il bilancio europeo 2021-2027

Il veto di Ungheria e Polonia sul bilancio chiama in causa la mediazione di Merkel

Il no dei due Paesi sull’aumento delle risorse proprie è legato ai nuovi vincoli sull’erogazione dei fondi e il rispetto dello stato di diritto. Giovedì la palla passa al Consiglio europeo

di Beda Romano

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(REUTERS)

Il no dei due Paesi sull’aumento delle risorse proprie è legato ai nuovi vincoli sull’erogazione dei fondi e il rispetto dello stato di diritto. Giovedì la palla passa al Consiglio europeo


2' di lettura

La corsa ad ostacoli a cui è sottoposto l’iter di approvazione del bilancio comunitario per i prossimi sette anni si conferma lunga e accidentata. L’Ungheria e la Polonia stanno tenendo in ostaggio il benestare finale al pacchetto finanziario da 1.800 miliardi di euro, perché insoddisfatti della recente decisione del Parlamento e del Consiglio di condizionare con uno specifico testo legislativo l’esborso dei fondi europei al rispetto dello stato di diritto.

I rappresentanti diplomatici dei Ventisette hanno tenuto lunedì a Bruxelles una riunione in cui hanno fatto il punto del pacchetto finanziario oggetto di negoziato nelle scorse settimane tra Parlamento e Consiglio. La bozza di regolamento che introduce un legame tra esborso dei fondi comunitari e rispetto dei principi democratici è stata approvata alla maggioranza qualificata. Il testo dovrebbe essere messo al voto del Parlamento entro fine mese.

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Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, dei 27 paesi membri almeno due paesi hanno votato contro. Da giorni ormai l’Ungheria e la Polonia avevano spiegato di essere insoddisfatti del provvedimento, e avevano preannunciato il loro voto contrario. Non hanno potuto però bloccare il progetto di regolamento, in assenza di una minoranza di blocco. In compenso, gli stessi due paesi sempre ieri hanno espresso riserve sul provvedimento relativo alle risorse proprie.

Per consentire alla Commissione europea di raccogliere sul mercato i 750 miliardi di euro che andranno a finanziare il Fondo per la Ripresa, i Ventisette devono in via preliminare autorizzare l’aumento delle risorse proprie dell'Unione. A differenza del regolamento relativo allo stato di diritto, approvato a maggioranza qualificata, il provvedimento sulle risorse proprie richiede l'unanimità.

Con lo sguardo rivolto al primo dei due testi, Ungheria e Polonia hanno messo il veto. Nei fatti, Varsavia e Budapest hanno bloccato l’iter di approvazione del bilancio 2021-2027 e del Fondo per la Ripresa. Entrambi ritengono che il regolamento che condiziona l’esborso dei fondi comunitari mette a rischio la loro sovranità nazionale.

Secondo un diplomatico europeo, la questione sarà probabilmente trattata dai capi di Stato e di governo giovedì 19 novembre quando è già previsto un vertice per discutere della situazione sanitaria provocata dalla pandemia. Nel frattempo, i rappresentanti diplomatici dei Ventisette hanno anche esaminato l’accordo raggiunto dai negoziatori del Consiglio e del Parlamento sul bilancio comunitario vero e proprio.

Secondo Sebastian Fischer, il portavoce della presidenza tedesca dell’Unione, «due paesi membri (si deve presumere sempre Polonia ed Ungheria, ndr) hanno espresso riserve su un particolare elemento dell'intero pacchetto, ma non sulla sostanza dell’intesa relativa al bilancio».

L’iter di approvazione del pacchetto finanziario rischia di essere rallentato. Quanto rallentato è ancora da capire. La Commissione europea ha sempre spiegato che il denaro del Fondo per la Ripresa dovrebbe giungere nei paesi membri tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate. Per ora, la tempistica non è in pericolo, ma è aumentata l’incertezza. Una volta approvati bilancio e fondo, il provvedimento sulle risorse proprie deve essere ratificato a livello nazionale.


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