Rigenerazione urbana

Il Villaggio Olimpico a Milano fra orti e campus

Realizzato con edifici più bassi e diffusi, il complesso sarà integrato con servizi per creare un quartiere cittadino aperto anche attraverso spazi pedonali e piazze. Poi diventerà studentato finiti i Giochi 2026

di Paola Pierotti

4' di lettura

Nuova firma internazionale per lo Scalo Romana. Agli americani di Skidmore, Owings & Merrill – SOM (arrivati secondi nella gara per il masterplan dell'ex scalo milanese) l'incarico per progettare l'architettura del villaggio olimpico, che diventerà studentato dopo i giochi del 2026. Nato da un concorso di architettura, a cui hanno partecipato 27 raggruppamenti con professionisti di nove Paesi, e svolto in parallelo a quello per il masterplan (per far fronte ai tempi stretti), il progetto è il primo tassello di questo pezzo di città, a Sud del capoluogo lombardo, che sarà rigenerato dal Fondo immobiliare “Porta Romana”.

Permeabilità, impatto zero, architettura modello per i criteri Esg: questo l'identikit del progetto che prenderà forma nell'ambito di un laboratorio progettuale che conta sulla preziosa collaborazione tra pubblico e privato, per rispondere alle esigenze di utilizzo durante e dopo la competizione.

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Il focus sul villaggio olimpico è stato presentato come primo innesto del masterplan che, come spiegato dai promotori, “ha recepito le principali osservazioni emerse dal dibattito con i cittadini, le istituzioni e i proponenti”, in 15 giorni di partecipazione virtuale e digitale.

Qualche affinamento ma nessun stravolgimento rispetto all'impostazione del progetto (presentato il 31 marzo) firmato dal team Outcomist, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati, Arup. I miglioramenti riguardano in particolare gli elementi distintivi dello spazio pubblico, come il parco centrale che garantisce la continuità urbana e le connessioni pedonali e ciclabili con la città esistente; la cosiddetta eco-zone (corridoi verdi che potranno ospitare attrezzature anche di interesse pubblico, sportive, aree bambini, orti urbani); l'inserimento di alcune piazze pubbliche e della foresta sospesa, su cui è in corso la valutazione di fattibilità tecnica ed economica.

Il Villaggio Olimpico firmato SOM è stato scelto “per il dialogo e l'apertura nei confronti del resto del masterplan e delle porzioni limitrofe della città. Sarà realizzato con edifici più bassi e diffusi armoniosamente, integrato con servizi per creare un quartiere cittadino aperto a una frequentazione intergenerazionale, anche attraverso la composizione di spazi pedonali e piazze, ben connesse anche con i nuovi spazi in via di sviluppo e le aree adiacenti allo scalo”.

Si tratta di un intervento posizionato nel quadrante sud ovest dello scalo, per una continuità con le funzioni esistenti nell'area e per un equilibrio generale del quartiere. La superficie è di circa 60.000 mq e ospiterà il villaggio degli atleti delle Olimpiadi Invernali 2026 che poi, al termine della competizione, sarà convertito da Coima sgr in student housing, con tutti i servizi necessari agli studenti, oltre a quelli privati di interesse pubblico, richiesti dalla Fondazione Milano Cortina.

Come precisato da Vincenzo Novari, ceo della Fondazione Milano-Cortina 2026, le infrastrutture per i giochi sono state studiate da subito nella loro configurazione post-evento. Ecco che con l'obiettivo di conversione da funzione olimpica a quella di studentato in soli 4 mesi, il Villaggio Olimpico sarà trasformato in un laboratorio di sperimentazione urbana sostenibile focalizzata sulle persone, sulla comunità, l'integrazione e la resilienza.

«Sarà un vivace ecosistema di abitazioni studentesche, residenze, co-working, servizi privati di interesse pubblico e spazi pubblici; attrarrà giovani, imprenditori, micro-aziende che potranno socializzare, sperimentare e condividere» spiegano i promotori.

L'area sarà gestita attraverso una piattaforma digitale funzionale al monitoraggio delle performance degli edifici e al coinvolgimento della comunità, con previsione della realizzazione del digital twin. Sono previste serre e orti per la produzione di cibo all'interno dell'area, consentendo la creazione del primo villaggio per studenti con prodotti a chilometro zero.

Le abitazioni degli atleti saranno riutilizzate per la loro nuova destinazione di student housing (circa 1.000 posti letto) utilizzabili anche da altre categorie professionali al di fuori del periodo accademico; gli edifici lato parco e ferrovia nell'area della piazza olimpica saranno destinati a residenza libera e agevolata; l'Olympic Village Plaza sarà la nuova piazza del quartiere, sulla quale si affacceranno i negozi e gli esercizi previsti al piano strada degli edifici, e nella quale si potranno prevedere mercati contadini ed eventi.

Umberto Lebruto, ceo di FS Sistemi Urbani, riepiloga con tre step l'iter per la riconversione di quest'area che si inserisce all'interno dell'Accordo di Programma degli scali ferroviari (sottoscritto da Ferrovie dello Stato, Comune di Milano e Regione Lombardia); nel 2020 era stato lanciato un bando di gara per la vendita del lotto, nell'ambito della quale Coima sgr, Covivio e Prada Holding si sono aggiudicate lo Scalo di Porta Romana (area che si estende per una superficie di circa 190.000 mq, oltre alla residua porzione di 26.000 mq delle Ferrovie) per 180 milioni di euro.

Il terzo step riguarda l'avvio della progettazione con il concorso per il masterplan e ora quello per il Villaggio Olimpico, da realizzare per la Fondazione Milano-Cortina e il Comitato Olimpico Internazionale, in attuazione di una legge nazionale specificamente predisposta al fine di accelerare le procedure urbanistiche.

«Come FS ci siamo attivati per sciogliere i vincoli ferroviari e riqualificare la stazione che sarà innovativa e digitalizzata; la linea sarà interrata e abbiamo già il progetto esecutivo per il seminterrato che potrà diventare un'opportunità per la ricucitura urbana. A questo punto – dice Lebruto – consegniamo agli operatori le chiavi di casa per iniziare i cantieri».

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