Innovazione

Il totem col semaforo che legge la validità del green pass

di Ubaldo Cordellini

 Gpi venderà il totem a squadre di calcio di serie A, enti pubblici e scuole

3' di lettura

Quando la necessità (del green pass) aguzza l’ingegno. Avviene alla Gpi spa, colosso nel campo del software nel settore sanità e nella gestione dei servizi di prenotazione delle prestazioni mediche, presente in 15 regioni italiane.
In piena estate, quando il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato l’idea di rendere obbligatorio il green pass per l’accesso a bar, ristoranti e mezzi di trasporto pubblico a lunga percorrenza, a Trento, sede del quartier generale della Gpi, Sergio Manzana, responsabile dell’area strategica del gruppo, ha avuto l’idea insieme ad alcuni suoi collaboratori: creare sistema che potesse “leggere” il green pass eliminando in un sol colpo ritardi, lungaggini, furbi e contestazioni. Ecco così che è nato un totem con semaforo, come quelli che si trovano agli incroci delle strade, in grado di dire in un attimo se una persona può accedere a una sala d’aspetto di un ospedale, ma anche salire in un treno, entrare in fabbrica o andare allo stadio.
La Gpi in Italia è stata la prima a produrre in serie queste apparecchiature che si appresta a vendere a squadre di calcio di serie A, enti pubblici e scuole e anche alle società di gestione di aeroporti e stazioni. Per ora i numeri sono bassi, appena 250 esemplari, ma sono destinati a crescere, anche se per l'azienda trentina, che conta 6 mila dipendenti e circa 270 milioni di fatturato, quello dei totem per green pass è solo una nicchia, un settore in cui essere presenti più per cercare di essere utili alla collettività che per fare profitto. Spiega Manzana: «Un esemplare del totem, che dentro ha un piccolo computer, viene venduto a 745 euro. Considerando i costi di produzione si capisce subito che i margini sono risicati. Diciamo che questo vuole essere il nostro contributo alla società per arrivare a uscire il prima possibile da questa situazione. La ripresa infatti ci sarà solo quando tutti potranno muoversi liberamente anche grazie al vaccino».
Ecco quindi l’uovo di Colombo, la possibilità di controllare in maniera veloce gli accessi a strutture grandi e complesse grazie a una macchina che in una frazione di secondo verifica se le persone hanno il green pass, senza che ci debba essere un controllore. Una macchina che può essere installata in scuole, università e anche in strutture più piccole come bar e ristoranti. La Protezione Civile trentina ne ha già ordinati molti in vista del ritorno sui banchi: «Tutto è nato in piena estate quando la Provincia Autonoma di Trento ha chiesto al governo di poter utilizzare il totem, di cui allora esisteva un solo esemplare, per le scuole e le altre strutture pubbliche. Quando da Roma è arrivato il sì, abbiamo ordinato il materiale per partire con la produzione su scala più vasta. Era il 2 agosto. Adesso ce lo hanno ordinato la Protezione civile del Trentino, ospedali ed enti pubblici in Alto Adige, Veneto, Molise, a Roma, al Ministero dell’Economia e a quello della Salute, e anche molti privati in giro per l’Italia. Ci sono contatti già avviati con lo Juventus Stadium e puntiamo anche a grandi fabbriche e alle banche, oltre che a stazioni ed aeroporti. Siamo stati veloci a produrlo perché noi siamo già attivi nel settore dell’accoglienza e della gestione delle code. Così abbiamo adattato i totem che già producevamo togliendo quello che non serviva e aggiungendo un lettore ottico di Qr code molto veloce e preciso. Questo permette al nostro totem di gestire l’afflusso di migliaia di persone in poco tempo».
Il totem funziona anche in assenza di wifi: «Il nostro apparecchio non ha bisogno del collegamento internet perché legge tutte le informazioni che sono già presenti sul Qr code - continua Manzana - Il computer che c’è nella macchina le decifra in meno di un secondo, molto più velocemente di una app sul telefonino. Le informazioni, in ossequio alle regole sulla privacy, non vengono conservate, ma vengono cancellate immediatamente. E il costo è contenuto, circa un terzo di un’ammenda». L’obiettivo non è, comunque, quello di fare grandi numeri, ma di consolidare la presenza in un settore strategico per l’azienda: «Finora abbiamo consegnato qualche centinaio di totem e abbiamo contatti per venderne qualche migliaio. Per noi è un modo per dare una mano e per riaffermare la nostra alta capacità tecnologica. Facciamo ricerca e sviluppo di alto livello e vogliamo metterla al servizio di tutti in un momento in cui ce n’è un forte bisogno», conclude Manzana.

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