Le leve per la ripresa

Il turismo riparte ma ora serve spingere su digitale, servizi e infrastrutture

A masseria “Li Reni” a Manduria, nel Tarantino, il primo evento “Forum in masseria” voluto e condotto da Bruno Vespa con tema innovazione e turismo.

di Domenico Palmiotti

(LaPresse)

5' di lettura

Il turismo mette le ali all'Italia e spinge la ripartenza del Paese dopo i terribili mesi del Covid. Il primo evento “Forum in masseria” voluto e condotto da Bruno Vespa a masseria “Li Reni” a Manduria, nel Tarantino, su questo mette d'accordo un parterre ampio che va dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ai ministri Massimo Garavaglia (Turismo) e Mara Carfagna (Sud), dagli amministratori delegati di Mediocredito centrale, Bernardo Mattarella, e Leonardo, Alessandro Profumo, alla presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza. Il tema scelto è innovazione e turismo. Un'abbinata non casuale perché in essa si vedono due importanti leve per la ripresa.

Bonomi: cresceremo più del 5%

E che ripresa sarà dopo la pandemia, ci crede il presidente Bonomi quando afferma che nel 2021 avremo una crescita «superiore a quello che è stato dichiarato. Credo che sfonderemo il 5%. Sono molto ottimista in questo momento. Le condizioni ci sono tutte se sapremo sfruttarle bene». «È una buona stagione, avremo una ripartenza maggiore rispetto allo scorso anno. Cominciano a tornare gli stranieri, ma soprattutto non ci fermiamo a settembre perché ripartiamo per non fermarci più», sottolinea il ministro Garavaglia.

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Federturismo: attesi risultati tra 52 e 59% rispetto al 2019

Marina Lalli, presidente di Federturismo, colloca tra il 52 e il 59 per cento il “fatturato” atteso dal turismo nazionale nel 2021 rispetto al 2019. E lo spiega col fatto che più di cinque mesi buoni sono stati ormai persi e che giugno, tradizionalmente, non é un mese di grandi vacanze. In ogni caso, rileva Lalli, «c'é una ripartenza significativamente buona». «Abbiamo grande bisogno di avere ottimismo per la ripresa perché abbiamo sofferto tanto, nel turismo in particolare. Aspettiamo davvero questa rinascita», aggiunge. Sugli scudi, per Federturismo, ci sono per ora tutte le località di mare, con la Puglia messa benissimo, mentre le città d'arte soffrono ancora poiché, osserva Lalli, abbiamo «solo turisti italiani che viaggiano, significativamente meno gli stranieri, e gli italiani, per tradizione, non viaggiano d'estate nelle città d'arte». «Si notano i primi arrivi di turisti stranieri ma la ripresa vera l'avremo a settembre», chiosa sul punto Heinz Beck, chef stellato, nel parterre del forum di Vespa.

Emiliano: sì al riavvio ma con cautela

«Già l'anno scorso la Puglia è stata la regione che ha fatto il record turistico italiano - rammenta il governatore Michele Emiliano -. Noi stiamo lavorando per far riprendere il turismo negli spazi che la pandemia ci lascia. La tecnica che utilizziamo è sempre lo stop and go. Nulla è blindato, siamo vaccinati, però serve cautela, gestire la pandemia tenendo d'occhio la variante indiana, e promuovere il turismo con grande rispetto per le sofferenze che la gente ha patito. È certo però che la svolta è arrivata, c'é maggiore fiducia anche nell'organizzare eventi ed incontri». «C'é voluta purtroppo la pandemia per capire quale fosse il valore del turismo, quale impatto importante avesse per città come Firenze e Venezia, ma anche per orientare la classe di governo a promuovere la costituzione di un ministero per il turismo», commenta Rocco Forte, a capo di Rocco Forte Hotels. Eppure, aggiunge Forte, «come destinazione turistica l'Italia è la migliore del mondo».

Garavaglia: l'importanza del salto digitale

Bene gli scenari, bene le previsioni, ora, però, ci sono le cose da fare. «Abbiamo bisogno di far fare al nostro Paese un salto e il salto è legato al digitale», sostiene Garavaglia, delineando la svolta organizzativa sulla quale si punta per dare al turismo italiano più competitività e attrattività. Per Garavaglia, il ministero, tornato dopo molti anni, è già un passo avanti rispetto alla frammentazione delle competenze e degli interventi in materia tra Regioni e Stato. Adesso c'è anche la banca dati che fotografa unitariamente quale è l'offerta ricettiva nazionale mentre prima c'era solo per singole regioni, e in questo portale «una famiglia, quando va in un sito, piuttosto che in un albergo o in appartamento, si iscrive. Questo consente di tenere tutto tracciato». «E il dato tracciato ci permetterà di fare offerte mirate, di distribuire il flusso turistico durante l'anno, e anche meglio geograficamente, e di ridimensionare l'abusivismo», osserva Garavaglia che propone un'intesa ai grandi operatori.

I manager: digitalizzazione è valore aggiunto

E dagli operatori, proprio nel forum, arrivano i primi si. Secondo Alberto Yates, country manager Italy di Booking.com, «va molto bene perché consente di avere un codice unico nazionale per l'offerta turistica in Italia. È un valore aggiunto per la ricettività che ci consente di migliorare l'offerta». Mentre per Giorgia Abeltino, director public policy south Europe and director external relations Google, la banca dati unitaria permette «un'analisi predittiva dei flussi del turismo in Italia e di affinare la ricerca. Si può anche essere in grado di organizzare meglio l'offerta del turismo enogastronomico e culturale». A questo, aggiunge Abeltino, bisogna unire «un miglioramento delle competenze digitali degli operatori perchè oggi, con il turista autospendente, che si pianifica direttamente viaggio e vacanza online, bisogna offrirgli una proposta adeguata sul web e quindi essere digitali è molto importante». «Ma già la pandemia ha costituito un grande acceleratore per la trasformazione digitale dell'Italia. Oggi, nelle scelte degli amministratori delegati, la tecnologia ha un peso decisamente più importante di prima proprio perché la pandemia ha avuto l'effetto di accelerare alcune cose rispetto ad altri investimenti o a vedere gli altri che avrebbero fatto», afferma Walter Ruffinoni, amministratore delegato Ntt Data Italia ed Emea, azienda partner del forum di Vespa insieme a Comin & partners.

E di “tecnologie grande abilitatore” parla anche Mariangela Marseglia, country manager di Amazon per Italia e Spagna. Ma all'Italia, aggiunge, «manca la digitalizzazione delle persone. Siamo 25esimi su 28 Paesi in Europa per l'indice relativo alle competenze digitali. Questo sì spiega col fatto di un Paese anagraficamente vecchio e con meno nativi digitali».

Rocco Forte annuncia alberghi nelle città d'arte medio grandi

Digitalizzazione passo obbligato anche per il turismo. Ma serve pure migliorare l'offerta e Rocco Forte annuncia di voler creare alberghi da 50 posti in città d'arte di media grandezza come Verona e Pisa (Forte è già presente in Puglia, a Torre Maizza a Savelletri). E agire sulle infrastrutture. E qui se Carfagna e Garavaglia ricordano le azioni del Pnrr, Forte evidenzia che «Firenze non ha ancora un aeroporto per i voli intercontinentali. Sono anni e anni che si discute dell'allungamento della pista». Mentre in Puglia Vespa sottolinea che la sua masseria-resort di Manduria «non ha acqua potabile e le autobotti devono venire tutti i giorni», (Emiliano intravvede una via d'uscita nell'acquedotto rurale).

Ma non si trovano stagionali

Nell'immediato, intanto, il turismo è a caccia di lavoratori stagionali. Che non si trovano, lamenta Heinz Beck, citando le difficoltà trovate in Sardegna, con i potenziali addetti che accettano solo se lo stipendio è in nero. Il reddito di cittadinanza disincentiva molto. «Quello che possiamo fare nell'immediato - sostiene Garavaglia - è estendere anche agli stagionali la decontribuzione che abbiamo già fatto per i lavoratori a tempo indeterminato, circa 800 milioni di euro, in modo che gli operatori, i ristoratori, gli albergatori, possano dare una busta paga più grande agli stagionali».

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