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Il turismo resta il petrolio d’Italia: «Oltre 40 miliardi nel 2019, ora diversificare»

Oltre al consolidamento del turismo tradizionale - grandi città d’arte e balneare - l’idea è quella di puntare sugli altri “turismi”. Dai piccoli centri al turismo slow e culturale, con un occhio in più per i turisti cinesi

di Marzio Bartoloni

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(ANSA)

Oltre al consolidamento del turismo tradizionale - grandi città d’arte e balneare - l’idea è quella di puntare sugli altri “turismi”. Dai piccoli centri al turismo slow e culturale, con un occhio in più per i turisti cinesi


3' di lettura

Sono oltre 360 milioni le notti trascorse dai turisti stranieri in Italia fino a ottobre 2019. Un numero in crescita del 4,4% che ha portato la spesa dei viaggiatori internazionali a 40 miliardi (+6%). Cifra che fa ben sperare sul fatto che si supererà abbondantemente il 2018 quando si raggiunsero i 41 miliardi. Il turismo resta per l’Italia una miniera d’oro che però secondo il ministero dei Beni culturali e del Turismo e l’Enit, l’Agenzia di promozione, va sfruttata molto meglio. Da qui le strategie 2020.

Obiettivo diversificazione
Per quest’anno la parola d’ordine è diversificare. Oltre al consolidamento del turismo tradizionale - grandi città d’arte e balneare - l’idea è quella di puntare sugli altri “turismi”. Dalla valorizzazione dei centri medio-piccoli - «metà dei 55 siti Unesco italiani è in comuni sotto i 5mila abitanti» ricorda Giorgio Palmucci presidente Enit - al turismo di montagna e quello «active» come il cicloturismo tanto caro ai nordici fino alla promozione del turismo slow e culturale: quest’anno si festeggiano tra l’altro i 500 anni di Raffaello, i 100 anni di Fellini e i 200 anni del gastronomo Artusi. Senza dimenticare il prezioso turismo congressuale sul quale Enit vuole scommettere (il 30% degli eventi del 2020 sarà dedicato proprio a questo fronte). Il 2020 infine è l’anno della cultura e del turismo Italia-Cina e le aspettative sull’arrivo dei cinesi sono molto alte.

Il turismo vale il 13% del Pil
«Abbiamo voluto imprimere una nuova centralità al turismo italiano che rappresenta un asset economico primario per l’Italia pari non solo al 13% del Pil ma anche a 4,2 milioni di occupati in questo settore, dato per cui siamo leader in Europa», ha spiegato la sottosegretaria al Turismo del Mibatc Lorenza Bonaccorsi alla presentazione del piano annuale del turismo con l’Enit. «Anche i primi dati sul saldo dei flussi turistici nel 2019 - spiega - descrivono un anno molto favorevole: la spesa del turismo internazionale cresce del 6,6% e c'è un aumento del pernottamenti del +4,4 %. Un incremento rilevato anche dai dati sugli arrivi aeroportuali che chiudono i primi 11 mesi 2019 con un +4% di passeggeri totali, che sale a +5,8 per cento su quelli internazionali». Per la sottosegretaria è però cruciale che si lavori tutti in sinergia remando nella stessa direzione: «Con le Regioni e con l’Enit». Bonaccorsi ha infine spiegato che sull’introduzione del codice unico per gli affitti sulle piattaforme on line (come Airbnb) - un meccanismo per regolare meglio il fenomeno su cui ha lavorato il precedente Governo - «si andrà avanti, anche se la materia è molto complessa».

Nel 2020 previsto boom cinesi
Aumentano i turisti stranieri in Italia e il presidente dell’Enit Giorgio Palmucci durante la presentazione del piano annuale dell'agenzia del turismo fa il punto sulle diverse nazionalità dei viaggiatori. «Tra i turisti
che visitano di più l'Italia - spiega - ci sono come al solito i Paesi di lingua tedesca, Germania, Austria e Svizzera che rappresentano il 25% dei turisti internazionali. Ma è salito ancora il numero dei turisti dalla Russia, dagli Usa, dal Canada e dalla Cina. Nel 2020 ci aspettiamo una crescita ancora maggiore di questi ultimi, dato che è l'anno della cultura Italia-Cina e grazie anche all’aumento dei voli che è stato annunciato proprio ieri tra i nostri Paese». «Inoltre - conclude Palmucci - vi annuncio anche l’apertura di tre nuove sedi Enit: a Guangzhou (in Cina appunto), a Miami e ovviamente a Dubai in vista del Expo 2020». Sono 480 le iniziative già previste per il 2020 dalle sedi estere di Enit di cui circa il 20 per cento orientate anche alla valorizzazione della meeting industry. Enit ha destinato il 22,7 per cento ad iniziative sui nuovi target del lusso. Si punta anche al turismo slow a cui sarà riservato il 34,8 per cento delle azioni Enit e al turismo active con il 26,7 per cento delle attività.

Per approfondire:
Turismo, in arrivo dall'estero 46 miliardi
Palmucci alla sfida Enit, 100 anni di storia e la reputazione da carrozzone

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