CREATO PER ENI

Il viaggio verso industria 4.0 passa dalla trasformazione digitale. Perchè è importante saperla affrontare

Digital trasformation: come le persone migliorano le tecnologie e le tecnologie migliorano la produzione


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4' di lettura

L'Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa e la quarta rivoluzione industriale è un fenomeno che tocca da vicino anche le imprese del nostro Paese, impegnate a vario titolo nel viaggio verso la fabbrica intelligente e completamente interconnessa, un viaggio che non può che avvenire attraverso l'adozione delle tecnologie digitali. Di Industry 4.0 si è iniziato a parlare nel 2012, quando un consorzio capitanato dalla multinazionale Robert Bosch e dalla Acatech (Accademia delle Scienze e dell'Ingegneria) presentò al governo federale tedesco una serie di raccomandazioni per la sua implementazione. Gli analisti di McKinsey ne hanno prefigurato un impatto profondo nel tessuto delle imprese rispetto a quattro direttrici di sviluppo: utilizzo dei dati, potenza di calcolo e connettività (Big Data e Open Data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing); strumenti di analytics per ricavare valore dai dati; interazione tra uomo e macchina, interfacce “touch” e realtà aumentata; stampa 3D, robotica, connessioni machine-to-machine e tecnologie per immagazzinare e utilizzare l'energia in modo mirato.

Negli ultimi anni, Industria 4.0 è diventato un tema di stretta attualità anche in Italia, e non solo per gli impatti legati al lavoro associati all'adozione di intelligenza artificiale e robotica. Il varo del Piano Industria 4.0 all'interno della legge di Bilancio 2017, avente l'obiettivo di mobilitare investimenti privati per 10 miliardi (e oltre 11 miliardi di spesa in ricerca & sviluppo e innovazione) attraverso una serie di incentivi fiscali, ha rappresentato una svolta importante per il processo di digitalizzazione dell'industria italiana. A valle dell'entrata in vigore del Piano, infatti, sono aumentati gli ordinativi sul mercato interno dei beni strumentali (con tassi di crescita nell'ordine del 10%) e si può parlare, in generale, di uno shock positivo per l'industria italiana, sia dal lato della domanda di nuove tecnologie sia dal punto di vista dell'offerta. Il passaggio alla fase due del Piano - ribattezzato dal Mise in Impresa 4.0 a fine 2017 - non ha cambiato gli obiettivi di fondo del progetto e anche l'evidente rallentamento degli investimenti in impianti, macchine e software riconducibili a Industria 4.0, registrato nel 2019, non ha intaccato un percorso di sviluppo in chiave digitale che l'anno passato ha portato le imprese (i dati sono dell'Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano) a spendere 3,2 miliardi di euro, il 35% in più rispetto all'anno precedente.

Rimane però aperto un doppio problema verso la completa adozione del paradigma di Industria 4.0: il primo è quello delle competenze e della mancanza di figure professionali adatte a guidare l'innovazione dentro le fabbriche; il secondo è relativo all'implementazione concreta dei progetti di digitalizzazione. Secondo una recente indagine di EY, infatti, solo il 14% delle aziende italiane ha già raggiunto uno stato avanzato di sviluppo dei progetti di industria 4.0 caratterizzato da progettualità evolute e soluzioni innovative in grado di scambiare dati dagli impianti di fabbrica ai sistemi informativi. Eni è fra le aziende che hanno investito, e da tempo, nella trasformazione digitale.

La trasformazione è un processo di business
L'utilizzo delle tecnologie più avanzate in Eni - multinazionale italiana dell'energia, – è patrimonio della Società da oltre 30 anni. Il percorso di trasformazione digitale inteso come trasformazione integrata ed orizzontale di tutta la società - una realtà da oltre 30mila dipendenti presente in 67 Paesi- è iniziato negli ultimi due anni.

Per Eni, il cambiamento e l'evoluzione tecnologica hanno un significato di fondo ben preciso: consentire l'accesso all' energia e generare valore attraverso il miglioramento delle performance economico-operative. Si tratta di un percorso che affonda le radici nel passato e che guarda al futuro, trasversale e integrato a tutta l'organizzazione e caratterizzato da un approccio pragmatico alla trasformazione digitale che si evidenzia nella scelta, nel ruolo di Chief Digital Officer, di una persona di business e non di un tecnologo e nella creazione di una business unit dedicata a realizzare la trasformazione (la Digital Business Unit). Il processo di cambiamento, in un'azienda come Eni, mette insieme persone, tecnologie e competenze e considera la digitalizzazione come una fondamentale leva del nuovo modo di lavorare.

    “La trasformazione digitale di Eni è un processo di business, e ha tre capisaldi: la sicurezza delle persone e degli impianti, l'efficienza operativa a 360 gradi, sul lato industriale, su quello commerciale ed anche sui processi interni, e infine come abilitatore alla transizione energetica verso la decarbonizzazione”, spiega Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. Per dare concretezza a questa strategia, in Eni sono impiegate tutte le nuove tecnologie oggi disponibili sul mercato, dall'intelligenza artificiale alla Robotic Process Automation, alla Virtual ed Augmented Reality, alla Blockchain applicata in modo innovativo a processi interni, passando dall'Internet of Things. “Tecnologie spinte ad esprimere tutto il loro potenziale mettendo le persone al centro, che nella visione di Eni devono sentire il digitale come complemento al proprio quotidiano arrivando fino alla personalizzazione degli strumenti digitali per migliorare le proprie performance e quindi quelle dell'azienda portando valore aggiunto”, ha aggiunto il manager.

    Avviare un'iniziativa digitale, in Eni, ha un ultimo ma non meno importante significato, che risponde alle componenti di misurazione e concretezza: non proliferazione di piloti “tout court” ma sperimentazione, supportata anche da Open Innovation, che venga velocemente scalata a livello industriale; il bilancio costi/benefici deve costituire la prima fase di validazione di un'idea o di una applicazione da portare rapidamente sul campo, sui siti operativi in Italia e nel mondo. Un esempio concreto è la “Light house”, un impianto completamente digitalizzato, dove le persone possono accrescere la propria confidenza nella gestione dell'impianto stesso, attraverso la tecnologia e le competenze. La trasformazione digitale è un circolo virtuoso in cui le persone migliorano le tecnologie e le tecnologie migliorano le prestazioni delle persone passando attraverso un percorso di accompagnamento delle persone.

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