CANTINA SIDDURA

Il vermentino di Gallura si aggiudica la medaglia di platino al Decanter Asia Wine Awards

di Davide Madeddu

2' di lettura

L'orizzonte è, adesso, la Cina. Perché per Spèra, il vermentino di Gallura della cantina Siddura, con la vittoria della medaglia di platino al Decanter Asia Wine Awards si aprono le porte del mercato che vale 140 milioni di dollari. Il vermentino di Gallura dopo aver conquistato 97 punti nella competizione mondiale, è stato selezionato per una masterclass, svoltasi in Asia, riservata alle eccellenze enologiche mondiali: un'opportunità offerta solo a sei vini. Un riconoscimento molto importante per il vino, moderatamente alcolico, che nasce con un lavoro certosino e preciso già dai vitigni: filari orientati a est, mineralità importante e una «dolce e mai aggressiva influenza del maestrale».

Elementi indispensabili per completare quel cammino che dai filari arriva all'imbottigliamento dopo la diraspatura dei grappoli con le uve che vengono pressate in maniera soffice e lasciate macerare per alcune ore insieme al mosto fiore. La fermentazione poi in tini di acciaio per 12-15 giorni a basse temperature (intorno ai 13°-15° C). Il risultato poi è il vermentino, apprezzato come aperitivo e con delicate pietanze di mare, brillante («il giallo paglierino con caratteristici riflessi verdognoli»), fine («delicato ma intenso, fruttato, con sentori di frutta tropicale e fiori della macchia mediterranea che si esaltano con l'affinamento in bottiglia») e secco («fresco e sapido con gradevole delicatezza e finezza, con un buon corpo e una buona persistenza in bocca e un leggero retrogusto di mandorla amara»).

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Caratteristiche che hanno permesso alla produzione gallurese di conquistare 97 punti su 100: l'ambito riconoscimento che diventa un lasciapassare per il mercato cinese. «I riconoscimenti e le recensioni ricevute - commenta Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra– sono fondamentali per rafforzare il canale delle vendite della nostra cantina a livello mondiale».

Non solo mercati ma anche produzione con un'attenzione particolare a tutto la filiera che dalla vigna porta alla vendita. «I riconoscimenti confermano la vocazione del nostro terroir per la realizzazione di vini di altissimo livello che parlano, ancora una volta, il linguaggio del pubblico internazionale. In questo caso –continua Ruggero- i vitigni autoctoni che si sono sviluppati nel microclima della vallata di Luogosanto si sono imposti sia al Decanter in Asia che nella successiva ed esclusiva masterclass, all'attenzione di uno dei guru dell'enologia mondiale».

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