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Il vino da 300mila euro a bottiglia nasce all’Isola del Giglio

di Silvia Pieraccini

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(Olycom)


2' di lettura

L’Isola del Giglio si lascia alle spalle definitivamente la tragedia della Costa Concordia del gennaio 2012 e – forte del fatto di essere ormai conosciuta in tutto il mondo – “produce” un progetto fuori dall’ordinario che mette insieme autenticità e lusso esclusivo. Si tratta di un vino bianco dal nome mitologico Perseo&Medusa, prodotto in sole 600 bottiglie da vigneti Ansonica coltivati sugli scoscesi pendii dell’isola che guardano il mare, pensato, confezionato e venduto come vino da investimento: la bottiglia numero 3 della prima vendemmia 2014 è stata aggiudicata martedì scorso – all’asta fatta al Giglio che ha coinvolto anche 600 wine club collegati in streaming da tutto il mondo – a un investitore di Shanghai per 330mila euro. Offerte sono arrivate da Hong Kong, New Delhi, Honolulu, Miami, Dubai.

A lanciare il progetto è un imprenditore di Montepulciano (Siena), Pier Paolo Giglioni, che ha casa e cuore al Giglio e rapporti internazionali stretti vendendo agli stranieri casali nella campagna della Valdorcia. La sua idea nasce quattro anni fa dall’unicità del territorio e delle vigne gigliesi, frutto di tradizioni antiche oggi condensate in una ventina di ettari coltivati sull’isola. «Quella del Giglio è una viticoltura eroica – spiega Giglioni – visto che ai vigneti non si può accedere con mezzi meccanici e che tutto il processo di cura della vigna e di raccolta delle uve è fatto a mano. Ed è una produzione che non si può incrementare, vista la morfologia dell’isola. Per queste caratteristiche di unicità e irriproducibilità ho deciso di avvicinare le emozioni che suscita questo vino alla finanza».

L’idea di Giglioni è di collocare metà della produzione in un fondo di investimento (Jp Morgan o Morgan Stanley sono i gestori con cui sta dialogando), lasciando il resto sul mercato privato: alcune bottiglie sono già state acquistate, subito dopo la presentazione, da un ingegnere romano da un avvocato spagnolo.

Il vino – Ansonica in purezza passato in acciaio e affinato 24 mesi in bottiglia, con tappo in materiale ecologico senza impronta di carbonio – è unico anche per il packaging: viene venduto in una valigetta che contiene due bottiglie, una da collezione e una da bere arricchita da un bracciale da bicipite fatto a mano che si stacca per poter essere indossato. Il nome, Perseo&Medusa, evoca la mitologica battaglia tra l’uomo e la natura che si ripropone nelle vigne del Giglio.

«Questo progetto è in linea col nostro obiettivo di far rivivere il territorio e di renderlo sempre più bello», ha spiegato il sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, inaugurando la prima produzione di Perseo&Medusa, la cui bottiglia numero 1 è stata donata al Comune. Ad aiutare Giglioni nel progetto sono Giovanni e Simone Rossi dell’azienda vinicola gigliese “La Fontuccia”, che dal 2009 produce il bianco più conosciuto sull’isola, il “Senti oh”, 7mila bottiglie per il 10% all’export provenienti da due ettari di vigneto Ansonica. Perseo&Medusa guarda al territorio – al punto che il 10% del fatturato andrà in una fondazione diretta a tutelare la cultura e le tradizioni dell’Isola – ma non è un progetto benefico. Giglioni sgombra il campo dagli equivoci: «Vogliamo fare profitto con passione sincera».

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