ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùcinema

«Il traditore» di Bellocchio candidato italiano all’Oscar

La Commissione di Selezione istituita dall’Anica ha selezionato il film interpretato da Pier Francesco Favino sulla parabola del pentito Buscetta per rappresentare l’Italia agli Academy Awards. A gennaio si saprà se correrà per il premio

di Cristina Battocletti


Il traditore

2' di lettura

Il Traditore di Marco Bellocchio è il candidato italiano nella corsa all’Oscar. La Commissione di Selezione per il film italiano istituita dall’Anica lo
scorso giugno, su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, riunita davanti a un notaio e composta da Roberto Andò, Laura Bispuri, Stefano Della Casa, Daniel Frigo, Gianni Quaranta, Mario Turetta, Alessandro Usai, Anne-Sophie Vanhollebeke e Alessandra Vitali, ha votato l’opera di Bellocchio.
L’annuncio delle nomination è previsto per il 13 gennaio 2020, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica febbraio 2020. Il film, prodotto da Ibc Movie - Kavac Film con Rai Cinema nel quale Pier Francesco Favino interpreta Tommaso Buscetta, ha già partecipato, in concorso, all’ultima edizione del Festival di Cannes.

GUARDA IL VIDEO. «Il Traditore» di Bellocchio

Il pentimento
La storia inizia con l’esponente di Cosa Nostra, seguito in Brasile dai «corleonesi» di Riina, e attraversa le fasi della sua vita, il passaggio a collaboratore di giustizia, il rapporto con Falcone e la testimonianza al maxiprocesso che mise sotto accusa l’organizzazione mafiosa siciliana, per crimini di mafia, tra cui omicidio, traffico di stupefacenti, estorsione, associazione mafiosa.

“Il traditore” di Marco Bellocchio su Tommaso Buscetta in gara a Cannes

“Il traditore” di Marco Bellocchio su Tommaso Buscetta in gara a Cannes

Photogallery29 foto

Visualizza

Boss dei due mondi
Buscetta, detto anche «Boss dei due mondi», morì in America di malattia 19 anni fa. Marco Bellocchio ha dichiarato che a spingerlo a girare la pellicola è stato il concetto di tradimento e delle sue sfaccettature, coinvolgendo nel ragionamento anche le azioni di Totò Riina e i Corleonesi, che sarebbero stati a loro volta traditori dei principi sacri di Cosa Nostra. Bellocchio ha da sempre nel dna del suo cinema l’impegno sociale, partendo dal film d’esordio I pugni in tasca, che allora ruppe i crismi del mondo borghese anticipando una nouvelle vague italiana, assieme all’amico e sfidante di sempre Bernardo Bertolucci, tre anni prima delle rivolte del 1968.

La parabola di Bellocchio
In Buongiorno, notte del 2003 aveva portato sugli schermi il rapimento del segretario della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, da partedelle Brigate Rosse nel 1978. In Fai bei sogni (2016) ha affrontato la vicenda dell’eutanasia di Eluana Englaro. Ne Il traditore, come in Buongiorno, notte Bellocchio porta la macchina da presa sulla cronaca, ma soprattutto sull'aspetto psicologico di Buscetta. Il regista piacentino nel 1967 si è aggiudicato per La Cina è vicina il Leone d’argento a Venezia, dove nel 2011 gli è stato conferito il Leone d’oro alla Carriera. Nel 1991 ha vinto l’Orso d’argento per La condanna.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...