Interventi

Il trasporto pubblico locale tra investimenti e digitalizzazione

di Angelo Costa

4' di lettura

Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, ha recentemente trasmesso al Parlamento la relazione definitiva della Commissione di studio sul trasporto pubblico locale, presieduta dal professore Bernardo Mattarella. Il documento recepisce le osservazioni e i contributi di numerosi soggetti istituzionali, dai rappresentanti del Ministero fino alle Regioni e ai Comuni e dei principali esperti della materia nel mondo accademico. Una pluralità di voci che ha portato all'elaborazione di un documento finale di sintesi delle diverse posizioni in campo.
L'esame del contesto ha offerto, in primis, una serie di conferme sullo stato in cui versa il settore in Italia: la quota di mobilità coperta dal trasporto pubblico è ancora troppo contenuta, sicuramente più bassa di altri paesi europei, anche per effetto di un tasso di motorizzazione (663 auto per 1.000 abitanti) molto elevato, che ci posiziona come il secondo paese in Europa dopo il ricco Lussemburgo.
Il settore del trasporto pubblico in Italia presenta una certa frammentazione tra gli operatori (oltre 930), in uno scenario di settore tendenzialmente statico che non pare cogliere alcuni trend evolutivi in atto. Gli investimenti sono insufficienti a dotare il sistema di una infrastruttura, in particolare per quanto riguarda le flotte, in linea con gli standard medi registrati in Europa. A tutto ciò non contribuisce positivamente un quadro normativo troppo articolato nella sua governance e con un impiego di risorse insufficienti e distribuite sul territorio in maniera poco efficace.
Il documento non si limita però a una mera conferma delle criticità del settore, ma introduce una serie di riflessioni ricche di nuovi spunti focalizzandosi, in primis, sul tema delle risorse disponibili. L'elemento di maggiore novità riguarda la convergenza di vedute tra politica e industria rispetto a una necessaria revisione dei meccanismi di redistribuzione e allocazione delle risorse statali. Non è più un pensiero sostenuto da interessi di parte (industriale), ma la Commissione Mattarella ribadisce come una revisione delle risorse destinate al settore sia un atto necessario nell'interesse della collettività. Sotto questo profilo la Commissione conferma il valore aggiunto generato dal comparto in termini sociali, aldilà della pura attività di trasporto dei passeggeri. È indubbio che in questo contesto il PNRR offra un'occasione irripetibile: non si tratta solo di mezzi finanziari per nuovi investimenti verso una transizione energetica e una concreta decarbonizzazione, ma uno degli obiettivi chiave del PNRR, riportato nella stessa relazione Mattarella, è l'aumento della quota modale dall'auto privata verso il trasporto pubblico del 10%. Si tratta di un incremento quasi incredibile che apre la strada, non solo a un rinnovamento della flotta, ma anche a un consistente incremento della quota di servizi resi.
Il Ministro Giovannini, in alcuni interventi delle ultime settimane, ha enfatizzato molto l'attenzione proprio sul tema delle risorse come fattore abilitante per un rinnovamento di settore.
La relazione apre quindi lo spazio a una serie di proposte, partendo proprio dall'idea che sia necessario un superamento del criterio storico di ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti. Oltre a individuare nuove chiavi di ripartizione e a prevedere l'introduzione di meccanismi più incisivi di premialità legata alla qualità del servizio reso, viene ribadito come la transizione energetica e la digitalizzazione richiedano risorse aggiuntive rispetto al mero rinnovamento delle infrastrutture esistenti. Non possiamo ragionare in una logica puramente inerziale. Non ci può essere un'evoluzione del comparto senza dedicarvi una quota più consistente del budget pubblico e senza una maggiore articolazione del sistema tariffario che consenta di introdurre meccanismi innovativi.
Viene auspicata dalla Commissione una crescente concorrenza tra operatori nell'erogazione dei servizi per un miglioramento del livello di servizio offerto. Questo messaggio risulta peraltro un po' in contraddizione in alcuni passaggi dove gli effetti degli affidamenti in house vengono equiparati a quelli derivanti dagli affidamenti frutto di un processo di liberalizzazione. Su questo punto sarebbe stata preferibile una maggior scelta di campo in favore della libera concorrenza.
Chiarito il tema delle risorse e della concorrenza, che costituisce inevitabilmente il presupposto fondamentale di un rinnovamento del settore, la Relazione si sposta su alcuni temi chiave. Mi preme qui soffermarmi sul tema del MaaS (Mobility as a Service), perché racchiude in sé aspetti di carattere tecnologico, di innovazione digitale, insieme a questioni di carattere normativo e regolatorio.
Per MaaS si intende un nuovo modo di concepire il trasporto, basato non più sul possesso del mezzo, ma sulla condivisione di più mezzi da utilizzare al fine di ottimizzare il proprio percorso e soddisfare le singole esigenze di mobilità. In base al tragitto, un soggetto può scegliere, attraverso un'applicazione, se spostarsi in auto, autobus, treno, scooter, tram, monopattino e così via, grazie all'unione di operatori privati e pubblici.
Lo sviluppo dei sistemi di MaaS è certamente un tassello fondamentale per il futuro del settore e la Relazione introduce due possibili visioni di sistema, una più “dirigista” che prevede l'adozione di una piattaforma pubblica messa a disposizione di tutti gli operatori, l'altra più di “indirizzo” attraverso la definizione a livello centrale degli standard di interoperabilità che debbano poi essere adottati dagli operatori nell'impostazione di un MaaS.
Ritengo che questa seconda soluzione sia preferibile perché da un lato si pone un obiettivo un po' meno complesso da raggiungere sul piano tecnico, dall'altra concede agli operatori una maggiore “creatività” nella definizione delle possibili soluzioni proposte. Su questo punto mi preme inoltre sottolineare come il tema MaaS si intrecci necessariamente con il governo del territorio, il successo di un'iniziativa non risiede unicamente nella miglior soluzione digitale da adottare ma è un connubio tra digitalizzazione dei servizi e pianificazione territoriale. Inoltre, questa seconda strada costituisce il presupposto per un confronto concorrenziale tra soluzioni differenti.
La Relazione Mattarella ha quindi aperto la strada a un interessante confronto sul futuro di questo settore, con un approccio nuovo soprattutto in termini di “posizionamento”. Possiamo ritenere che l'emergenza dovuta al Covid, oltre agli effetti negativi e strutturali sul business, abbia fatto emergere i diversi impatti positivi che un efficiente sistema di trasporto pubblico locale può trasmettere alla collettività.

Angelo Costa, AD Arriva Italia

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