Interventi

Il valore determinante della qualità

di Piero Formica

3' di lettura

Se il Covid-19 è davvero uno spartiacque tra passato e futuro, non avremo più da adorare la quantità, quella che finora è stata la nostra divinità saggia per eccellenza, signora e padrona del regno dell’economia. Prigioniera della quantità, l’umanità perde di vista la propria missione. Si è ignorata la qualità perché non quantificabile. L’attenzione è stata tutta rivolta alla quantità che si esprime in numeri, misura del successo o del fallimento. Si è contato il Pil ed è stato trascurato l’aspetto qualitativo del suo valore. Dalla Germania abbiamo appreso che produzione di massa e ingegneria di qualità vanno a braccetto. Eppure, ancor prima del coronavirus, il mondo con marchio tedesco dell’industria del secolo scorso cominciava ad essere rosicchiato dalle tecnologie emergenti. Con l’innovazione dirompente di Clayton Christensen ci siamo lasciati sedurre dal panorama aperto sul mercato con beni a basso costo e di bassa qualità.
Dalla Grande Recessione (2007-2013) all’odierna Grande Pandemia, la portata degli eventi stata tale che la qualità prorompe ora sulla scena da protagonista. Vedere promosse mediocrità dopo mediocrità è uno spettacolo non più sopportabile. Resta un monito l’aver affibbiato al vino Marsala l’etichetta “buono solo per cucinare”. Come hanno scritto gli storici dell'economia Giovanni Ceccarelli and Alberto Grandi, «almeno nella percezione dei clienti, il suo declino qualitativo è diventato più marcato dato il fatto che le aziende inglesi originariamente coinvolte nel business sono state progressivamente sostituite da quelle italiane, come ad esempio Cinzano, interessate soprattutto all'aspetto quantitativo della produzione» (“Il vino Marsala, un prodotto tipico ‘a-tipicamente' italiano”, Storia economica, vol. 14-2, 2011).
Trovarsi in prima linea sul fronte della qualità vuol dire:
1-Coniugare la qualità con l'occupazione. Con le parole del capo economista Gita Gopinath, il Fondo Monetario Internazionale sostiene che sia compito dei governi investire in progetti di alta qualità che, se ben congegnati, sono in grado di creare un gran numero di posti di lavoro.
2-Coniugare la qualità con il servizio e il rispetto delle regole. Il commercio internazionale evolve a favore della coppia beni-servizi sofisticati. Il messaggio forte è che il consumatore percepisce la qualità del prodotto da come vengono trattati i dati personali e dalle caratteristiche dei servizi complementari. I consumatori puniranno sempre di più gli scambi economici transfrontalieri che inquinano l'ambiente e aggirano i diritti dei lavoratori. A ciascun produttore spetta il compito di svolgere le operazioni che sa fare meglio, non aggirando le regole.
3-Coniugare la qualità con l'istruzione. La nostra vita si svolge contestualmente in due mondi, il reale e il virtuale. Grazie al loro incontro potremo vincere una sfida che sembra impossibile: quella di trovare insegnanti e finanziare le scuole per le centinaia di milioni di persone che ne hanno bisogno. La qualità che incontra e guida la quantità è l'allenatore efficace nel ginnasio dove i giovani si esercitano nel gioco dell'istruzione.
4. Coniugare la qualità con la resilienza e la rigenerazione. Stiamo sulla soglia, tra la rigidità della tradizione con la sua tenacia di continuità e la malleabilità unita all'incertezza dei modelli istituzionali e di costume anticonformisti che si affacciano all'orizzonte. Dotarci di originali mappe cognitive è imprescindibile per muoversi verso un futuro che sottoponga la quantità all'esame dei costi sociali e di quelli che mettono a repentaglio la vita nel e del pianeta. Da questa prospettiva, la consueta misura del profitto, alla maniera del contabile, appare logora. Disubbidire a questa misura è un grande sintomo di cambiamento del modo di organizzare e amministrare le risorse. direbbe Keynes. Le nostre realizzazioni devono arricchire il valore qualitativo degli input impiegati, a cominciare dalle risorse naturali e dal lavoro umano. Solo superando una prova di tale portata, avendo come mentore non un governo più piccolo ma uno di alta qualità, si spalancherà la porta d'ingresso alle camere della resilienza e della rigenerazione. Potremo allora dire, “benvenuti nel paradiso della qualità”.
piero.formica@gmail.com

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