Corsa alle stelle

Il viaggio dei viaggi, l'ultimo trend delle vacanze spaziali. E presto anche un hotel in orbita

Dopo Richard Branson è la volta di Jeff Bezos, che apre l'era del turismo extraterrestre con il primo passeggero a bordo del volo suborbitale.

di Fabrizia Villa

In primo piano, “The Moon is Leaving Us” di Phoebe Hui, la quinta commissione d'arte AUDEMARS PIGUET, presentata nel corso di Art Basel Hong Kong. Una foto della Luna crescente e dell'atmosfera terreste scattata dall'astronauta Koichi Wakata della Japan Aerospace Exploration Agency.

5' di lettura

Gradatim ferociter, “un passo alla volta, con determinazione”: questo il motto che Jeff Bezos ha voluto per Blue Origin , l'azienda aerospaziale cui ha dato vita nel 2000, e che si è fatto incidere persino sui suoi stivali da cowboy. Il passo, pur cauto, del fondatore di Amazon è altamente simbolico, come quello “piccolo per l'uomo, ma grande per l'umanità” di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna ormai mezzo secolo fa. Meno simbolica è la cifra con cui un anonimo compratore si è aggiudicato all'asta indetta da Blue Origin, cui hanno preso parte 7.500 persone provenienti da 159 Paesi, il biglietto per il primo volo con passeggeri a bordo della navicella del lanciatore suborbitale New Shepard: 28 milioni di dollari, 23 miliardi di euro circa per un viaggio a 100 chilometri d'altitudine con cui sperimentare l'assenza di peso per 11 minuti. Il decollo è previsto per il 20 luglio, a 52 anni esatti dallo sbarco sulla Luna, e segnerà la data d'inizio del turismo spaziale, un sogno che Bezos condivide con un ristretto club di miliardari, Elon Musk e Richard Branson in testa, tutti impegnati “ferocemente” nella corsa a organizzare, ciascuno a modo suo, voli spaziali commerciali.

Jeff Bezos

Il lander lunare Blue Moon, progettato da BLUE ORIGIN, parte dell'omonima missione per atterrare sulla luna entro il 2024.

La Luna vista dalla Stazione Spaziale Internazionale in orbita sopra la Cina.

Oltre al (per ora) misterioso passeggero, sperimenteranno l'assenza di gravità lo stesso Bezos, suo fratello Marc e altre tre persone, che andranno ad aggiungersi alle 569 che hanno avuto l'opportunità di superare la Karman line, la linea immaginaria a 100 chilometri sopra il livello del mare che segna il confine tra l'atmosfera terrestre e lo spazio esterno. Un numero che, nelle intenzioni di Bezos, dovrebbe salire vertiginosamente per il bene della Terra perché «lo spazio è l'unica strada possibile per salvarla». Trovare un piano B per il nostro pianeta è una valida motivazione per investire ogni anno una quota pari a un miliardo di dollari di azioni Amazon in Blue Origin, ma aprire la strada al turismo spaziale è un ottimo investimento persino per l'uomo più ricco del mondo.

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Un rendering di The Gateway, il primo hotel nello spazio a cui sta lavorando la GATEWAY FOUNDATION, la cui inaugurazione è prevista nel 2027.

Afferrare l'inafferrabile diventa così il sogno non solo per i tre scatenati miliardari, ma anche per chi, dopo due anni in cui viaggiare è stata una possibilità solo virtuale, ha voglia di guardare oltre, programmando il viaggio dei viaggi, una fantasia romantica alimentata da libri, film e musica, da Ariosto a Verne, da Mozart a Bowie, da Meliès a Nolan. La meta prediletta è, ancora una volta, la Luna, l'oggetto celeste più vicino. La relazione tra noi e il nostro unico satellite naturale ha recentemente ispirato il poetico lavoro dell'artista di Hong Kong Phoebe Hui, selezionata per la quinta commissione artistica Audemars Piguet . La sua installazione site specific, esposta la scorsa primavera presso il Tai Kwun Centre for Heritage and Arts di Hong Kong, ha il profetico titolo The Moon is Leaving Us. Partendo dal dato scientifico che la Luna si allontana da noi alla velocità di 3,78 centimetri l'anno, la stessa a cui crescono le nostre unghie, Hui ha intrapreso un viaggio tra gli aspetti visibili e invisibili della Luna sentendo la necessità di esplorare i complessi legami che ci collegano a lei ed evidenziando il ruolo critico che la rappresentazione gioca nella scienza e nella nostra comprensione dell'Universo.

L'Axiom Space Station di AXIOM SPACE, la prima stazione spaziale commerciale in orbita intorno alla Terra.

Meno poetico, ma più concreto, il viaggio con destinazione la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) proposto da Axiom Space a bordo della capsula orbitale da trasporto Crew Dragon della SpaceX di Elon Musk. La prima missione spaziale con equipaggio privato in orbita terrestre bassa è prevista non prima di gennaio del prossimo anno e già ne sono state annunciate altre tre. La formula del viaggio? All inclusive, come quella del più tradizionale dei tour operator. I 55 milioni di euro richiesti a ciascun passeggero, oltre al volo con decollo dallo storico Kennedy Space Center, e a otto giorni di soggiorno spaziale in un modulo abitativo firmato da Philippe Starck, comprendono 15 settimane di training per addestrare gli astroturisti a diventare astronauti. Per una sistemazione alberghiera a misura di miliardario bisognerà però attendere almeno fino al 2027, quando dovrebbe inaugurare la Von Braun Space Station, il primo hotel spaziale della californiana The Gateway Foundation , forse un'evoluzione dell'Hotel Hilton nella Stazione Spaziale 5 portato sullo schermo dal visionario Kubrick nel 1968, un anno prima della missione Apollo 11.

Un lancio del Falcon 9 di SPACEX, che ha recentemente completato con successo il 100esimo lancio di fila.

A settembre, sempre a bordo di un Crew Dragon, partirà Inspiration4 , la missione per raggiungere l'orbita terrestre bassa con una permanenza di quattro giorni, totalmente finanziata dal miliardario Jared Isaacman che porterà con sé tre civili per raccogliere fondi a favore del St. Jude Children's Hospital di Memphis, ospedale pediatrico in prima linea nella lotta contro i tumori. L'obiettivo di Isaacman è raccogliere 200 milioni di euro e i passeggeri sono già da tempo impegnati nel training presso il quartier generale di SpaceX a Hawthorne, in California.

Il prototipo di una chiave di una stanza del progetto Hilton Space Hotel del 1967, parte della Hilton Collection, custodita all'Hilton College, University of Houston.

Un disegno originale di una capsula passeggeri del progetto Hilton Space Hotel del 1967, parte della HiltonC ollection, custodita all'Hilton College, University of Houston.

La preparazione, il cinema insegna, nelle missioni spaziali è tutto. Lo sa bene Orbite , società specializzata nel training degli aspiranti astronauti, che quest'anno ha messo a punto il programma Astronaut Orientation: quattro giorni e tre notti a partire da 29.500 dollari a persona per mettersi alla prova con voli in microgravità o con la centrifuga che simula un'alta accelerazione di gravità. I corsi, per un massimo di dieci appassionati, si terranno tra agosto e dicembre a Pyla- sur-Mer, in Francia, e a Orlando, in Florida, e potranno contare sull'esperienza di Brienna Rommes, la donna che ha istruito oltre 600 futuri astronauti, tra cui sir Richard Branson.

Per chi ancora non fosse pronto per il decollo, l'appuntamento con lo spazio può cominciare in libreria in compagnia delle pagine della Lonely Planet Universo scritta in collaborazione con la Nasa, una vera e propria guida turistica che dal Sistema Solare approda ai pianeti extrasolari per poi espandere ancora di più l'itinerario di viaggio alle galassie e agli ammassi di galassie. Una volta trovato l'orientamento, si potrà proseguire l'esplorazione con il libro-magazine The Passenger - Spazio, una raccolta di inchieste, reportage letterari e saggi, curiosità che spazia da Gagarin a Bezos, dalla Luna a Marte. Più romantico e distante dalla fame di conquista della New Space Economy Il telescopio della letteratura, saggio di Alessandra Grandelis sugli scrittori italiani e la conquista dello spazio. Landolfi e Buzzati, Moravia e Pasolini, Primo Levi e Calvino, Solmi e Zanzotto, Consolo e Rodari, Volponi e Morselli puntano il loro sguardo dalla terra al cielo e viceversa per comprendere i mutamenti, interpretare il disorientamento e osservare l'innovazione scientifica e i cambiamenti della società.

Ecco che guardare la Terra dalla Luna, abbracciare con lo sguardo il nostro pianeta ancora oggi sembra dare un senso profondo alla corsa allo spazio. Quell'immagine della Terra fotografata dall'Apollo 11 in viaggio per la Luna nel 1969 era la fotografia che conteneva tutte le immagini del mondo, come sosteneva Luigi Ghirri, uno dei massimi fotografi del Novecento.

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