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Il turismo recupera, Como e Cremona in testa

Rispetto allo scorso anno per le due province viene stimatauna crescita del 40%: seguono Sondrio, Bergamo, Milano e Monza-Brianza

di Sara Monaci

Pre Covid. Le presenze turistiche previste superano quelle del 2019 in 4 province su 12: Como e Cremona hanno una previsione maggiore del 30% rispetto al 2019

3' di lettura

Se il 2021 è stato ancora incerto per il turismo regionale, il 2022 vedrà un netto recupero. Nel complesso, se anche non siamo ancora ai livelli pre Covid, ci manca poco. In alcuni territori, come Como e Cremona, addirittura le aspettative sono migliori del 2019. E tuttavia, Sondrio e la Brianza sono ancora lontani ai risultati di due anni fa.

La crescita

I dati, per ora ufficiosi, dello studio realizzato dalla società di ricerca Polis, su richiesta della Regione Lombardia, indicano un chiaro miglioramento soprattutto guardando all’estate appena cominciata. Nel complesso nel 2022 ci si aspetta una crescita delle presenze del 30% rispetto al 2021, mentre per quanto riguarda l’estate, il confronto con lo stesso periodo del 2021 indica un’aspettativa del 12% in più.

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Le previsioni più favorevoli sono per i territori di Sondrio, Como e Cremona, dove ci si aspetta una crescita del 40% rispetto al 2021 delle presenze. Seguono i territori di Milano, Bergamo e Monza-Brianza, con una previsione del tasso di incremento tra il 20 e il 40 percento.

Va sottolineato che a Milano già il periodo invernale aveva dato segnali positivi inattesi, con 1,5 milioni di turisti arrivati nei primi tre mesi dell’anno, e con un’impennata da registrare: se ancora gli arrivi, nei primi tre mesi dell’anno, rappresentavano il 45% del 2019, è anche vero che l’aumento tra gennaio e marzo è stato del 90% sul 2021.

Per tutti gli altri territori, con l’eccezione di Varese, si ipotizza una crescita moderata inferiore al 20%.

Il confronto con la pre Covid

L’analisi delle stime previsionali per il 2022 rispetto al 2019 evidenzia una ripresa a macchia di leopardo.

Le presenze turistiche previste per il 2022 superano quelle del 2019 in 4 province su 12: Como e Cremona hanno una previsione addirittura maggiore del 30% rispetto al 2019, Monza-Brianza e Sondrio miglioreranno ma con un andamento inferiore al 30% al periodo pre Covid.

Per i rimanenti territori le previsioni di crescita sono ancora inferiori ai flussi del 2019. Si evidenzia però che per i territori di Brescia e Lecco la flessione rispetto al 2019 è leggera e contenuta, nell’ordine del 3%, auspicando un ritorno ai valori 2019 già ne 2023.

La ripresa rispetto al 2019 è in corso, ma più lenta, per i territori di Milano, Lodi e Varese, per i quali le presenze turistiche attese per l’estate sono ancora inferiori del 30%.

«I numeri confermano che la Lombardia è percepita come la meta per la ripartenza. Una regione che attrae visitatori grazie alle sue eccellenze: arte, storia, cultura, tradizioni, natura incontaminata e itinerari enogastronomici - dice l’assessore regionale al Turismo e al marketing territoriale Lara Magoni - La Lombardia è in grado di offrire un turismo a 360 gradi. Qui si registra la passione e la resistenza di professionisti ed operatori economici, capaci di offrire competenza, strutture e servizi all’avanguardia»

Il fronte degli albergatori

La voce più interessante, e in parte discordante con la ricerca, è quella degli albergatori di Milano, che sottolineano come si stia raggiungendo già una buona occupazione delle camere, il che fa ben sperare per l’intera estate. Le prenotazioni registrano un andamento che si avvicina a quello del 2019, cioè intorno al 65% (nel mese di luglio). Inoltre fino a metà ottobre siamo al 30%, ovvero il 2-3% in più rispetto del 2019, «ma potrebbe esser influenzato dal weekend del Gran premio di Monza, il 10 settembre - dice Maurizio Naro, presidente Apam (gli albergatori aderenti a Confcommercio) - Comunque va registrato che erano calati negli ultimi anni gli spettatori dell’evento. Il fatto che le ricerche registrino su Milano un trend di ripresa più lento dipende dal fatto che l’inizio dell’anno è stato più difficile, ma ora sta migliorando».

Si registra una nuova tendenza: le prenotazioni arrivano sempre di più all’ultimo momento. Si fanno meno trasferte per lavoro, si fanno meno congressi, ma le aziende che hanno reti di fornitori e clienti sono tornate a muoversi. Il turismo puro è cresciuto, tanto da compensare quello professionale. I turisti arrivano da tutta Europa, in particolare dalla Francia, e non solo nel weekend, ma anche durante la settimana. «Per il prossimo autunno periamo che non torni un’ondata di pandemia, perché settembre è il mese migliore per il settore alberghiero», conclude Naro.

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