quello più importante: la moda interpreta il ritrovato piacere di leggerezza. Prendiamo di nuovo sul serio – il paradosso è solo apparente – il modo in cui vestiamo (e compriamo).

More is more. Less is bore: sono parole di Iris Apfel, protagonista della vita sociale, culturale e artistica di New York da 80 anni e che ha appena festeggiato il suo 100° compleanno annunciando una collaborazione con H&M. Abiti e accessori in vendita tra qualche mese, coloratissimi e allegrissimi, a immagine e somiglianza di Iris, che teme sopra ogni cosa la noia (bore) e si definisce, con somma autoironia, «geriatric starlet». Ogni outfit di Iris è talmente elaborato che potrebbe bastare a vestire almeno tre o quattro donne. Il punto non è vestirsi come Iris, ma ritrovare il suo entusiasmo. Una “seria leggerezza” che non esclude il ruolo sociale, oltre che economico, dell’industria della moda, specie per l’Italia, dove nel 2019 il fatturato del Tma era di circa 100 miliardi. Quanto l’emancipazione culturale passi dal vestire ce lo suggeriscono drammaticamente le immagini delle donne afghane. E non è un caso che molte aziende, italiane e non solo, si siano mobilitate per iniziative di solidarietà per quel martoriato Paese. Stiamo ritrovando le nostre piccole (grandi) libertà. Speriamo che questo serva ad apprezzarle davvero e a farci aiutare chi le sta ancora cercando.

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