intervista

«Il Vinitaly si farà e darà il via al rilancio»

«Confermati gli appuntamenti internazionali da Wine South America a Vinitaly Chengdu, alle iniziative in Nord America e la prima edizione del salone Wine To Asia (Shenzhen 9-11 novembre) »

di G.d.O.

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(ANSA)

«Confermati gli appuntamenti internazionali da Wine South America a Vinitaly Chengdu, alle iniziative in Nord America e la prima edizione del salone Wine To Asia (Shenzhen 9-11 novembre) »


2' di lettura

Fortissimamente Vinitaly. Nell’attuale scenario inedito e di grande incertezza è ovvio che la priorità sia concentrarsi sulla tutela della salute delle persone. Nel contempo, occorre anche pensare a quando sarà

possibile intravedere una luce in fondo al tunnel e mettere in campo iniziative per promuovere e favorire la ripresa. Ne è convinto Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere che da 53 anni organizza il salone dei vini e dei distillati. «Cinquantaquattro – puntualizza Mantovani – con il 2020 saranno 54 edizioni, perché Vinitaly 2020 si farà».

Al momento sulla scorta dell’emergenza le date della manifestazione inizialmente previste nella seconda metà di aprile sono state spostate a giugno. «E quello resta il nostro orizzonte – aggiunge il dg di Veronafiere – un Vinitaly straordinario per un anno straordinario, perché siamo consapevoli che non potrà essere il Vinitaly di sempre. Inoltre in quel mese sono previsti oltre al salone del vino anche il Salone del Mobile e Pitti Uomo. Per questo ci auguriamo che con tre settori di punta come vino, design e moda, giugno possa essere il mese della ripartenza del made in Italy sul piano nazionale ma soprattutto internazionale.

Giovanni Mantovani

Da parte delle aziende continuano a esserci dubbi.
Sono comprensibili. Siamo di fronte a un momento di grande cambiamento nessuno sa come ripartirà la distribuzione e il commercio internazionale, se e come ci saranno nuove barriere commerciali e come ripartiranno i vari mercati. Di fronte a un momento di cambiamento è

necessario mettere in campo una risposta forte. Abbiamo discusso a lungo con le istituzioni e con il mondo delle imprese e ci siamo presi del tempo fino a Pasqua per immaginare e programmare il modello di Vinitaly 2020. Siamo certi però che sarà un Salone sul quale insieme al sistema Paese, alle istituzioni, alla rete diplomatica e a quella Ice e in partnership con il mondo del vino realizzeremo un investimento straordinario. In questi giorni abbiamo ricevuto anche la richiesta della Commissione europea che vuole essere presente e dare un supporto al nostro evento e al rilancio di un settore come quello del vino che è centrale per l'Italia ma anche per l'Europa.

Al di là delle date Vinitaly quindi si farà...
Stiamo lavorando per mettere a punto un format per giugno. Naturalmente monitoriamo attentamente gli eventi sia a livello nazionale che internazionale. Al tempo stesso restano confermati tutti i nostri appuntamenti internazionali da Wine South America a Vinitaly Chengdu, alle iniziative in Nord America oltre alla prima edizione del salone Wine To Asia (Shenzhen, 9-11 novembre) realizzato in partnership con un socio cinese. Quest’ultimo un mese fa sembrava l'appuntamento più incerto mentre oggi oltre a essere confermato a novembre ci aspettiamo che si tenga in un mercato in piena ripresa.

Un messaggio di fiducia quindi.
In questi giorni mi è spesso venuta in mente l’edizione di Vinitaly del 1986, l’anno dello scandalo del metanolo. Anche allora c’era grande incertezza, molte aziende non volevano partecipare. Eppure anche quell’anno Vinitaly si tenne e da lì si cominciarono a porre le basi per il rilancio. Negli anni successivi tanti produttori si sono detti orgogliosi di aver partecipato a quell’edizione. Voglio pensare che anche stavolta accada qualcosa del genere.

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