a dicembre da zachys

Il vino di Emidio Pepe all’asta negli Usa, in vendita bottiglie rare della storica cantina abruzzese

di Claudio Celio

2' di lettura

Torano Nuovo è un piccolo centro in provincia di Teramo, in Abruzzo. Da New York la separano quasi 7.000 km. È una lunga strada, si direbbe. Ma rende bene l’idea della strada che ha percorso Emidio Pepe, vignaiolo da 85 anni, una vita passata tra le colline dolci e ventose che separano il mare Adriatico e il Gran Sasso, a coltivare vigneti come faceva il padre e prima di lui il nonno, ovvero secondo natura, evitando forzature e nel rispetto della terra e dell’uva. Credendo nelle uve della tradizione vinicola abruzzese: il Montepulciano e il Trebbiano. Con gli scarponi ai piedi e la famosa coppola in testa Emidio Pepe è diventato nel tempo un baluardo della tradizione e un argine contro le scorciatoie che hanno giocato al ribasso sulla qualità dei vini abruzzesi, impoverendoli e declassandoli.

Non è stata una strada facile ma credere nel proprio lavoro, con molta umiltà e un filo di testardaggine, è stata alla lunga la moneta migliore che questa storica cantina abruzzese (dove il vino viene ancora pigiato con piedi) potesse spendere sul mercato globale. Moneta ora molto apprezzata perché intesa da esperti e collezionisti come sinonimo di qualità. Oggi le vecchie annate dei vini di Emidio Pepe, malgrado l’azienda conservi nel suo archivio storico oltre 350.000 bottiglie di 50 annate diverse, hanno un costo tutt’altro che marginale e sono diventate oggetto di interesse nel circuito mondiale del collezionismo.

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È anche per questo che Zachys, una delle principali case d'asta degli Stati Uniti specializzata in vino, ha deciso di dedicare a Emidio Pepe un posto speciale nel suo programma di aste di dicembre. D’altro canto Emidio Pepe ha una relazione speciale con gli Stati Uniti. Lidia Bastianich, un nome della ristorazione italiana Made in Usa, serviva il Montepulciano di Emidio Pepe quando inaugurò il suo primo ristorante a Manhattan. Nel 2014, per i 50 anni della cantina abruzzese, Emidio Pepe e una sua bottiglia di Montepulciano d’Abruzzo del 1964 sono stati ospiti d’eccezione a Wall Street. Dopo il famoso suono della campanella, il presidente della New York Stock Exchange, Duncan Niederauer, ha condotto personalmente un’asta benefica di una bottiglia di Montepulciano del 1964.

Sarà invece una bottiglia del 1967 a chiudere l’asta del prossimo dicembre. Si tratta, spiega Chiara De Iulis Pepe che segue da alcuni anni il settore commerciale dell'azienda, di un evento eccezionale più per la qualità che per la quantità delle bottiglie che saranno offerte in contemporanea a New York e Los Angeles. Nell’asta sono incluse «moltissime annate che non sono più in commercio da tempo a causa della scarsissima quantità». La 1967, appunto, ma anche le rarissime annate degli anni Settanta e un consistente stock dell’annata 2010: una vendemmia considerata di livello così elevato da spingere l’azienda a mettere sul mercato solo un 10% della produzione totale posticipando l’uscita della maggior parte della produzione per dare tempo la vino di esprimere in pieno il suo potenziale e di aumentarne il valore. Un’appendice dell’asta è dedicata anche al Trebbiano: l’altro grande vino abruzzese prodotto da Emidio Pepe di cui saranno offerte annate che vanno dalla 1995 alla 2010.

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