sbagliando si impara

Il valore dei dati è un asset chiave nella digital trasformation

di Consuelo Sironi *

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(AP)


3' di lettura

Tra le parole che attengono al mondo del business una delle più usate (e abusate!) degli ultimi anni è sicuramente Digital Transformation. Troppo spesso si sentono aziende che parlano di processi di trasformazione e cambiamento radicali, senza avere però in mente obiettivi chiari e comprendere le reali necessità di business dell’azienda. Intorno al termine Digital Transformation c’è molta confusione: in molti casi le aziende ritengono che un percorso di trasformazione corrisponda all’inserimento di nuove tecnologie nella struttura aziendale e non si preoccupano di come questo cambiamento infrastrutturale possa impattare ed essere assorbito dalle persone che ci lavorano.

Prima di intraprendere un percorso di Digital Transformation è bene fermarsi e pensare innanzitutto che non tutto va bene per tutti e che non tutti i cambiamenti possono essere necessari. In ogni caso, un elemento fondamentale deve essere tenuto in considerazione da tutte le aziende: i dati. Nel panorama di business odierno i dati sono il nuovo asset su cui si fonda il valore di un’azienda e non solo di quelle nate su internet, appartenenti alla platform economy o le startup.

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Le aziende cosiddette incumbent (organizzazioni con un passato pressoché monopolista che oggi si trovano a competere con start up e nuovi modelli di business) hanno un potenziale altissimo per diventare aziende protagoniste della data driven economy perché possiedono l’asset fondamentale per farne parte e cioè i dati. Il punto cruciale diventa: come utilizzare questi dati e come farli diventare il tesoro che potenzialmente possono essere? I dati sono importanti perché portano con sé due caratteristiche fondamentali della trasformazione digitale: la velocità e la tracciabilità. In termini di velocità, il digitale si diffonde a ritmi esponenziali e pervade sia la nostra vita privata che quella lavorativa. Ma la velocità e l’accelerazione sono elementi tipici di qualsiasi importante rivoluzione la storia abbia portato con sé: basti pensare alla rivoluzione industriale e a come abbia cambiato le modalità di lavoro semplificando e velocizzando i processi.

La tracciabilità è invece una caratteristica esclusiva del mondo digitale ed è sicuramente l’aspetto di maggior valore legato ai dati. Utilizzare la tracciabilità significa essere in grado di analizzare i dati per trarne informazioni e deduzioni preziose e non è caratteristica esclusiva delle aziende più giovani, poiché il potenziale di un’azienda che nel corso degli anni ha raccolto quantità infinite di dati è altrettanto infinito. Per questo diventa sempre più importante, per le aziende, sfruttare strumenti analitici adeguati.

Il fatto che le aziende diventino sempre più data driven è ormai una necessità impellente: i dati e una loro corretta analisi e interpretazione possono favorire cambiamenti importanti in termini di prodotti e servizi, possono consentire alle aziende di sfruttare nuove opportunità di business e, soprattutto, permettono di avere un approccio del tutto nuovo nei confronti dei clienti, fornendo loro servizi o prodotti personalizzati.

Spesso, però, quando si parla di Big Data, il nome viene associato esclusivamente al concetto del volume, cioè alla quantità di dati a cui si può avere accesso. In realtà sono molte altre le caratteristiche dei Big Data che si riassumono nelle cosiddette 7 V: volume appunto; velocità, perché i dati devono essere accessibili in real-time; varietà e variabilità intese rispettivamente come le diverse tipologie di dati (spesso non strutturati) e il diverso significato che un dato può portare con sé a seconda dell'utilizzo che se ne fa; veridicità che riguarda il livello di accuratezza del dato; visualizzazione, intesa come la capacità di fornirsi di strumenti tecnologici adeguati per l’analisi e l’interpretazione dei dati; infine, ma non ultimo, la V più importante e cioè quella legata al concetto di valore, poiché è fondamentale che una volta raccolti e analizzati i dati se ne possa ricavare il valore necessario per l’azienda e per le differenti Business Unit.

I dati sono solo il primo dei molti fattori da tenere in considerazione per intraprendere un percorso di Digital Transformation coerente e responsabile. Ma sono sicuramente un ottimo punto da cui partire anche per comprendere che, spesso, quella che viene definita Digital Transformation in realtà dovrebbe essere chiamata Business Transformation, poiché un utilizzo consapevole dei dati porta con sé una serie di reazioni a catena, tra cui un nuovo approccio al cliente, un cambiamento degli asset aziendali e nuovi modelli organizzativi che modificano in modo sostanziale il modello commerciale e di business delle aziende, approntando così una trasformazione radicale.

* Consultant Newton Management Innovation Spa

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