Casualwear

Il tris di Wp a Firenze con i brand B.D. Baggies, Baracuta e Barbour

Dagli Usa all’Italia

di Giulia Crivelli

2' di lettura

C’è vita dopo Woolrich. Molta vita: con la cessione, nel 2018, del celeberrimo brand americano di outerwear al gruppo giapponese Goldwin, “Wp Lavori in corso” ha potuto concentrarsi sugli altri marchi del suo portafoglio, alcuni di proprietà, altri in distribuzione per il mercato italiano e non solo. Come dimostra la partecipazione a Pitti, dove Wp, presenza fissa della fiera da molto tempo, porta per questa edizione tre marchi: B.D. Baggies (camicie), Barbour e Baracuta, specializzato in casualwear. A fondare Wp furono, nel 1982, Giovanni Calori e sua figlia Cristina, con l’idea di portare in Italia marchi famosi e affermati nel mondo, specie in quello anglosassone, ma pressoché sconosciuti da noi. Il nome fu scelto come acronimo di Work in progress, ovvero, in italiano, lavori in corso, da cui il nome completo, che negli anni è stato per comodità abbreviato in Wp Lavori.

«La pandemia ha stravolto la vita di tutti, persone e aziende, lo sappiamo e ognuno ha dovuto reagire, per sopravvivere o comunque guardare oltre questa crisi oggettivamente imprevedibile – spiega Luigi Bucci, brand manager di Baracuta e del portafoglio di Wp –. Noi per fortuna non abbiamo dovuto stravolgere i piani di medio e lungo periodo, che erano già stati messi a punto, sia per i marchi di proprietà sia per quelli che distribuiamo in licenza. Abbiamo solo accelerato su tutto e in fondo è stato un bene e ci ha resi più forti e sicuri delle strategie che avevamo delineato ben prima del Covid».

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I brand di proprietà sono Baracuta e B.D. Baggies, quelli in distribuzione Barbour e Blundstone. Poi c’è Avon Celli, brand di maglieria nato nel 1922 a Milano, che Cristina Calori, oggi presidente di Wp, ha deciso di rilanciare con la collezione primavera-estate 2022, nell’anno del centenario. «È quello che potremmo definire un marchio dormiente, che aspettava solo di essere risvegliato, per ritrovare chi già lo conosceva e per conquistare nuovi clienti – spiega Luigi Bucci –. A differenza di quello che abbiamo fatto in passato, con Avon Celli puntiamo su un’eccellenza italiana, usando il know how distributivo che abbiamo costruito in 40 anni».

Nell’anno e mezzo di pandemia Wp ha ovviamente sfruttato il digitale B2C (Baracuta vende già da tre anni online) e B2B, potenziando lo showroom virtuale, essenziale per mercati diventati fisicamente inaccessibili, come la Cina. «Non trascureremo però il retail fisico, anzi. I negozi a insegna Wp sono stati pionieri: ognuno ha la sua personalità, quello di Milano è diverso da quello di Bologna, ad esempio, negli arredi o nella distribuzione degli spazi – conclude Luigi Bucci –. L’atmosfera accogliente li fa però assomigliare tutti più ad ambienti familiari che a negozi e non è un caso se al termine di ogni lockdown i clienti siano subito tornati. A breve lanceremo un nuovo sito e l’obiettivo è trasmettere emozioni, quindi ci sarà molto spazio per contenuti extra, ben oltre la possibilità di comprare online».

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