ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùFRA CENSURE E NUOVE REGOLE

Il Vietnam di Facebook: così il Paese asiatico sta cercando di fermare il social di Zuckerberg

Sono tanti i governi che stanno spingendo per reprimere l'incidenza di Facebook, fra censure e nuove regole

di Biagio Simonetta


Stretta contro haters e fake news: come cambiano i social

3' di lettura

Se fosse un film, lo chiameremmo Il Vietnam di Facebook. Nel Paese simbolo della guerra infinita per gli americani, si sta consumando una nuova battaglia contro l'Occidente. E a farne le spese potrebbe essere, in primis, proprio Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg, al di fuori degli Stati Uniti, non ha molti amici. La sua crescita ciclopica e la sua capillare diffusione non riscuotono molta simpatia, soprattutto nei Paesi meno democratici. Sono tanti i governi che stanno spingendo per reprimere l'incidenza di Facebook, fra censure e nuove regole. In Cina, il social network di Menlo Park non è accessibile. In Russia il governo spinge soluzioni locali (come VK Note). In India stanno cercando di bloccare WhatsApp. E poi c'è il Vietnam, dove è stato appena lanciato l'ennesimo social network locale finanziato dal governo.

LEGGI ANCHE / Facebook acquista la startup che “controlla” il pc con il pensiero

Negli ultimi anni ci hanno provato decine e decine di volte, con nuove piattaforme durate il tempo di una speranza. In questi giorni è nato Lotus, che ha ottenuto 30 milioni di dollari di sostegno e una campagna di promozione governativa. Ma nei mesi scorsi se ne sono alternati moltissimi, dopo che il ministro dell'Informazione e delle comunicazioni, Nguyen Manh Hung, ha affermato che il Paese deve avere i propri social media. La strategia vietnamita, per ora, sembra essere quella di combattere Facebook con social network locali. Difficile stabilire, ora, se potrà aver successo.

GUARDA IL VIDEO / Hong Kong, Twitter e Facebook bloccano account fake-news pro Cina

Perché i social
Ad oggi Facebook può contare su circa 60 milioni di utenti in Vietnam. Un numero importantissimo, considerato che la popolazione totale è di 96 milioni. Si tratta di una nazione molto strategica: il settimo al mondo nella classifica di utenti del social network di Menlo Park. Un'incidenza molto pesante, dunque, che spiega la centralità del social network nel Paese, e la voglia del governo locale di prendere il controllo del settore. Nei Paesi in via di sviluppo, Facebook è Internet. I suoi newsfeed sono spesso l'unica fonte di informazione, e i messaggi di odio possono portare rapidamente a vere e proprie azioni, come è avvenuto negli ultimi anni in Sri Lanka e Myanmar. Nei paesi autoritari che limitano il flusso di informazioni, Facebook è visto anche come una minaccia: un'alternativa alla narrazione ufficiale.

LEGGI ANCHE / Facebook sconfitta da una Pmi italiana: ha copiato una sua app

Le alternative, dunque, sono poche: la Cina ha bloccato ogni servizio dell'azienda di Zuckerberg sul nascere. E oggi WeChat, piattaforma locale, è diventata il vero titano digitale del Paese. Il Vietnam, invece, sta tentando la strada della competizione. Col lancio di Lotus, il governo prova a riprendersi gli utenti. E lo fa con azioni di concorrenza non del tutto leale: da una parte sta intimidendo gli utenti che diffondono “opinioni sbagliate”, dall'altra sta scoraggiando la stessa Facebook con nuovi costi e leggi sulla localizzazione dei dati che impongono alle aziende tecnologiche globali di memorizzare informazioni personali sugli utenti vietnamiti nel Paese, dando così ai funzionari un altro modo per tenere d'occhio ciò che i cittadini fanno e dicono online. L'impressione è che la “guerra in Vietnam”, per Facebook, sia solo all'inizio. E gli sviluppi sono incerti.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...