pandemia e ripresa

Il Veneto è al lavoro per riaprire le aziende e metterle in sicurezza

Dal Governatore Zaia a Confindustria Veneto si lavora per avviare la “fase 2” con l’apertura delle aziende e il progetto «Fabbriche sicure»

di Barbara Ganz

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia (Ansa)

2' di lettura

Nel primo giorno nel quale si contano più persone dimesse di quante siano quelle ricoverate, il presidente del Veneto Luca Zaia continua a chiedere «sacrifici: adesso la sfida è tutta nostra, non dobbiamo abbassare la guardia». Un sacrificio da trasformare in investimento - per salvaguardare vite umane, soprattutto le più fragili - con una ordinanza regionale che rinnova e proroga, aumentandole, le limitazioni fino al 13 aprile (esattamente come il Dpcm) mentre già si ragiona sulla ripresa delle attività.

La ripresa
«Io tifo perché si possa ripartire - dice Zaia - perché spero che finisca questa tragedia. Il Veneto, sottolinea, «sta lavorando al piano delle riaperture, a prescindere dai test anticorpali», che restano una opportunità «da percorrere fino in fondo. Se arriveranno benissimo, sarà una patente di immunità, ma comunque dobbiamo essere pronti». E quando si decide di aprire, «bisogna avere un piano per dire con quali modalità: mascherine, distanze, numero lavoratori, quali comparti. Per valutare nuove limitazioni dopo Pasquetta servirebbero dati epidemiologici che supportano questa decisione, ma questo spetta agli esperti».

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Fase 2
All’avvio della “fase 2” guarda anche Confindustria Veneto, che ritiene «non più procrastinabile l’apertura delle aziende», afferma il presidente Enrico Carraro, spiegando che gli industriali veneti «stanno lavorando a un progetto Fabbriche Sicure per rendere gli ambienti di lavoro luoghi di massima tutela per la salute di dipendenti, collaboratori e delle famiglie». Vanno implementate da subito, sottolinea Carraro, tutte le norme di sicurezza attiva e passiva, «ma si deve prevedere di riaprire le produzioni senza indugi, altrimenti si rischia di lasciare migliaia di aziende e lavoratori sul lastrico. È necessario quanto prima un allargamento dei codici Ateco, che consenta alle aziende che hanno mercato interno o finalità di export, di riavviare leproduzioni».

Ance Veneto
Anche Ance Veneto si dice pronta a fare la propria parte «per far ripartire l’economia», e sull’ipotesi dei cantieri aperti in estate sottolinea che «la decisione di tenere aperto in agosto è realizzabile, ma solo dopo il dialogo e la condivisione con i lavoratori e le parti sociali», spiega il presidente dell’Associazione veneta dei costruttori, Paolo Ghiotti. «Questa - prosegue Ghiotti - non può essere una decisione di un soggetto rispetto a un altro, ma deve essere un’azione di sistema che faccia ripartire tutti nel rispetto e nella tutela della salute, della sicurezza e della volontà dei lavoratori. Noi imprenditori edili siamo in trincea per difendere le aziende e il settore, ma non possiamo fare da soli».

Confindustria Vicenza
Intanto, una proposta partita da Confindustria Vicenza e arrivata fino al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico ha ottenuto che le Camere di Commercio siano autorizzate a rilasciare certificazioni attestanti l’emergenza sanitaria in atto come possibile causa di forza maggiore e impedimento del regolare adempimento delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti dell’estero. Le imprese possono compilare una domanda online e ottenere rapidamente un’attestazione in lingua inglese al solo costo dei diritti di segreteria (3 euro).

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