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Il vaccino aiuta le speranze di ripresa del trasporto aereo

Il 70% dei collegamenti europei ancora soggetto alle restrizioni ai voli. La capacità del settore rimarrà strutturalmente al di sotto ai livelli pre-Covid

di Mara Monti

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(AdobeStock)

Il 70% dei collegamenti europei ancora soggetto alle restrizioni ai voli. La capacità del settore rimarrà strutturalmente al di sotto ai livelli pre-Covid


3' di lettura

Dimenticare il 2020, ma anche il prossimo non sarà facile. Le previsioni per il settore del trasporto aereo non sono le più rosee e nonostante il vaccino in arrivo, il test rapidi che cominciano ad essere introdotti su alcune destinazioni, l’anno che verrà sarà ancora dominato dal segno meno per la maggior parte dei vettori. Nonostante qualche timido segnale di ripresa, prenotazioni, traffico, fatturato sono ancora pesantemente in rosso: a novembre, il traffico globale ha messo a segno -46% rispetto allo stesso periodo del 2019, -48% le prenotazioni e -64% il fatturato, secondo l’ultimo report di UBS. Nonostante i lockdown siano destinati ad allentarsi per le feste, le previsioni per il mese dicembre tornano a peggiorare con le prenotazioni a -70% rispetto allo scorso anno a causa delle restrizioni ai viaggi.

Il 70% delle rotte europee soggetto a restrizioni

Le restrizioni adottate dai paesi mettono a dura prova i passeggeri che devono raggiungere le famiglie per le feste: tra test e quarantene si rischia di compromettere il periodo festivo e raddoppiare il costo del biglietto. E così in tanti preferiscono non partire e passare le giornate del Natale su zoom. Le restrizioni ai voli adottate dai paesi per limitare la diffusione dei contagi sono ancora alte: UBS Evidence Lab Global Travel Restriction Monitor ha segnalato che a novembre su 247 paesi e 60mila rotte, l’83% dei collegamenti è soggetta a restrizioni leggermente in calo rispetto all’86% di ottobre. In Europa va un pò meglio, tuttavia il 70% delle rotte è ancora sottoposta a quarantena o a qualche forma di restrizione.

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Di fronte a questo scenario allarmante per il settore, le compagnie aeree e gli aeroporti chiedono ai governi europei e al Regno Unito di abolire immediatamente le quarantene a cui i passeggeri devono sottoporsi poiché i dati finora raccolti indicano che la diffusione del Covid a bordo degli aerei e negli aeroporti è irrilevante e comunque non sarebbe veivolo di contagio. Chiedono invece di adottare i test rapidi considerato uno strumento efficace per la sicurezza del passeggero e per la ripresa del traffico aereo anche negli aeroporti che finora hanno registrato l’89% in meno di passeggeri rispetto al 2019.

Compagnie aeree e aeroporti contro la quarantena

Ad oggi sono 102 gli aeroporti in Europa, che rappresentano il 47% del traffico passeggeri nel continente, ad avere introdotto test rapidi sotto la supervisione delle autorità sanitarie e aeronautiche competenti, come il recente corridoio tra Italia e Stati Uniti “Covid free”. «Test rapidi che utilizzano le ultime tecnologie disponibili possono aiutare a ripristinare la fiducia dei passeggeri e fare ripartire il trasporto aereo», ha affermato Thomas Reynaert, Managing Director, Airlines for Europe (A4E ).

LE COMPAGNIE AEREE IN BORSA
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Da recuperare non ci sono soltanto il traffico e le prenotazioni. I titoli in Borsa sono ancora lontani dai livelli del 2019, nonostante il recente rally a seguito della pubblicazione delle notizie sui test e sui vaccini: l'indice EU MSCI Airlines è ancora in calo del 35% da inizio anno. Fare previsioni non è facile in questo scenario, ma l’introduzione dei test rapidi potrebbe portare alla ripresa del settore in Europa: secondo l’outlook 2021 di Ubs, il traffico aereo è stimato in crescita del 58% rispetto al 2019.

Un settore destinato a cambiare strutturalmente

Per tornare ai livelli pre-covid ci vorranno più di due anni con il traffico per turismo più veloce nel recupero rispetto a quello business. Se le compagnie low cost potrebbero ritornare ai livello pre pandemia già nel 2022, per le leading companies condizionate dal traffico intercontinentale ancora chiuso ci vorrà più tempo e quell’appuntamento è destinato a non arrivare prima del 2024. Per quanto riguarda la capacità offerta da parte dei vettori, nell’anno in corso non si andrà oltre il 55% per scendere al 30% nel primo trimestre del 2021. Il settore, comunque, difficlmente tornerà ai livelli pre pandemia, è la conclusione del report di UBS, ma rimarrà strutturalmente con il 20% di capacità in meno.

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