Amsterdam

Il Van Gogh Museum acquista in asta una lettera firmata da Van Gogh e Gauguin

Battuta all'Hotel Drouot di Parigi per 210.600 euro, la missiva del 1888 acquistata con il sostegno della Fondation Vincent van Gogh di Arles sarà in mostra a settembre

di Gabriele Biglia

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La lettera di Van Gogh e Gauguin acquistata dal Museo di Amsterdam

Battuta all'Hotel Drouot di Parigi per 210.600 euro, la missiva del 1888 acquistata con il sostegno della Fondation Vincent van Gogh di Arles sarà in mostra a settembre


5' di lettura

Il Van Gogh Museum , inaugurato nel 1973 nel cuore dell'ammaliante Amsterdam, nel quartiere dei dedicato ai musei cittadini, rimasto chiuso per 11 settimane fino allo scorso 1° giugno a causa della pandemia, ha ripreso la propria attività. Pur essendo un momento particolarmente difficile per le istituzioni museali, grazie al sostegno della Fondation Vin-cent van Gogh di Arles il museo olandese è riuscito ad integrare le proprie raccolte acquisendo all' Hotel Drouot di Parigi per 210.600 euro, una preziosa lettera risalente al 1888, scritta a quattro mani da Vincent Van Gogh (1853-1890) e Paul Gauguin (1848-1903) durante la loro tormentata convivenza sotto il tetto della celebre Casa Gialla di Arles: una convivenza difficile e tesa durata nove settimane che ha segnato la storia dell'arte del XX secolo, terminata drammaticamente con l'episodio del taglio dell'orecchio.
Si tratta della lettera numero 716 , un documento fragile ed eccezionale firmato e indirizzato all'amico pittore Émile Bernard, datato “Arles 1er ou 2 novembre 1888”, composto da quattro pagine, in otto scritte ad inchiostro su carta quadrettata dai due pit-tori, che testimonia questo incontro straordinario che rivoluzionerà l'arte delle generazioni successive. La rarità di questa missiva sta proprio nel fatto di essere l'unica lettera che Van Gogh abbia mai scritto insieme ad un altro artista che presenta insieme le grafie dei due maestri. Il museo considera questa la lettera come il documento più significativo scritto dal pittore ancora in mani private.

Il carteggio
Il Van Gogh Museum, infatti, non raccoglie solamente la più grande collezione di opere del celebre maestro olandese (200 dipinti e 550 fra disegni e acquerelli), ma ospita nei propri archivi la più grande raccolta al mondo di lettere di Van Gogh (la corrispondenza completa di Vincent van Gogh contiene circa 930 lettere e documenti associati). Documenti fragili, visibili perlopiù dagli studiosi, raramente esposti al pubblico se non in occasione di mostre appositamente allestite. Fino ad oggi, la collezione del museo non conteneva lettere scritte da Van Gogh a Émile Bernard. Si tratta, pertanto, di una acquisizione molto importante per il museo in quanto sappiamo che per circa un anno, a partire dal 1888 sino al 1889, van Gogh scrisse in tutto 22 lettere a Émile Bernard, il cui contenuto verteva per lo più sulle difficoltà del mestiere di pittore, la miopia del mercato e le tentazioni delle grandi città (Vincent van Gogh, Lettere a un amico pittore, BUR Rizzoli). Quest'ultima, aggiunta alla raccolta del museo, verrà esposta al pubblico nella mostra che avrà luogo in autunno a partire dal 9 ottobre prossimo, intitolata “Your loving Vincent'. Van Gogh's Greatest Letters”. Un'esposizione che offrirà ai visitatori la possibilità di addentrarsi nella fitta corrispondenza del pittore, contemplando 40 lettere autografe affiancate per l'occasione ad alcuni iconici dipinti del maestro olandese.Emilie Gordenker, direttrice del Van Gogh Museum, ha dichiarato: “Siamo lieti e molto grati che la ondation Vincent van Gogh di Arles abbia permesso di aggiungere una lettera così straordinaria alla nostra collezione, soprattutto in questi tempi difficili. Il museo non sarebbe stato fondato o esisterebbe oggi senza la Fondation Vincent van Gogh. È ancora una volta grazie alla fondazione che possiamo aggiungere un nuovo elemento significativo alla collezione del museo. Lavoriamo sempre a stretto contatto con la fondazione e siamo entusiasti che - grazie a questa acquisizione - questa importante lettera possa essere inclusa nella nostra mostra autunnale incentrata sulle lettere di Van Gogh”.

La casa gialla di Van Gogh

La lettera firmata Vincent e Paul
La lettera acquistata all'Hotel Drouot venne scritta a quattro mani una settimana dopo che Gauguin arrivò in treno ad Arles (il 23 ottobre) per soggiornare nel sud della Francia e lavorare a gomito a gomito con Van Gogh, concretizzando il sogno del pittore olandese di fondare una utopica colonia di artisti ad Arles. I due artisti nella missiva si alternano con le loro differenti grafie a rendere conto del loro soggiorno e sulla loro collaborazione presso la mitica dimora, un edificio che versava in condizioni misere che Van Gogh affittò per 15 franchi al mese. Van Gogh desiderava che anche l'amico artista Émile Bernard si aggregasse a loro e li raggiungesse al Sud e gli mandò descrizioni dettagliate di tutto ciò che accadeva in quella casa: “Ora, ciò che ti interesserà: abbiamo fatto alcuni viaggi nei bordelli ed è probabile che finiremo per andare a lavorare lì spesso. Gauguin sta attualmente dipingendo una tela dello stesso caffè notturno che ho anche dipinto ma con figure viste nei bordelli. Promette di diventare una cosa bellissima.”La lettera si rivela un documento particolarmente affascinante: “Gauguin mi interessa molto come uomo” ha “inclinazioni più naturali, un temperamento più affettuoso e benevolo rispetto al decadente e stanco cittadino di Parigi”. E poi, sempre van Gogh: “Ho fatto due studi su una foglia caduta in un vicolo di pioppi e un terzo studio di tutto questo vicolo, interamente giallo[…]finalmente forse inizierò presto a fare bordelli. Lascio una pagina a Gauguin che probabilmente scriverà anche a te e ti stringerà bene la mano. Tout à toi Vincent”.Gauguin: “La sua idea (di Vincent n.d.r.) sul futuro di una nuova generazione ai tropici come pittore mi sembra assolutamente giusta e continuo ad aver l'intenzione di tornare quando trovo i mezzi. Chissà, un po' di fortuna - Vincent ha fatto due studi sulle foglie che cadono in un vicolo che sono nella mia stanza e che apprezzeresti molto”. La Casa Gialla “La mia casa qui è dipinta all'esterno di un giallo burro e ha le imposte verdi. Si trova in pieno sole in una piazza sulla quale si affaccia anche un parco di platani oleandri e acacie”. Così Van Gogh descrisse la casa che avrebbe poi raffigurato nella tela conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam. Si trattava di un edificio sgangherato, oggi non più esistente, che dava sulla piazza Lamartine, immortalato anche da alcune fotografie dell'epoca. I muri esterni erano di un giallo color burro, con infissi verdi e all'interno porte verniciate di azzurro. Per 25 franchi il pittore aveva fatto installare luce a gas nello studio e in cucina per poter rendere accogliente il soggiorno dell'amico in arrivo. Comprò coi franchi che aveva in tasca uno specchio per autoritrarsi, due letti in noce (per 150 franchi) e due materassi per 25 franchi, ma coperte e lenzuola per un solo letto. Aveva finito i soldi. Sporcizia e disordine regnavano nelle stanze della casa. Gauguin scrisse: “Ero scioccato. La sua scatola dei colori era appena sufficiente per contenere tutti quei tubetti schiacciati, che non erano mai stati chiusi”.“Voglio che diventi una casa d'artista, ma senza alcunché di affettato, tutto, dalla sedie ai quadri, dovrà essere pieno di carattere ” scrisse Van Gogh in un'altra lettera, mentre era seduto al Café de l'Alcazar di Arles, a pochi passi dalla Casa Gialla, sempre in place Lamartine, mentre ancora attendeva l'arrivo di Gauguin, in un locale al cui centro della sala si trovava un biliardo, riprodotto nel famoso dipinto “Le café de nuit” conservato alla Yale University Art Gallery a New Haven, negli Stati Uniti. Nel drammatico anno in cui visse ad Arles l'autore dei Girasoli produsse circa 200 quadri, un terzo di quelli che Gauguin creò in tutta la sua vita, molti dei quali saturarono le pareti bianche della casa al numero 2 di Place Lamartine. Dell'edificio rimangono solo alcune fotografie dell'epoca. Il 25 giugno del 1944 la Casa Gialle venne ridotta in buona parte in macerie dalle bombe sganciate durante una incursione aerea: i giardini di place Lamarine, resi eterni dai dipinti di Van Gogh, vennero sostituiti da un parcheggio, il bordello in rue du Bout d'Arles 1, frequentato assiduamente dai pittori, fu demolito.

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