Ulassai

Il tribunale a favore della nipote di Lai rende incerto il futuro della Fondazione

Rigettato il ricorso presentato dalla Stazione dell'Arte contro l'ordinanza emessa a favore della Pisu. Il sindaco cauto, si attende l'esito del procedimento dichiarativo

di Giuditta Giardini

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Museo Stazione dell'Arte di Ulassai

3' di lettura

Il 27 marzo 2021, la sezione specializzata del Tribunale Civile di Cagliari ha rigettato il ricorso presentato dalla Fondazione Stazione dell'Arte di Ulassai contro l'ordinanza emessa a favore della nipote dell'artista Maria Lai, la professoressa Maria Sofia Pisu, assistita dagli avvocati Stefano Astorri, Maurizio Mandel e Giancarlo Mereu. La questione era sorta quando la Fondazione Stazione dell'Arte di Ulassai si era inserita su alcune iniziative dedicate a Maria Lai, autorizzate dall' A rchivio Maria Lai di cui è titolare la nipote Maria Sofia Pisu, facendo valere i diritti di utilizzazione economica sulle opere donate dall'artista alla Fondazione Stazione dell'Arte, circa 150.
La richiesta di inibitoria della Pisu è stata accolta dal giudice Bruno Malagoli con ordinanza del 19 gennaio 2021. Lo stesso giudice oggi ha rigettato il ricorso contro l'ordinanza. Nelle motivazioni si legge che: “in base al principio giuridico stabilito dagli artt. 109 e 110 della Legge sul Diritto d'Autore, la cessione di un'opera d'arte non implica anche il trasferimento del diritto di Autore sulla stessa, a meno che non vi sia un patto scritto in tal senso”.

I diritti d’autore

A chi spettino i diritti non è ancora deciso, pende dinanzi alla medesima sezione il procedimento dichiarativo per la definizione della proprietà dei diritti patrimoniali d'autore sulle opere di Maria Lai. Ad oggi, secondo il Tribunale Civile di Cagliari, la proprietà dell'opera della Stazione dell'arte istituita nel 2004 dalla stessa Maria Lai insieme al Comune di Ulassai non comporterebbe automaticamente la titolarità dei diritti di sfruttamento economico dell'opera che restano in capo all'artista e ai suoi eredi. Gianluigi Serra, sindaco di Ulassai e presidente della Fondazione Stazione dell'Arte interrogato sul futuro della Stazione dell'Arte di Ulassai lo definisce «abbastanza nebuloso». È cauto Serra: «aspettiamo di vedere l'esito della processo, in cui non ci siamo costituiti, ma lo faremo, la prima udienza è a giugno». È dell'avviso che il futuro della Fondazione Stazione dell'Arte sia già segnato a meno che non interverranno accordi con la controparte: «le motivazioni in supporto del rigetto dell'ordinanza sono fin troppo chiare, le accetto, ma non le condivido». «A volte, come in questo caso, il diritto non tiene conto delle vicende umane» chiosa il sindaco di Ulassai. La donazione e lo Statuto della Fondazione redatto da una Maria Lai, nel pieno delle sue forze e capacità creativa, doveva essere interpretato tenendo conto anche della volontà dell'artista, secondo il presidente.

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Lo sforzo di Ulassai

I cittadini si stringono attorno al sindaco e alla Stazione dell'Arte. «La città è compatta nella nostra direzione» dichiara Serra. «L'erede della Lai vede nell'attività della Fondazione un danno, un ostacolo alle sue attività, ma noi abbiamo sempre ritenuto di avere l'eredità artistica e abbiamo agito di conseguenza accrescendo il valore dell'artista promuovendo mostre al MAXXI , agli Uffizi e a Parigi, all'Istituto Italiano di Cultura ». Il piccolo comune in provincia di Nuoro ha già investito 2,5 milioni di euro nella promozione delle opere di Maria Lai. «Sono cifre mastodontiche per un paese di 1.400 abitanti, non sono tanti i piccoli comuni pronti a fare un investimento del genere» spiega il sindaco di Ulassai e poi «certo la promozione sarà portata avanti con tutte le difficoltà del caso. Daremo spazio anche ad altri artisti contemporanei, come voleva Maria Lai». La sentenza rischia di vanificare tutti gli sforzi del pubblico a profitto del privato.

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