ma il divario resta ampio

Il turismo spinge l’economia della Calabria

di Nino Amadore


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3' di lettura

L’economia della Calabria cresce ma non decolla. In generale la ripresa ciclica che è in atto dal 2015 resta modesta e soprattutto insufficiente a colmare i divari economici rispetto al resto del Paese. Divari ancora ampi sia per quanto riguarda la produttività che il tasso di occupazione. Insomma una situazione ancora parecchio fragile. Lo certifica per l’ennesima volta la relazione della Banca d’Italia dedicata all’andamento dell’economia nella regione nel 2018. Una condizione che fa dire al presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca: «C’è bisogno di un cambio di passo a tutti i livelli di governo, favorendo gli investimenti in infrastrutture, una maggiore efficienza della pubblica amministrazione, una significativa attenzione al sistema produttivo. Si tratta di azioni volte a creare ricchezza e occupazione, occasioni di crescita per i giovani ed il territorio. Il passato non deve rappresentare più un alibi. C’è bisogno di agire».

La difficoltà di cogliere le opportunità di finanziamento

Una dichiarazione che coglie appieno la condizione di una regione cenerentola che non riesce a cogliere le opportunità. Come quelle che derivano dai fondi europei: «In base al monitoraggio della Ragioneria dello Stato - si legge nella relazione di Bankitalia - alla fine del 2018 il Programma operativo regionale 2014-2020 mostrava una percentuale di avanzamento finanziario in aumento rispetto all’anno precedente: su una dotazione complessiva di 2,4 miliardi, i pagamenti cumulati ammontavano al 9,1 per cento rispetto al 5,5 per cento di fine 2017». Un incremento ancora più evidente se misurato in termini di spesa certificata. Tuttavia, sottolineano gli esperti di Bankitalia, «il grado di attuazione finanziaria risulta inferiore alla media delle regioni”meno sviluppate” e a quella nazionale. Considerando la scomposizione per Obiettivi tematici il grado di avanzamento finanziario risulta ancora contenuto per tutte le tipologie di intervento». Al 31 dicembre 2018 i progetti cofinanziati dal Por erano 1.100 con un volume di risorse destinate alla realizzazione di lavori pubblici pari a due terzi del totale, un 15% delle risorse destinato a incentivi a favore delle imprese mentre il resto riguardava contributi ad altri soggetti oppure acquisti di beni e servizi.

Interessante la questione che riguarda gli incentivi alle imprese: «Nel 2018 - si legge nella relazione di Bankitalia - sono state concesse circa 10.000 agevolazioni a favore di soggetti privati per attività economiche svolte sul territorio calabrese. Di queste la parte predominante ha riguardato contributi che prevedono l’erogazione di somme di denaro per le quali non sussiste un obbligo di restituzione. L’importo complessivo delle agevolazioni concesse ammonta a 261 milioni, pari a circa l’1 per cento del valore aggiunto regionale, un dato superiore alla media italiana. La dimensione unitaria delle agevolazioni è risultata generalmente contenuta: circa il 90 per cento delle agevolazioni ha avuto un valore inferiore a 15.000 euro».

Ferma l’agricoltura, rallenta l’industria, cresce il turismo

Per quanto riguarda le imprese, il valore aggiunto dell’agricoltura è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2017 mentre la produzione dell’industria regionale è cresciuta ma in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Nelle costruzioni la congiuntura resta fiacca «frenata da un mercato immobiliare poco vivace e dai bassi livelli di investimento delle amministrazioni pubbliche». «Con riferimento alle infrastrutture finanziate in regione dalle politiche di coesione - si legge nel rapporto di Bankitalia - è possibile stimare l’avanzamento dei lavori rapportando il valore delle opere già realizzate con il costo totale previsto: alla fine del 2018, tale indicatore era pari al 26 e al 60 per cento per le opere finanziate, rispettivamente, coi fondi del ciclo 2014-2020 e quelli del ciclo 2007-2013». Va bene il turismo che ha registrato una ulteriore crescita : le presenze sono aumentate del 2,7% e l’andamento è stato particolarmente favorevole per i turisti stranieri la cui quota totale è salita al 23 per cento mentre in parallelo è cresciuta anche la spesa dei visitatori stranieri.

L’occupazione in crescita per il terzo anno consecutivo

Una crescita, quella del comparto turistico, che ha avuto ovviamente riflessi anche sull’occupazione aumentata per il terzo anno consecutivo: «L’aumento degli addetti si è concentrato nei mesi primaverili e estivi, anche per effetto della stagione turistica favorevole - si legge ancora nella relazione - la situazione è invece leggermente peggiorata nell’ultima parte dell’anno». Il tasso di disoccupazione resta al 21,6 per cento per l’aumento delle persone in cerca di impiego. Un ultimo dato: «Contrariamente a quanto registrato nel resto del Paese, l’occupazione è aumentata solo per gli individui in possesso di titoli di studio inferiori o pari al diploma, confermando la bassa capacità di assorbire i laureati da parte del sistema produttivo calabrese».

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