collezionisti in azione

Il Torrione di Vicenza diventa un museo privato d’arte contemporanea

di Silvia Anna Barrilà


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Antonio Coppola davanti ad un dipinto di Giuliano Sale, “The Big Black”, 2015, olio su tela, Foto credit Roberto Manzotti

5' di lettura

Il Torrione di Vicenza, uno dei simboli della città, una torre medievale chiusa da 500 anni, si trasforma in una Fondazione per l'arte contemporanea per iniziativa dell'imprenditore e collezionista Antonio Coppola. Classe 1959, fondatore e amministratore di Biomax SpA , azienda leader nel campo dell'odontoiatria, implantologia orale e tecnologie biomedicali, Coppola ha acquistato il Torrione all'asta per 310mila euro, suscitando le polemiche di chi, all'interno della maggioranza (Pd), voleva che il Comune esercitasse il diritto di prelazione. Alla fine è stato votato l'accordo con Coppola, che prevede la ristrutturazione e donazione del Torrione al Comune in cambio dell'usufrutto per 30 anni. Aprirà al pubblico con una mostra dedicata a due artisti tedeschi, rappresentanti della Nuova Scuola di Lipsia di pittura figurativa, forte sul mercato: Neo Rauch (nato a Lipsia, classe 1960), nella scuderia di gallerie potenti come David Zwirner e Eigen+Art e con un record d'asta che supera il milione di euro, e Rosa Loy (nata a Zwickau, classe 1958). In questa intervista ad ArtEconomy24 Antonio Coppola racconta di uno spazio storico che rivivrà come “acceleratore di sogni”.

Il Torrione di Vicenza diventa un museo privato d’arte contemporanea

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Quando aprirà la Fondazione Coppola?
La Fondazione Coppola inaugurerà al pubblico il 5 maggio prossimo con la prima mostra ufficiale.

Come sarà strutturata la fondazione e quali saranno le attività?
Ci saranno due mostre all'anno con artisti noti oppure emergenti. Soprattutto delle personali con qualche occasionale collettiva. Ci saranno eventi legati alla poesia, visite guidate per i giovani studenti del territorio, presentazioni storiche legate al territorio.

Esporrà la sua collezione?
Sarà inevitabile che qualche pezzo sarà esposto ma non un must. L'idea è di esporre un artista, un tema o un interesse artistico. Non è detto che abbia nella mia collezione le opere necessarie per conseguire gli scopi dei singoli temi.

Perché ha deciso di inaugurare con Neo Rauch e Rosa Loy?
L'idea è nata dopo una visita degli artisti. Neo e Rosa hanno avuto modo di visitare il Torrione prima che fosse concluso il restauro. Entrambi sono rimasti entusiasmati dal luogo e lo hanno trovato perfetto per accogliere il loro lavoro. È stata quindi una scelta istintiva, quello che si potrebbe definire “un amore a prima vista”. Il progetto di fare una mostra con due artisti della loro importanza e che rispetto profondamente, si è rivelata fin da subito una grande occasione. E mi sembra bello che la mia città, Vicenza, e la mia regione, possano avere l'opportunità di avvicinarsi alle opere di due artisti così eccezionali. Questa prima mostra contribuisce significativamente a dare sostanza qualitativa al progetto della fondazione.

Quanto durerà la mostra?
Fino al 31 agosto 2019.

Quali saranno alcuni degli altri artisti che verranno mostrati prossimamente?
Una seconda mostra personale aprirà in autunno. Si tratterà di un artista austriaco di cui non posso fare ancora il nome. Continueremo poi con una personale di uno dei più grandi pittori italiani e con un'altra mostra di un artista svedese, che ritengo una delle voci poetiche più grandi e significative del panorama contemporaneo. I visitatori scopriranno di volta in volta i nostri progetti, preferisco non dare troppe anticipazioni. Vorrei ribadire che il Torrione diventerà anche un punto di incontro per la poesia.

Qual è il ruolo del comitato scientifico e da chi è composto?
Ci saranno esperti nel campo dell'arte, del diritto e del management. Per competenza artistica spiccano però i nomi di Giò Marconi e Giorgio Fasol. Il loro ruolo è di accompagnarmi nella scelta degli artisti, nella definizione del programma nel rispetto del mio gusto e della mia collezione.

Qual è il budget per la gestione della fondazione e come verrà finanziato?
È finanziato interamente da me. Questo vuol dire avere acquistato il Torrione e averlo ristrutturato, oltre che coprire i futuri costi di gestione. Non ho ancora un'idea dei costi complessivi visto che i lavori di preparazione stanno ancora progredendo.

Ci sarà un biglietto di ingresso?
Sì, sopra i 18 anni ci sarà un biglietto.

Perché la scelta del Torrione?
Parliamo di un edificio storico e monumentale, vivo e che per certi versi ha rappresentato anche una bella sfida. Organizzare una mostra in un posto simile (parliamo di una torre di quasi 900 anni!), vuol dire necessariamente farci i conti. Ma non mi sarei avventurato in questo progetto se non avessi avuto caro un luogo così speciale e misterioso. Credo che se non avessi avuto l'opportunità di imbattermi in questo magnifico edificio il mio desiderio di fare qualcosa per il pubblico e la mia città sarebbe rimasto in sospeso ancora per un po'. Mi piace definire il Torrione come un “acceleratore di sogni”. Così è stato per me, così sarà per gli artisti che in questo luogo esporranno e, soprattutto, per le persone che lo visiteranno.

Qual è stato il lavoro svolto sul Torrione?
Metterlo in sicurezza, rifare gli impianti termici, elettrici, di videosorveglianza, di pannellatura e di illuminazione. Questi sono i più importanti lavori svolti.

Qual è stato l'investimento?
Stiamo ancora concludendo. A fine anno rilasceremo le prime cifre.

Qual è l'accordo con il Comune?
La Fondazione potrà usarlo in comodato per 30 anni e si occuperà dei costi generali e specifici legati alle mostre.

Come ha reagito alle critiche interne al Pd riguardo all'operazione?
Guardi! La diversità è un valore. Questo progetto riguarda tutti i cittadini, i liberi pensatori, le persone di buona volontà. Questo progetto nasce anche per i pochi che si sono opposti per le loro ragioni. Sono sicuro che capiranno e apprezzeranno il lavoro svolto. Dalle critiche si può solo crescere nel rispetto dei valori che stanno al di sopra di tutti.

Da quanto tempo colleziona arte?
Da 12 anni.

Quante opere ha in collezione?
Qualche centinaio.

Perché ha cominciato e come si è sviluppata la sua passione?
Per definire meglio il mio essere nel mondo, migliorare l'ambiente in cui vivo, aiutare i giovani artisti emergenti a sviluppare il loro talento.

Qual è la linea della sua collezione?
Per prima cosa c'è la pittura. Mi interessa il modo in cui l'artista riesce a rappresentare l'essere umano e le sue attività in tutte le accezioni. Ma non vorrei che questa dichiarazione desse luogo a fraintendimenti o limitazioni concettuali. Oltre alla pittura colleziono anche installazioni, in particolar modo quelle che riescono a catturare la mia attenzione con la poetica di un gesto, o che mi parlano dei limiti dell'uomo nello spazio fisico e temporale in cui si muove. Da collezionista, per me è importante il momento di incontro e di confronto con gli artisti e il loro esprimersi nella contemporaneità.

Quali sono alcuni degli artisti in collezione?
Nina Canell, Mike Nelson, Markus Schinwald, Nicola Samorì, Luca Bertolo, Matthias Weischer, Jonathan Meese, Justin Mortimer, Daniel Pitin.

Quali artisti segue con interesse in questo momento?
In realtà continuo a seguire quasi tutti gli artisti che colleziono.

Dove acquista?
Da gallerie quasi sempre e raramente dagli artisti se la galleria non è presente.

Quali gallerie segue?
EIGEN+ART, Sies + Höke, Giò Marconi, Franco Noero e altre.

In quale price range acquista solitamente?
Sotto i 30mila euro per la maggior parte delle opere.

Per lei l'arte è anche un investimento?
Sì, nel senso culturale del termine. Non ho mai venduto un lavoro.

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